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Coronavirus: contagi mai così bassi da ottobre

Scende anche la carica virale nei tamponi analizzati. La cattiva notizia del giorno è che tornano a salire i ricoverati con sintomi. Massimo Galli (Sacco): "Se la gente si ammassa ricominciamo daccapo"

La curva dei contagi

Sono “solo” 16.377 i casi di contagio registrati in Italia nelle ultime 24 ore. Un numero che fino a qualche settimana fa ci avrebbe fatto impallidire, e che invece oggi possiamo commentare con un certo ottimismo. Perché sì, nonostante come ogni lunedì il numero di tamponi analizzati sia abbastanza esiguo (130.524) si tratta del numero di nuovi casi più basso dal 22 ottobre in poi.

Lo scorso lunedì i contagiati erano stati 22.930 su 148.954 tamponi. Non solo: come spiega Lorenzo Ruffino su Twitter, “oggi abbiamo meno casi anche del lunedì di cinque settimane fa. Scende anche il tasso di positività nonostante il calo dei tamponi. In generale, continua il miglioramento dell'epidemia, anche se ci sono sono ampie differenze regionali”. Prendendo in esame i casi del lunedì, la variazione rispetto alla media delle ultime 4 settimane è stata del 33% anche se va detto che si fanno anche meno tamponi (-11%).

Casi del lunedì:

Questa settimana: 16.377
Scorsa settimana: 22.930
Due settimane fa: 27.354
Tre settimane fa: 25.271
Quattro settimane fa: 22.253

Risale invece leggermente il rapporto positivi/tamponi: dall'11,7% del week end al 12,5% di oggi.

La cattiva notizia del giorno è rappresentata dall’aumento dei ricoverati con sintomi (+308 nelle ultime 24 ore) dopo diversi giorni di discesa. Una battuta d’arresto che potrebbe essere anche fisiologica. Vedremo.  Il saldo tra ingressi e uscite nei reparti di terapia intensive è invece negativo per il quinto giorno consecutivo (oggi si contano nove pazienti in meno).

Va tuttavia sottolineato che nei reparti critici si trovano ad oggi ricoverate ancora 3744 persone (il picco della seconda ondata è stato di 3848) e che dunque medici ed infermieri lavorano ancora in condizioni di emergenza. La normalità è molto lontana.

Resta molto alto anche il numero delle vittime che oggi sono 672. E c’è un dato che fa riflettere. I decessi causati dalla Covid nel mese di novembre hanno superato quelli del peggior mese della prima ondata, aprile. Chi parlava di una seconda ondata soft, perché saremmo stati più preparati che a marzo, si sbagliava di grosso.

bollettino coronavirus oggi 30 novembre-2

Si abbassa la carica virale

Ma le buone notizie non sono finite col calo dei contagi. Secondo quanto riferito all'Ansa dal virologo Francesco Broccolo, dell'Università Milano Bicocca e direttore del laboratorio Cerba di Milano, dall'analisi dei tamponi si sarebbe decisamente abbassata la carica virale del virus, ossia il numero delle copie di materiale genetico del nuovo coronavirus presenti in un millilitro di materiale biologico prelevato. Solo il 5% dei pazienti analizzati, pari al 20% dei positivi, ha una carica virale superiore a un milione, contro l'80% che si registrava nel mese di ottobre all'inizio della seconda ondata. 

Galli (Sacco): “Se la gente si ammassa ricominciamo daccapo”

Intanto, i virologi mettono in guardia dal pericolo della terza ondata, un rischio molto concreto se non verranno rispettate le misure anti-contagio. Secondo Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano e docente all'università degli Studi del capoluogo lombardo, non ci si può rilassare. Quando ci si affolla per lo shopping di Natale non appena le restrizioni anti-Covid si allentano, magari si crede "'non sarò certo io a peggiorare la situazione comportandomi così. Ma se tutti quanti la pensano in questo modo e corrono nei luoghi delle riaperture di servizi vari, quel che succede è che la gente si ammassa e ammassandosi ricominceremo daccapo" ha detto Galli parlando all’AdnKronos. "La responsabilità è in capo ai singoli - ha affermato l’intettivologo - ma è anche molto in capo a chi deve impedire che certe cose accadono. Mi sembra evidente che le varie componenti sociali ed economiche tirino ciascuna l'acqua al proprio mulino. E' comprensibile, ma ci deve essere pur qualcuno in grado di assumersi la responsabilità di evitare che determinate cose possano accadere".

Iss: oltre 800mila casi nell’ultimo mese

Intanto, secondo gli ultimi dati elaborati dall'Iss, in Italia negli ultimi 30 giorni sono stati diagnosticati 800.953 casi di coronavirus, di cui il 48,3% riguardano maschi e il 51,7% femmine. Gli operatori sanitari colpiti sono 22.712, 12.904 le vittime dell'epidemia, oltre 300mila i guariti. Il dato emerge dall'aggiornamento dell'Istituto superiore sanità sull'epidemia di Covid-19, secondo cui il "numero è verosimilmente sottostimato in quanto questa informazione può richiedere tempi più lunghi per un suo consolidamento". L'eta' mediana dei casi diagnosticati è stata nell'ultimo mese di 48 anni (44,3%), mentre un altro 29,1% fa riferimento a persone di età compresa fra i 51 e 70 anni. Il 15,5% è invece over 70, mentre l'11,1% ha un'età compresa fra zero e 18 anni.

Oms: “Primo calo a livello globale da settembre”

Intanto Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms, ha affermato nel consueto briefing da Ginevra che  "la scorsa settimana ha visto il primo calo dei nuovi casi di Covid-19 segnalati a livello globale da settembre, a causa di una diminuzione dei casi in Europa grazie all'efficacia delle misure difficili ma necessarie messe in atto nelle ultime settimane". "Questa è una buona notizia - ha aggiunto -, ma deve essere interpretata con estrema cautela. Il vantaggio può essere facilmente perso e c'è stato ancora un aumento dei casi nella maggior parte delle altre regioni del mondo e un aumento dei decessi".

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