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Clima, Draghi: “È un’emergenza pari alla pandemia. Politiche attuali sono insufficienti, finanziare la transizione è cruciale”

Politica

Clima, Draghi: “È un’emergenza pari alla pandemia. Politiche attuali sono insufficienti, finanziare la transizione è cruciale”

Nel suo intervento al Climate Moment in corso a New York, il premier annuncia da parte dell'Italia "un nuovo impegno economico per il clima nelle prossime settimane" e ribadisce la necessità di "fare di più" per arrivare "ad azzerare le emissioni nette entro il 2050". Parole che ribadiscono la linea del governo, dopo le dichiarazioni della scorsa settimana sul dibattito aperto dal suo ministro Cingolani

L’emergenza climatica è di “uguale entità” a quella pandemica. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, torna a parlare di clima e transizione energetica, ribadendo che “l’Italia farà la sua parte”. Nel suo intervento al Climate Moment in corso a New York, il premier assicura che il governo è pronto “ad annunciare un nuovo impegno economico per il clima nelle prossime settimane”. Per Draghi è necessario accelerare sullo stop al carbone e fissare il prezzo del carbonio “può essere uno degli strumenti per accelerare la transizione verde“. Il premier ribadisce anche che “bisogna fare di più” perché “le politiche attuali sono insufficienti” per arrivare “ad azzerare le emissioni nette entro il 2050“. Quindi, il ragionamento di Draghi, “finanziare la transizione è cruciale e dobbiamo rispettare la promessa di mettere a disposizione 100 miliardi di dollari“.

Parole che tornano a ribadire i concetti già espressi nell’ultima settimana, quando il premier è intervenuto in più occasioni per dettare la linea del governo dopo le dichiarazioni del suo ministro Roberto Cingolani, che ha ricondotto gli attesi rincari delle bollette di luce e gas a un “effetto indesiderato” del processo di transizione ecologica. Già sei giorni fa Draghi ricordava l’importanza di accelerare su decarbonizzazione e riduzione delle emissioni, con uno Stato “pronto ad aiutare le imprese”. Poi, venerdì scorso, il premier poneva ancora l’accento sulla necessità di una transizione senza compromessi per “evitare la catastrofe”, ma “proteggendo i più deboli dai costi sociali”.

Concetti che Draghi ha rimarcato durante il suo intervento in videoconferenza alla Tavola rotonda sui Cambiamenti climatici: “L’Intergovernmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite ci ha detto tre cose: che la nostra azione dovrebbe essere immediata, rapida e su larga scala. E se non agiamo per ridurre le emissioni di gas serra, non saremo in grado di contenere il cambiamento climatico al di sotto di 1,5 gradi. Dall’altro lato, vediamo che ciò sta già avvenendo, perché osserviamo eventi meteorologici estremi che, nelle scorse settimane, sono stati un doloroso promemoria degli effetti dei cambiamenti climatici. Perciò, questo ci richiede anche un’azione immediata in materia di adattamento”. “È vero che stiamo ancora lottando contro la pandemia – ha aggiunto Draghi – ma questa è un’emergenza di uguale entità e non dobbiamo assolutamente ridurre la nostra determinazione ad affrontare i cambiamenti climatici”.

“Dovremo rafforzare gli sforzi comuni nell’accelerare la graduale eliminazione del carbone sia a livello nazionale che internazionale. E dobbiamo davvero prendere il nostro destino nelle nostre mani su questo aspetto”, ha proseguito il premier. “Gli investimenti pubblici dedicati alla ricerca e sviluppo devono diventare priorità per ambiti strategici come elettrificazione, idrogeno, bioenergia, cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio, che oggi ricevono solo circa un terzo del finanziamento pubblico. La fissazione del prezzo del carbonio può essere uno degli strumenti per accelerare la transizione verde”. Poi Draghi ha ribadito l’importanza di coinvolgere il settore privato: “Dobbiamo essere consapevoli che le sole risorse pubbliche non possono sopportare l’intero costo della transizione. Mobilitare il settore privato è ugualmente cruciale. Le autorità pubbliche, attraverso investimenti mirati e politiche abilitanti, possono creare le condizioni per dare impulso agli investimenti privati”.

“Molti Paesi, come l’Italia, hanno deciso di porre al centro dei loro piani di ripresa e resilienza un modello di crescita più verde e inclusivo. Tuttavia, sappiamo già che è necessario fare di più“, ha proseguito Draghi. “Le politiche attuali sono insufficienti per impedire alle emissioni di energia mondiali di ritornare ai livelli del 2019 entro il 2022 e di continuare a crescere dopo il 2023. Questa tendenza è ben lontana dalla traiettoria necessaria ad azzerare le emissioni nette entro il 2050. La sfida è evidente: raggiungere la transizione energetica dipende dalla possibilità di fornire un accesso all’elettricità generata da energie pulite a circa 785 milioni di persone entro il 2030″, ha spiegato il presidente del Consiglio.

“Il vertice del G20 che si terrà prossimamente a Roma e la COP26 di Glasgow sono un’opportunità imperdibile per rispondere alle sfide” sul clima “e dimostrare la nostra determinazione collettiva. Come Presidenza del G20 e partner del Regno Unito nella COP26, l’Italia sta facendo del suo meglio per promuovere la fiducia necessaria su questi temi a livello multilaterale”, ha poi aggiunto ancora il premier. “C’è una grande aspettativa sulla nostra leadership da parte delle giovani generazioni. Il nostro successo verrà misurato sulla nostra capacità di rispondere alle loro istanze con azioni ambiziose”, ha sottolineato Draghi. “Perciò – ha concluso – finanziare la transizione è cruciale e dobbiamo rispettare la promessa di mettere a disposizione 100 miliardi di dollari“.

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