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Coronavirus, i nuovi colori delle Regioni: cosa si può fare (e dove) da oggi fino a venerdì 2. Poi scatta “Italia zona rossa” per tre giorni

Cronaca

Coronavirus, i nuovi colori delle Regioni: cosa si può fare (e dove) da oggi fino a venerdì 2. Poi scatta “Italia zona rossa” per tre giorni

Inizia la "settimana-spezzatino", con le fasce a colori che varranno solo per cinque giorni, perché poi nel week end di Pasqua e a Pasquetta tutto il Paese tornerà ad avere le restrizioni massime con le deroghe per le visite a parenti e amici

Otto regioni in zona arancione, tutte le altre in zona rossa. Inizia la “settimana-spezzatino”, con le fasce a colori che varranno solo fino al 2 aprile, perché poi nei giorni delle festività di Pasqua – dal 3 al 5 aprile – tutta l’Italia sarà zona rossa. E in Lazio verrà la sua de-escalation ridotta di un giorno, poiché abbandonerà le maggiori restrizioni solo da martedì 30, quando quindi le aree arancioni diventeranno nove.

Per cinque giorni quindi, in alcune regioni ci saranno maggiori libertà – dai negozi aperti alla possibilità di vedere parenti e amici nelle case, sempre massimo in due – prima del ‘blocco’. Quindi il 6 aprile si tornerà al sistema a colori e dal giorno successivo entrerà in vigore il nuovo decreto del governo valido fino al 30 aprile che ha confermato, al momento, le misure già in vigore, compresa l’impossibilità di entrare in zona gialla anche se i parametri dovessero consentirlo.

Chi è in arancione e chi in rosso
In base all’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza da lunedì transitano in zona rossa interessa Valle d’Aosta, Calabria e Toscana che vanno ad aggiungersi ad Emilia-Romagna, Lombardia, Campania, Veneto, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Trento e Puglia, che per effetto di un’ordinanza regionale ha varato misure ancora più dure. In arancione invece Abruzzo, Basilicata, Liguria, Molise, Bolzano, Sardegna, Sicilia, Umbria e, da martedì, il Lazio.

Le regole in arancione dal 29 marzo al 2 aprile (e il 6)
I negozi sono aperti, mentre restano chiusi bar e ristoranti, ai quali è consentito l’asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio. Possibile anche andare massimo in 2 da parenti e amici, ma solo all’interno del proprio comune di residenza. Sono infatti vietati gli spostamenti tra comuni. Riaprono anche le scuole (fino alla terza media). Tutte queste novità, come detto, interesseranno anche il Lazio, ma da martedì 30.

Le regole in zona rossa dal 29 marzo al 2 aprile (e il 6)
I negozi saranno chiusi, così come bar e ristoranti, ai quali sarà consentito solo l’asporto fino alle 18 per i bar e fino alle 22 dai ristoranti. Libera la consegna a domicilio. Molte le restrizioni sugli spostamenti: sono infatti vietate le visite a parenti e amici, è possibile uscire da casa solo per motivi di lavoro, salute e urgenza, si può fare attività motoria solo nelle vicinanze della propria abitazione ed è consentito fare sport individuale all’aperto.

Italia zona rossa dal 3 al 5 aprile: tutte le regole
Come accaduto per Natale, nei giorni festivi tutta l’Italia sarà in zona rossa. Ma rispetto alle consuete misure di questa fascia, ci saranno alcune deroghe. Fermo restano il divieto di uscire da casa, alle consuete eccezioni – lavoro, salute ed emergenza – si aggiunge la possibilità di fare visita a parenti e amici, massimo in due adulti e un minore di 14 anni, e di spostarsi verso le seconde case (ma alcune regioni hanno proibito quest’ultima possibilità). Negozi, bar e ristoranti resteranno chiusi. Sarà consentito solo l’asporto fino alle 18 per i bar e alle 22 per i ristoranti ed è sempre consentita la consegna a domicilio.

Le limitazioni regionali dal 29 marzo
Alcune regioni hanno deciso di varare delle strette ulteriori per gli spostamenti, sia per i non residenti che per i residenti. In Alto Adige, ad esempio, è vietato spostarsi nelle seconde case se non si è residenti. Un limite che la Campania e la Puglia hanno esteso anche ai residenti. In Toscana e Valle d’Aosta sarà inoltre proibito l’ingresso ai non residenti. Stessa decisione presa anche dalla Sardegna, che ha rafforzato la misura inserendo l’obbligo di un tampone negativo effettuato massimo 48 prima (stesso discorso per la Sicilia) o il certificato di vaccinazione. La Puglia ha inoltre disposto una serie di misure già in atto sui negozi, che devono chiudere alle 18, e sull’asporto, consentito solo su prenotazione.

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