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Atlas Mountain Race, la sfida impossibile fra la neve e i deserti del Marocco. Senza dormire e senza assistenza. Si vince una birra. «Arrivare in fondo vivi è già vincere»

Non è una gara, è un’avventura ai limiti: una corsa in autosufficienza di 1200 km da Marrakech alla costa atlantica passando per i sentieri sterrati dell’Atlante. Un dislivello di 25mila metri che fa venire le allucinazioni anche ai più forti

di Carlos Passerini

Non è una gara, è molto più. È un’avventura, è un’impresa. Per pochi, pochissimi. Si chiama Atlas Mountain Race: 1.200 durissimi chilometri in bici sulle strade più accidentate e remote del Marocco. Da Marrakech alla costa atlantica, attraverso sentieri sterrati dimenticati sull’Atlante. Oltre 25.000 metri di dislivello. Fra vette innevate, deserti incandescenti e oasi. Pedalando giorno e notte. Per giorni interi. Spesso senza dormire. Prima che la pandemia fermasse il pianeta, 200 temerari si sono presentati al via. La sfida si è tenuta fra il 15 e il 22 febbraio. Ne è nato un film, che ora si può vedere su YouTube: «Into the Rift: the story of Atlas Mountain Race» del regista Brady Lawrence.

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