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Come è nata la Croce Rossa

Attualità

La Croce Rossa è un simbolo conosciuto in tutto il mondo, una di quelle istituzioni così radicate nella nostra cultura da sembrare scontate. Come è nata?

La Croce Rossa è un simbolo conosciuto in tutto il mondo, una di quelle istituzioni così radicate nella nostra cultura da sembrare scontate. Come è nata?

Croce Rossa: come è nata a più grande organizzazione umanitaria nel mondo

La storia della Croce Rossa risale al 24 giugno 1859: in quel giorno veniva combattuta la battaglia di Solferino, una delle più sanguinose della Seconda Guerra d’Indipendenza e della storia italiana. Una carneficina dalle conseguenze rese ancora più gravi dalla disorganizzazione dei soccorsi prestati ai feriti. Ma proprio in quell’occasione un uomo che apparentemente non pareva entrarci molto si trova, tra virgolette, nel posto giusto al momento giusto. Serendipity si dice in questi casi. Perché Henry Dunant a Solferino era arrivato per motivazioni completamente differenti. Svizzero, uomo d’affari e filantropo, doveva incontrare l’imperatore Napoleone III per chiedergli un finanziamento per un’impresa agricola che voleva avviare in Algeria. Arriva il 23, e il 24 ha l’appuntamento. Nel frattempo però succede altro. Mentre si trova nella carrozza che dovrà portarlo all’incontro Dunant incrocia i feriti che cercano aiuto tornando in paese. E vede con i suoi occhi l’enormità di quello che è successo: 250mila uomini, francesi e piemontesi da una parte, e austriaci dall’altra, si sono affrontati lasciando scorrere sul campo di battaglia il sangue di 40mila tra morti e feriti. C’è un medico per ogni mille soldati, chi deve aiutare non è addestrato a dovere, insomma, molti con soccorsi adeguati avrebbero potuto salvarsi. Dunant non si gira dall’altra parte: organizza la popolazione civile, donne e le ragazze, per fornire assistenza ai soldati feriti e malati, acquista i materiali necessari, aiuta a preparare ospedali di fortuna. Fino a quel momento era stata la chiesa di Castiglione delle Stiviere a ospitare i feriti, come racconta lo stesso Dunant in un libro, Souvenir da Solferino, pubblicato nel 1862, che fu stampato a sue spese per essere distribuito ai potenti d’Europa e informarli, perché qualcosa va fatto. Qualcosa deve cambiare:

“…Nell’Ospedale e nelle Chiese di Castiglione sono stati depositati, fianco a fianco, uomini di ogni nazione. Francesi, Austriaci, Tedeschi e Slavi, provvisoriamente confusi nel fondo delle cappelle, non hanno la forza di muoversi nello stretto spazio che occupano. Giuramenti, bestemmie che nessuna espressione può rendere. Risuonano sotto le volte dei santuari. Mi diceva qualcuno di questi infelici: “Ci abbandonano, ci lasciano morire miseramente, eppure noi ci siamo battuti bene!”. Malgrado le fatiche che hanno sopportato malgrado le notti insonni, essi non riposano e, nella loro sventura implorano il soccorso dei medici e si rotolano disperati nelle convulsioni che termineranno con il tetano e la morte…”

Quell’esperienza per Henry Dunant rappresentò una svolta. Non solo il libro ma, insieme ad altri quattro cittadini svizzeri, Gustave Moynier, avvocato e filantropo, il generale Guillaume Dufour e i medici Louis Appia e Theodore Maunoir, la nascita del Comitato dei Cinque, il precursore della Croce Rossa vera e propria. Nell’ottobre 1863 il Comitato durante la Conferenza Internazionale di Ginevra riunisce 14 paesi che firmano il 29 ottobre la Prima Carta Fondamentale contenente dieci risoluzioni che definiscono le funzioni ed i mezzi dei Comitati di soccorso. Nasce così il Movimento Internazionale della Croce Rossa. Non è un caso neanche il simbolo: si tratta, a colori rovesciati, della bandiera della nazione elvetica, patria di Dunant e dei suoi compagni. Il documento della Convenzione di Ginevra verrà poi firmato nel 1864 e controfirmato dai rappresentanti di 16 stati, anche in guerra tra loro, con l’impegno di  salvare le vite, curare i soldati e proteggere i civili che prestano i soccorsi, con la neutralità di ambulanze e ospedali. Cose scontate per noi ma che allora non erano affatto chiare. Nonostante le buone intenzioni infatti tra la firma del 1863 e fino quella del 1864 i soccorritori rischiavano la loro vita esattamente come chi combatteva. Poi i paesi islamici, a partire dalla Turchia, adottarono il simbolo della Mezzaluna Rossa, ma tutto è iniziato così, da un uomo che poteva girarsi dall’altra parte e non lo ha fatto. Oggi al Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa aderiscono 192 Nazioni. L’Italia ne fa parte dal 15 giugno 1864, due mesi prima della Convenzione di Ginevra.

I sette principi fondamentali

Questi i principi fondamentali del Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa:

Umanità: “Nato dalla preoccupazione di soccorrere senza discriminazioni i feriti dei campi di battaglia, il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, sia a livello internazionale che nazionale, opera per prevenire e alleviare in ogni circostanza le sofferenze degli uomini. Si applica a proteggere la vita e la salute, e a far rispettare la persona umana. Opera per la reciproca comprensione, l’amicizia, la cooperazione e una pace durevole tra tutti i popoli.”.
Imparzialità: “Non fa alcuna distinzione di nazionalità, razza, religione, di condizione sociale o di appartenenza politica. Si dedica esclusivamente a soccorrere gli individui a seconda della gravità e dell’urgenza delle loro sofferenze.”
Neutralità: “Per conservare la fiducia di tutti, il Movimento si astiene dal prendere parte alle ostilità così come, anche in tempo di pace, alle controversie d’ordine politico, razziale, religioso e ideologico.”
Indipendenza: “Il Movimento è indipendente. Le Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna svolgono le loro attività umanitarie come ausiliarie dei poteri pubblici e sono sottoposte alle leggi in vigore dei rispettivi paesi. Tuttavia esse devono conservare un’autonomia che permetta loro di operare sempre secondo i Principi del Movimento.”
Volontarietà: “La Croce Rossa è un movimento di soccorso volontario e disinteressato.”
Unità: “In un paese non può esserci che un’unica Società di Croce Rossa o di Mezzaluna Rossa. Essa dev’essere aperta a tutti e deve estendere la sua attività umanitaria all’intero territorio.”
Universalità: “Il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa è universale: in esso tutte le Società hanno uguali diritti ed il dovere di aiutarsi reciprocamente.”

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