Italy

Coronavirus, l’epidemia è controllata, indice contagi sotto la soglia

L’Italia regge l’urto delle riaperture. L’epidemia é al momento tenuta per le briglie in tutte le aree del Paese, sgombre di situazioni locali critiche che facciano temere una imminente riaccensione di focolai. L’indice di trasmissibilità del virus, noto come Rt, è quasi ovunque al di sotto dell’unità (qui la mappa). Significa che il Sars-CoV-2, a tre mesi dalla sua esplosione in Lombardia, ha un basso livello di contagio, non minaccia di moltiplicarsi in modo esponenziale.

Più tamponi

I dati di monitoraggio diffusi ieri dal ministero della Salute riguardano la settimana tra 18 e 24 maggio e vengono definiti «incoraggianti», con la consueta prudenza che contraddistingue i bilanci tutto sommato positivi degli ultimi giorni. Se ci fossero stati segnali di preoccupazione legati alla ripresa delle attività produttive e sociali, si sarebbero dovuti intravvedere nella griglia di numeri comunicati dalle Regioni tanto più che è stata intensificata la rete diagnostica con i tamponi.

La cautela

L’epidemia non si è spenta però. E il comunicato di accompagnamento al report settimanale lo dice chiaramente: «L’incidenza settimanale rimane molto eterogenea nel territorio nazionale. In alcune Regioni il numero dei casi è ancora molto elevato denotando una situazione complessa ma in fase di controllo. In altre i casi sono molto limitati. Si raccomanda cautela specie quando dovesse aumentare per frequenza ed entità il movimento di persone». Il grande timore è che la gente, soprattutto al centro e al sud, meno colpito, cominci a ritenere l’emergenza finita e ad avere comportamenti troppo disinvolti come certe immagini di movida e affollamenti in spiaggia suggeriscono.

Il Molise

Il ministro Roberto Speranza non si stanca di ripeterlo: «I sacrifici del lockdown hanno prodotto questi risultati. Dobbiamo continuare lungo la strada intrapresa con gradualità e cautela». E Giovanni Rezza, direttore della prevenzione dello stesso ministero: «Il trend è buono. Naturalmente il virus continuerà a circolare, non abbassiamo la guardia». L’unica situazione non in linea con la media nazionale è quella del Molise, dove l’Rt é a 2.2 ma il rapporto settimanale sottolinea che «quando il numero dei casi è molto ridotto possono essere rilevati indici temporaneamente superiori all’unità a causa di piccoli focolai locali che incidono sul totale regionale senza che questo rappresenti un elemento preoccupante».

Nuova ondata

Sono gli scherzi della statistica. E infatti Valle d’Aosta e Umbria che nei precedenti monitoraggi avevano riportato performance superiori a 1, sono rientrate entro i parametri. La Lombardia ha un Rt di 0,75, il Piemonte 0,50, il Veneto 0,65. La Basilicata è la prima Regione ad aver raggiunto lo zero.Raffredda gli entusiasmi Silvio Brusaferro, presidente ISS, audito ieri dalla commissione bilancio in Senato: «Il ritorno di Sars-CoV-2 in autunno è prevedibile. Il virus non è sparito e con l’allentamento delle restrizioni dobbiamo prepararci all’arrivo di nuove ondate che si diffonderanno molto velocemente. Un dato obiettivo dal punto di vista tecnico scientifico».

Il bollettino

In quella stagione l’infezione da coronavirus potrà confondersi con le sindromi influenzali rendendo più difficile la tempestività della diagnosi. Bisogna però considerare che in questi mesi il servizio sanitario si è attrezzato parecchio in termini di ospedali Covid, medici e infermieri. Migliorano ancora i dati della Protezione Civile. I pazienti con coronavirus continuano a scendere, ieri 46.175 (-1.811), si riduce il numero dei nuovi contagiati (516, -77) per la metà in Lombardia (354). I morti sono 87 (+17), per un totale di 33.229. Elevato il numero dei tamponi, 72mila. I guariti delle ultime 24 ore sono 2.240. Nessun caso positivo in Abruzzo, Bolzano, Umbria, Valle d’Aosta, Calabria e Basilicata.

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