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Baldwin non sapeva che l'arma fosse carica: "E' a salve", gli avevano urlato sul set

Ad Alec Baldwin era stata consegnata un'arma carica da un assistente alla regia che gli aveva indicato fosse sicura, poco prima del tragico incidente costato la vita al direttore della fotografia Halyna Hutchins, 42 anni, durante le riprese di un film western in un ranch di Santa Fe. Lo rivelano i primi documenti sull'indagine diffusi dai media americani.

E’ emerso però che la responsabile del controllo delle armi sul set del film era una ventenne al primo incarico in quel ruolo. Lo rivela un documento, ottenuto dalla Bbc, che elenca i membri della troupe che erano previsti sul set quel giorno. Secondo gli investigatori l'assistente alla regia, David Halls, non sapeva che l'arma avesse proiettili veri prima di consegnarla a Baldwin. L'assistente Halls aveva consegnato la pistola a Baldwin urlando "cold gun", il che significava che l'arma non avesse proiettili veri. A quel punto l'attore ha colpito il direttore della fotografia Halyna Hutchins al petto, uccidendola. Mentre il regista Joel Souza, che si trovava dietro di lei, è rimasto ferito.

Baldwin è stato interrogato dalle forze dell'ordine e il suo abito di scena sporco di sangue è stato acquisito come prova insieme alla pistola. Gli investigatori hanno sequestrato tutte le armi e le munizioni presenti nel set, le macchine fotografiche e le apparecchiature informatiche e gli abiti indossati dagli attori al momento della sparatoria. L'ufficio dello sceriffo della contea di Santa Fe ha affermato che l'indagine "rimane aperta" e che non sono state presentate accuse.

Secondo il Los Angeles Times, che cita fonti molto vicine alla produzione, l'arma con cui l'attore ha ucciso Halyna Hutchins sul set cinematografico di 'Rust’ aveva gia' sparato per sbaglio in passato. I protocolli di sicurezza standard sulle armi da fuoco nell'industria cinematografica non sono stati seguiti col necessario rigore. Sabato scorso il sostituto di Alec Baldwin, aggiungono le fonti, aveva sparato due colpi con la stessa pistola che, anche in quel caso, era stata segnalata come "fredda", ovvero priva di munizioni. "Ci sarebbe dovuta essere un'indagine", ha dichiarato alla testata Usa un membro della troupe, "non c'erano riunioni sulla sicurezza. Non c'era alcuna garanzia che non sarebbe successo di nuovo. Tutto quello che volevano era fare in fretta, in fretta, in fretta".

L'indagine ha dimostrato che l'arma conteneva proiettili a salve e un solo proiettile vero. Poche ore prima che l'attore sparasse a Hutchins, parte della troupe cinematografica aveva lasciato il set per protestare contro le condizioni di lavoro. I tecnici erano esasperati per gli orari eccessivi, i lunghi viaggi per raggiungere il set e i pagamenti arretrati.

Un membro della squadra dei cameraman ha anche sporto denuncia per il mancato rispetto dei protocolli di sicurezza, e sarebbero state conteste anche le procedure di sicurezza delle armi e sui protocolli Covid non seguiti prima delle riprese. La casa di produzione, Rust, ha sottolineato in una nota che "la sicurezza del nostro cast e della troupe è la massima priorità. Ed "anche se non siamo stati informati di alcun reclamo ufficiale riguardante la sicurezza di armi o oggetti di scena sul set, condurremo una revisione interna delle nostre procedure, mentre la produzione viene interrotta".