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Comitato parenti Rsa: "Nas e ispettori nelle case di riposo per far rispettare il Decreto green pass"

Comitato parenti Rsa: "Nas e ispettori nelle case di riposo per far rispettare il Decreto green pass"

Coronavirus

Il Comitato Orsan (Open Rsa Now) chiede l'intervento delle istituzioni per poter ritornare a incontrare i propri cari: "Ci sono ancora case di riposo che, malgrado vaccini e green pass, ostacolano gli accessi"

Nas nelle Rsa per controllare l’effettiva applicazione del Decreto green pass che permetterà ai parenti di poter visitare i loro familiari. Lo chiedono senza mezzi termini i componenti del Comitato Orsan (Open Rsa Now), gruppo nato e Monza e ben presto diventato nazionale, che dall’inizio della pandemia sta portando avanti la battaglia per le visite in sicurezza nelle case di riposo.

"Il governo mandi Nas e ispettori per il rispetto delle legge"

“Oggi chiediamo che il Ministero della Salute, da lunedi 20 settembre, invii i propri ispettori e i Nas, a campione nelle Rsa italiane per verificare semplicemente l’applicazione della legge, che le Regioni e i Governatori facciano finalmente la propria parte e che le Ats emanino immediatamente le disposizioni applicative regionali - dichiara il monzese Dario Francolino, fondatore e presidente di Orsan -. Siamo in stato di emergenza e non si può ormai perdere neanche un minuto. Dovremo però fare i conti con questa tragedia e lavoreremo con il Parlamento affinché disponga il varo di una Commissione di Inchiesta sul comportamento delle Rsa italiane durante la pandemia tra febbraio 2020 e dicembre 2021 che resoconti quanto accaduto in questi sciagurati 18 mesi".

"Comportamenti ostili verso i parenti"

Francolino denuncia comportamenti ostili nei confronti dei parenti che invocano l'accesso libero (ma in sicurezza) nelle strutture. "Ci sono casi in tutta Italia di dirigenti delle strutture che minacciano i familiari, che invocano il rispetto della legge, di dimettere i propri congiunti e scacciarli dalle strutture.  Un sistema omertoso che affligge strutture nate per assistere e diventate dei recinti equestri inaccessibili se non dietro consensi con il contagocce”, aggiunge.

Francolino si augura che con l’approvazione del Decreto Green Pass l’accesso nelle strutture sia finalmente libero. Orsan chiede lo stop alle prenotazione delle visite; la possibilità di incontri in presenza giornalieri previa esposizione di green pass e con i dispositivi di protezione individuale; ingressi liberi nei reparti come accadeva prima della pandemia; libertà di ingressi quotidiani con durata illimitata per l’assistenza alle persone non autosufficienti; la digitalizzazione delle procedure di riconoscimento del green pass senza l’obbligo del visitatore di compilare ulteriore modulistica.

"Stop agli ingressi su discrezionalità dei direttori sanitari"

Francolino va dritto al problema. “Adesso la legge va applicata: basta ingressi decisi sulla discrezionalità dei direttori sanitari delle Rsa - aggiunge -. Per noi familiari e per i nostri cari sono stati diciotto mesi di vergogna e di dolore: adesso basta. La legge ci permette, previo green pass e dpi, ingressi liberi e giornalieri. Non ammetteremo ulteriori comportamento contrari a quanto previsto dal Decreto Green Pass”.

"Diciotto mesi di vergogna"

Francolino ricorda che in questi mesi ci sono state anche strutture che “illuminate e virtuose, troppo poche però rispetto a quelle che hanno adottato comportamenti omertosi e si sono blindate senza motivi scientifici concreti - prosegue -. Con l’approvazione definitiva del cosiddetto Decreto green pass speriamo si chiuda definitivamente una delle pagine più nere della storia delle Residenze Sanitarie Assistite in Italia, che ha dimostrato in modo plateale e drammatico l’inadeguatezza di questo modello assistenziale e dei sistemi ispettivi regionali di vigilanza e controllo. Quello che è accaduto in questi 18 mesi nelle Rsa italiane è semplicemente vergognoso e disumano".

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