Leggere non è solo svago, è un investimento per il futuro, un capitale che crea ricchezza e migliora la qualità della società.  Se a dirlo è Carlo Cottarelli, professore di Fiscal Macroeconomics alla Bocconi, anni al Fondo monetario internazionale e ora direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici italiani dell'università Cattolica di Milano, c'è da crederci. Chi parla è abituato a ragionare stando ai fatti e ai numeri. 

Sono proprio i dati scofortanti sulla lettura nel nostro paese ad aver convinto Cottarelli a impegnarsi in prima linea ideando una campagna social di promozione che prende il via oggi. Il titolo, suggerimento di Ferruccio De Bortoli,  è molto bello e sarà un hashtag da cercare e rilanciare su Twitter e Instagram: #AttenzioneLaLetturaCreaIndipendenza.

Messaggi chiari e brevi video di 30 secondi affidati a attori, intellettuali, imprenditori, giornalisti, personaggi dello spettacolo e dello sport. Da Romano Prodi e Mario Monti a Tito Boeri e Massimo Cacciari, da Carlo Verdone e Paola Cortellesi a Serena Dandini e Selvaggia Lucarelli. “Mondi diversi – spiega Cottarelli – perché la lettura è trasversale, non conosce steccati”.

L'intuizione qualche giorno fa. Una domenica pomeriggio mentre è a casa per il lockdown, Cottarelli scrive un tweet per invitare a leggere di più non immaginando di raccogliere tanti like (oltre 8700 dal 14 novembre). La cosa lo fa riflettere. "Purtroppo assistiamo al predominio di una certa superficialità nel processo di formazione delle opinioni, bisogna invece cercare di dissociarsi, leggere, informarsi”. Sulle bufale, che oggi si chiamano fake news, Cottarelli ha scritto un libro schietto e illuminante, Pachidermi e pappagalli (Feltrinelli).


Ecco intanto la lista dei personaggi che inaugureranno con i loro video la campagna sulla lettura:  Romano Prodi; Mario Monti, Ferruccio De Bortoli, Giovanni Floris, Licia Colò, Monica Guerritore, Roberto Zaccaria, Myrta Merlino, Marco Tardelli, Francesco Gabbani, Bruni Vespa, Milena Gabanelli, Massimo Giletti, Andrea Illy, Oscar Farinetti, Gianna Schelotto, Paola Pitagora, Veronica Pivetti, Beppe Severgnini, Tito Boeri, Luciana Littizzetto e Fabio Fazio, Ignazio Visco, Paola Cortellesi, Carlo Verdone, Dori Ghezzi, Gioele Dix, Massimo Cacciari, Neri Marcorè, Sergio Romano, Serena Dandini, Selvaggia Lucarelli, Brunello Cucinelli, Santo Versace, Roberto Vecchioni, Piero Angela.

L’indipendenza a cui allude l’hashtag è la libertà di pensiero?


“Certo, altrimenti si finisce col ragionare con la pancia e si diventa dipendenti da chi mette in giro messaggi fuorvianti. La lettura di un libro richiede impegno e questo sforzo obbliga a pensare, ci rende indipendenti".

L’Italia in quanto a lettori è il fanalino di coda dell’Europa, come se lo spiega?


"Non so perché ma è vero, siamo uno dei paesi in Europa che legge meno. Non è un buon segnale, bisogna cercare di cambiare. Tra i libri e la Rete ci può essere una sinergia: i social danno messaggi rapidi, i libri aiutano a sviluppare un pensiero più complesso".

Per un uomo come lei che lavora sui numeri e sulle statistiche, la lettura che posto occupa nel valutare lo stato di salute di un paese?


"Negli ultimi vent’anni  siamo il fanalino di coda sia dal punto di vista economico che dal punto di vista della lettura. In ogni caso credo che bisogna guardare avanti, al futuro. C’è un’espressione inglese che mi piace molto: “history is not destiny”, la storia non è il destino. Possiamo cambiare, guai a pensare il contrario".

Che ruolo ha la scuola in questo quadro?


"Negli ultimi quindici anni abbiamo sacrificato la spesa per la pubblica istruzione. Il che è problematico sia dal punto di vista sociale che economico. La scuola garantisce uguaglianza nelle opportunità, assicurando  una buona base di partenza per tutti. Ci sono tanti studi che dimostrano come la spesa per l'istruzione sia la forma di spesa pubblica maggiormente correlata alla crescita nel lungo periodo".

Dunque investire nella scuola non è solo una questione di giustizia sociale ma conviene anche economicamente?


"La formazione del capitale umano  è importante. La spesa nella pubblica istruzione dovrebbe essere contabilizzata nella contabilità nazionale come spesa di investimento. Si investe  nel capitale della mente delle persone".
Per questo ha firmato giorni fa un appello per prolungare il calendario scolastico penalizzato dalla didattica a distanza?
"Non c’è niente da fare noi siamo esseri a tre dimensioni. I webinar non sostituiscono la presenza fisica così come lo smart working non è uguale al lavoro in carne e ossa. Ha molti pregi, ma l’efficienza dal punto di vista dei costi non basta. E’ difficile creare a distanza quello spirito di squadra che è fondamentale in ogni ambiente di lavoro ".

Cosa sta leggendo ora?


"Un libro sulla storia della Sicilia, lo ha scritto un lord inglese, John Julius Norwich, Breve storia della Sicilia, edito da Sellerio. Leggere per me è un’abitudine, da quando ero bambino. In genere leggo la sera a letto, nell’ultimo periodo soprattutto saggi storici. Sul mio comodino c’è sempre stato un libro. La lettura ha accompagnato ogni giorno della mia vita".

  E chi nasce in famiglie senza libri?


"Lo Stato dovrebbe garantire a tutti uguali opportunità, non solo attraverso l’accesso ai libri fisici ma anche stimolando la coscienza dell’importanza della lettura".