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Concerto Vasco Rossi, Lenzi: ''Rischio d'impresa annullato a danno della collettività che non è stata coinvolta: servono risposte puntuali e trasparenti''

TRENTO. "Quale sarà l'impatto che l'evento-concerto di Vasco Rossi avrà sulla città?". A chiederlo è Walter Lenzi, consigliere comunale di Trento in quota Partito democratico, il quale evidenzia anche la necessità di capire il livello di confronto tra palazzo Thun e Provincia sull'organizzazione della manifestazione prevista per il 20 maggio 2022. 

Un po’ alla volta emergono i dettagli sul maxi-concerto di Vasco Rossi a Trento. Dopo le dichiarazioni del dirigente della protezione civile Raffaele De Col che, fra le altre cose, ha fatto sapere che i lavori di sistemazione dell’area (dove sono impegnati anche alcuni mezzi della protezione civile) sono ufficialmente iniziati, anche l’assessore alla cultura Mirko Bisesti ha reso noti ulteriori aspetti nella risposta all'interrogazione nel corso del question time

L'assessore provinciale ha fatto sapere che i biglietti finora venduti sono 70.675: 29 mila nella Regione del Trentino-Alto Adige e 40 mila nel resto del Paese; Bisesti ha sottolineato come la mappa pubblicata da Vivaticket sia solo indicativa e che l’area sarà oggetto di modifiche che saranno concertante con gli organi sicurezza e gli organizzatori.

In questo contesto si inserisce ora anche un'interrogazione in Comune per chiedere all'amministrazione guidata da Franco Ianeselli "di farsi urgentemente carico della mole di criticità che fino a oggi si sono manifestate da una larga parte della cittadinanza nella forma ibrida e fuorviante del dibattito sui social. Appare quanto mai necessaria - dice Lenzi - la richiesta di attivazione di un tavolo ufficiale di confronto tra Comune, Provincia e, eventualmente, management dell’artista per ottenere risposte puntuali e trasparenti su tutti i punti utili alla serenità dei lavoratori e volontari impiegati alla preparazione e conduzione dell’evento del 20 maggio, del pubblico del concerto e della città che lo ospita in materia di sicurezza, viabilità, sanità e così via".

La questione non va ridotta alla diatriba tra favorevoli e contrari all'evento ma è importante "riportare nella sede istituzionale del Consiglio comunale - aggiunge Lenzi - i risultati del confronto per una valutazione complessiva utile a superare anche la sterilità di un 'pro' o 'contro' il concerto. Si tratta di pretendere assicurazioni precise e verificabili sul 'come' si intende portare avanti l'organizzazione. Anche per prevedere un'opera di informazione e coinvolgimento costante della cittadinanza e delle realtà culturali attive su Trento e nella provincia in merito al concerto-evento, anche sulle prospettive più adeguate alla realizzazione di spazi attrezzati per grandi spettacoli dal vivo". 

"C’è inoltre un tema che sovrasta tutti i particolari altamente problematici dell’evento. E’ insieme etico e politico: l’ente pubblico in Trentino si fa organizzatore di spettacolo (secondo forme del tutto improprie) prevedendo spese (esempio trasporti, vitto, alloggio) che sono generalmente a carico delle agenzie organizzatrici e del management degli artisti. Il rischio di impresa è annullato a danno della collettività trentina che non è stata in alcun modo coinvolta", dice Lenzi, "Del contratto tra Provincia e Management di Vasco si sa ancora poco o nulla se non per le scarse anticipazioni di stampa".

Attraverso la richiesta di accesso agli atti de Il Dolomiti si è arrivati a conoscenza che all’epoca non era stato firmato alcun contratto, "nonostante fosse stata fissata la data di avvio delle prevendite. Pare che la Provincia, in base all’accordo con l’organizzazione del concerto, intenda riservare 60.000 biglietti agli abitanti dell’Euregio e accollarsi l’onere degli eventuali biglietti invenduti. E' fin troppo facile prevedere una spesa ingente a carico dell’ente pubblico (nei tour di Vasco non risultano quote “dedicate” di biglietti se non quelle per i fan club). La 'riserva Euregio', infatti, sembra rispondere a logiche politiche dell’amministrazione provinciale, ma non a una valutazione degli interessi del pubblico dell’area a nord del Trentino che su base storica non è mai parso particolarmente attirato da Vasco Rossi. Al momento, a oltre due mesi dall’avvio della prevendita on line, il concerto di Trento non risulta ancora sold out a differenza delle date che Rossi terrà a Milano, Firenze, Roma Imola. Si prevede pertanto una spesa pubblica che vuol dire spesa degli abitanti di Trento oltre che dell’intera provincia".

Il consigliere dem riporta anche dell'esempio del concerto di Modena del 2017. "E' stata stipulata una convenzione tra le parti (Comune di Modena e Management di Vasco) che prevedeva l’impegno degli organizzatori a versare al Comune un importo equivalente al valore di 2 euro per ciascun biglietto venduto da utilizzare per coprire 'tutte le diverse necessità di spesa corrente espresse puntualmente da tutti i settori comunali coinvolti, come, per esempio, la polizia municipale, i lavori pubblici o il personale' più un sostanzioso contributo per la rimozione dei rifiuti. In tale occasione il Comune stipulò poi con le associazioni sindacali un accordo al fine di porre la massima attenzione alla sicurezza sul lavoro, al rispetto della normativa e del contratto in materia di orario di lavoro, alla formazione specifica per gli agenti che avrebbero gestito l’evento".

Da non sottovalutare la concomitanza tra "il previsto raduno nazionale dei Fanti del 18/19/20 maggio 2022 (sono previste 20.000 presenze) con l’annunciata prova generale del concerto prevista per il 18 maggio, la prevista chiusura di tutti gli uffici pubblici e le scuole cittadine di ogni ordine grado nella giornata di venerdì 20 maggio 2022, l’opportunità di un coinvolgimento di un grande numero di volontari da affiancare ai professionisti e alle forze dell’ordine e numerosi altri temi ancora".

Fuori contesto per Lenzi le analogie con l'Adunata degli alpini. "Il tipo di organizzazione - prosegue Lenzi - la logistica spalmata con efficienza sull’intero territorio provinciale, la particolare tempistica dell’Adunata che adegua gli spostamenti alle funzionalità dell’intero fondovalle e mille altre particolarità rodate da una macchina attrezzata ad evitare ammassamenti disordinati, rendono improponibile il paragone con le dinamiche di un mega concerto che concentra gli afflussi in una geografia e in un tempo limitati. Immaginare un parallelo tra i due eventi che non hanno nulla di simile è fuorviante".

Insomma, non mancano preoccupazioni. "Vista l’incertezza che ancora pesa sull’intera partita, appare di particolare gravità il vulnus rispetto al Comune di Trento. Un vulnus partorito con una scelta della Provincia che dalle dichiarazioni del sindaco non sembra essere stata in alcun modo concordata. Un vulnus che si amplia e pone inquietudini crescenti di fronte all’ancora non quantificabile peso che la città dovrà sopportare senza avere avuto alcuna informazione sugli oneri (tanti) e sugli onori (pochi o nulli) di luogo ospitante. O meglio 'costretto' a ospitare", conclude Lenzi.