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Coronavirus, i sindacati: ''Serve un cambio di passo, basta con le strategie a tentoni''

TRENTO. "Il sistema sanitario e socio sanitario assistenziale è stremato". Così Luigi Diaspro, Giuseppe Pallanch, Marcella Tomasi, rispettivamente segretari della Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, e i responsabili di settore Roberta Piersanti (Cgil), Elisabetta Pecoraro (Cisl) e Elena Aichner (Uil), che aggiungono: "Occorre una presa d’atto significativa per mettere in assoluta evidenza questioni che non consentono più strategie a tentoni ma risposte inequivocabili. E' necessario spiegare alle figure in prima linea che tutti i soggetti istituzionalmente preposti si occupano di loro. Il contagio resta alto seppure in lieve flessione e questo vuol dire che la pressione su sanità e case di riposo non diminuirà affatto nel breve. Anche la tenuta psicologica degli operatori è a forte rischio".

La situazione nelle Rsa trentine è difficile, con diversi i casi di contagio all'interno delle strutture tra ospiti e operatori che, seppure in quarantena, devono continuare ad assicurare i servizi. Le segnalazioni arrivano in particolare dalle case di riposo di Borgo ValsuganaCanal San Bovo, Pergine e Gardolo, Pellizzano, Mezzolombardo e Ledro, Levico, Arco, Dro, Riva del Garda, Rovereto, Pieve di Bono, Bleggio, Storo, Pinzolo, Predazzo, Brentonico e Cles.

"E’ un allarme drammatico - proseguono le parti sociali - quello che ci arriva attraverso le segnalazione da parte dei lavoratori sulla carenza di Dispositivi di protezione individuale adeguati nella case di riposo sparse sul territorio, in un quadro generale non rassicurante sul dilagare del contagio, anche con un aumento dello stato delle assenze per malattia. L'emergenza deve essere gestita anche attraverso procedure automatiche e risolutive, compresa una scala di priorità e un tavolo unico".

I sindacati lamentano anche forti lacune sul coordinamento delle procedure per controllare il personale sanitario che è stato contagiato da Covid-19, sulle risorse messe in campo dai soggetti pubblici e privati coinvolti. "Alcune criticità emergerebbero anche nelle strutture private assistenziali. E' necessario - aggiungono i segretari - dare seguito velocemente all’estensione obbligatoria dei tamponi per tutto al personale sanitario e assistenziale impegnato quotidianamente nell'assistenza di persone fragili e maggiormente esposte al rischio contagio. Non è poi accettabile che alcuni infermieri, oss e personale tecnico e ausiliario vengano lasciati nell'incertezza  su come e quando ritornare operativi".

La richiesta è quella dei Dpi. "Il sistema deve garantire i dispositivi di protezione adeguati a partire dalle mascherine Ffp2, ma anche la formazione del personale, un supporto per garantire la continuità assistenziale e un aiuto per superare il momento di eventuale pausa perché risultati positivi. Mancano indicazioni uniformi sulle procedure finalizzate al contenimento del contagio".

Il tema centrale rimane la mancata costituzione di un tavolo di confronto con Provincia, Apss e gli altri soggetti coinvolti nell’emergenza sanitaria che i sindacati continuano ad invocare dall’inizio della crisi e ad oggi completamente disatteso. A livello nazionale è stato siglato il protocollo con il Ministero della salute che prevede Comitati regionali per la verifica e il monitoraggio della misure di prevenzione e sicurezza per il Covid-19 sui territori.

E’ ora quindi di un cambio di passo. "E' urgente istituire un Comitato tecnico di confronto con Provincia e Upipa, come previsto dal protocollo nazionale sottoscritto ieri, al fine di analizzare le difficoltà di approvvigionamento dei dispositivi di protezione, quelle organizzativa di alcune strutture e la fragilità di ospiti e operatori che necessitano in questo momento della particolare attenzione di una task force specifica", conclundo Diaspro, Pallanch e Tomasi.