"Non perdiamo il senso di comunità. Molti italiani non ci saranno più il prossimo Natale, ma non dobbiamo perdere il senso di comunità, quello che è venuto fuori nella prima ondata e che ci ha consentito anche di dimostrare che il Paese ha una capacità di reazione molto forte". Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, alla Vita in Diretta, parla del dolore e deii sacrifici che gli italiani stanno affrontando in questi mesi di pandemia. E parla del Natale e dello sci, due temi che animano il Paese in questi giorni. "Con 600-700 morti al giorno parlare di cenone è fuori luogo, lo dico con grande chiarezza. Natale e Capodanno è ancora più fuori luogo", aggiunge da Barletta, in occasione del sopralluogo all'ospedale da campo allestito dalla Marina militare.
È ancora tutto molto incerto per dire cosa accadrà dopo il 3 dicembre viste le pressioni sul governo su piste da sci, feste, ristoranti e altre attività. Di certo, Boccia osserva che "al momento non ci sono le condizioni per aprire gli impianti da sci", e lo dice dopo che le Regioni alpine oggi hanno consegnato delle linee guida contenute in un protocollo che contiene tutte le misure di prevenzione del contagio da Covid da predisporre per l'utilizzo in sicurezza degli impianti durante la stagione invernale. "Valuteremo nel prossimo Dpcm se ci saranno le condizioni e per fare cosa", aggiunge il ministro per gli Affari regiona a La Vita in diretta su RaiUno. Che invita gli italiani a resistere, a rispettare le regole e a fare ancora sacrifici per il bene di tutti. "So che è dura, per le famiglie, per i ragazzi che vanno a scuola, per i lavoratori sanitari, e per tutti quanti noi però dobbiamo reggere ancora questo mese, dobbiamo tenerci per mano e sono sicuro che vinceremo e ne usciremo più forti di prima. Ma non dobbiamo farci abbattere e perdere il senso di comunità che fa dell'Italia il Paese eccezionale che è".

Di certo, non ha dubbi su un punto: lo spostamento tra regioni per Natale. "Sono assolutamente contrario a spostamenti come quelli estivi. Non ci sono le condizioni. Il sisteme delle zone ha funzionato. Ora dobbiamo continuare così. Prima del Pil dobbiamo difendere salute e vita, poi arriverà anche il Pil", commenta il ministro.