Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini scrivono oggi sul Corriere della Sera che il governo sta considerando l'ipotesi di dichiarare il coprifuoco alle 21 in tutta Italia con un nuovo Dpcm se tra sette giorni non frenano i contagi. L'idea sarebbe quella di consentire l'uscita di casa solo per ragioni di scuola o di lavoro, oltre che per l'approvvigionamento di beni di prima necessità.  

Se tra sette giorni non si sarà invertito l’andamento della curva, scatterà il coprifuoco in tutta Italia alle 21. Misura estrema, che il premier Conte aveva respinto anche perché comporterebbe la serrata di bar e ristoranti. Limitando gli spostamenti si spera di frenare la corsa del virus, così da non arrivareaquella soglia massima di terapie intensive — 2.300, il 30 per cento del totale di posti — che rischia di far scattare il lockdown.

Il parametro non cambia: monitoraggio della curva epidemiologica e numero di terapie intensive. Intanto si lavora all’elenco delle attività «non essenziali» che potrebbero essere fermate, anche con un’ordinanza del ministero della Salute, se i contagi dovessero aumentare troppo velocemente:

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Roberto Speranza, che guida con Dario Franceschini l’ala dura del governo contro il virus, lavora di intesa con i presidenti delle Regioni sulle nuove ordinanze. Conte resta contrario a un lockdown nazionale, mentre Speranza continua a non escludere la necessità di un «reset», anche solo due settimane, per dare fiato al sistema sanitario. «Valutiamo la curva e ci teniamo pronti».

Fonte: Corriere della Sera →

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