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Cosa ha detto Draghi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite

Nel suo lungo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha toccato diversi argomenti, portandoli all’attenzione della comunità internazionale: dai conflitti – uno su tutti l’Afghanistan – alle loro conseguenze, cioè le migrazioni, dalla pandemia di Covid alla ripresa economica.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha tenuto un lungo discorso alla 76esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nella notte italiana. Tantissimi gli argomenti toccati: la pandemia, il cambiamento climatico, la ripresa economica, i conflitti e il contrasto al terrorismo. "Dobbiamo rilanciare il multilateralismo, e renderlo efficace per affrontare le sfide del nostro tempo", ha annunciato Draghi. "A più di un anno e mezzo dall'inizio della crisi sanitaria possiamo pensare al futuro con maggiore ottimismo. La campagna di vaccinazione ci ha restituito fiducia nella nostra capacità di conquistare una nuova normalità. In Italia e in Europa abbiamo riaperto gran parte delle attività economiche. Gli studenti sono tornati nelle scuole e nelle università. Dopo mesi di solitudine, la nostra vita sociale è finalmente ricominciata".

La pandemia di Covid e l'accesso al vaccino

La pandemia di Covid, però, ha sottolineato il presidente del Consiglio, "non è però finita e anche quando lo sarà, avremo a lungo a che fare con le sue conseguenze". A livello globale "abbiamo davanti differenze drammatiche nella diffusione dei vaccini: nei Paesi ad alto reddito, più del 65% della popolazione ha ricevuto almeno una dose, nei Paesi più poveri, solo il 2%". Secondo Draghi "queste disparità sono moralmente inaccettabili", poiché "meno vaccinazioni equivalgono a più morti". Inoltre, "finché il virus continuerà a circolare liberamente potrà mutare in modo pericoloso e mettere a rischio anche le campagne di vaccinazione più efficaci". Per questo motivo "occorre aumentare la disponibilità di vaccini per i Paesi poveri e risolvere i problemi logistici perché le dosi arrivino dove c’è maggiormente bisogno".

Le conseguenze economiche della pandemia e il rilancio

"Le enormi differenze nelle campagne vaccinali rischiano di peggiorare le diseguaglianze tra Paesi – ha continuato Draghi – La pandemia ha avuto un effetto sociale ed economico negativo su tutti, ma le conseguenze per gli Stati a basso reddito sono state particolarmente severe". Secondo il presidente del Consiglio "le economie avanzate hanno potuto usare in modo molto robusto la politica monetaria e la politica di bilancio per contenere il contraccolpo economico", ma "la divergenza economica rischia di cancellare anni di progressi nella lotta alla povertà e rendere ancora più difficile il raggiungimento degli obbiettivi di sviluppo sostenibile".

In particolare "la pandemia ha reso tutte le preoccupazioni riguardanti i sistemi alimentari ancora più urgenti. Condizioni meteorologiche estreme e interruzioni degli approvvigionamenti hanno contribuito all'aumento dei prezzi degli alimenti". Poi Draghi ha richiamato l'attenzione di tutto il mondo: "Dobbiamo essere pronti a iniziative ancora più ambiziose per sostenere i Paesi più poveri, in particolare in Africa – ha sottolineato – L’Italia intende continuare ad assicurare il suo sostegno al continente africano, che è sempre più centrale per la sicurezza e la crescita economica mondiale. Dobbiamo incrementare gli investimenti, anche per consentire alle nuove generazioni africane di partecipare pienamente allo sviluppo sociale, economico e politico".

L'emergenza dei cambiamenti climatici

"L’altra emergenza che abbiamo posto al centro della nostra agenda di Presidenza del G20 riguarda i cambiamenti climatici – ha spiegato Draghi – Dobbiamo agire ora, per tutelare il pianeta, la nostra economia e le generazioni future. Dobbiamo ridurre il più possibile, nel prossimo decennio, la CO2 prodotta da combustibili fossili e gli altri gas clima-alteranti, incluso il metano. E dobbiamo lavorare per adattare le nostre infrastrutture agli shock sempre più frequenti e violenti dei cambiamenti climatici". Il presidente del Consiglio ha ricordato che "l'Italia sostiene con convinzione il ruolo guida dell'Unione Europea nella transizione ecologica, e in particolare il suo impegno per una riduzione del 55% delle emissioni di anidride carbonica entro il 2030 e l'azzeramento delle emissioni nette entro il 2050".

"La transizione ambientale ha dei costi significativi ed è essenziale che i governi si impegnino direttamente per aiutare cittadini e imprese a sostenerli – ha sottolineato Draghi – Ma può essere anche un motore di crescita economica". Poi ha aggiunto: "Negli ultimi anni sono stati spesso i giovani a essere portatori di cambiamento e a spingerci a fare di più. È nostro dovere ascoltarli perché saranno loro a ereditare il pianeta".

Le parole di Draghi sull'Afghanistan e sulla Libia

Draghi si è concentrato anche sull'Afghanistan: "Dobbiamo evitare che il Paese torni ad essere una minaccia per la sicurezza internazionale. Mi riferisco in particolare alla presenza in territorio afghano di gruppi affiliati ad Al-Qaeda e Daesh. La comunità internazionale deve collaborare con efficacia, a partire dallo scambio di informazioni. L’Italia è da tempo impegnata nelle sedi internazionali in tema di contrasto al terrorismo – ha spiegato –Bisogna coniugare gli obiettivi in termini di sicurezza con la prevenzione, la tutela dei diritti umani, il rispetto dello stato di diritto. E occorre affrontare le cause profonde, economiche e sociali, che portano alla radicalizzazione e all’estremismo violento".

"In Afghanistan stiamo assistendo allo smantellamento dei progressi degli ultimi 20 anni relativamente alla difesa delle libertà fondamentali, soprattutto per le donne – ha insistito Draghi – La comunità internazionale deve presentarsi coesa nell’esigere che tutti i cittadini afghani possano vivere in dignità, pace e sicurezza; che sia assicurata la tutela delle categorie vulnerabili; e che le donne mantengano i diritti fondamentali, primo fra tutti quello all’istruzione".

"L’attenzione con cui seguiamo la situazione in Afghanistan e in tutta l’Asia Centrale non deve distoglierci dall’instabilità che continua a caratterizzare il Mediterraneo allargato – ha sottolineato il presidente del Consiglio – In particolare, sosteniamo sul piano multilaterale, bilaterale e all’interno dell’Unione Europea, il processo di transizione in Libia per una soluzione sostenibile e inclusiva della crisi". E ancora: "L’altro aspetto legato alla crisi libica riguarda le migrazioni, la cui corretta gestione richiede una risposta comune da parte della comunità internazionale. Dobbiamo lottare con efficacia contro il traffico di persone, assicurare una mobilità internazionale regolare, e tutelare la vita delle persone".

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