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Crisanti scettico su vaccino russo: "Fatto con scorciatoie"

Un vaccino contro il coronavirus entro la fine del 2020? "Si tratta di una cosa seria, molto complessa. Servono tempi lunghi". A dirlo è il virologo Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell’Ospedale universitario di Padova, nel corso di un intervento al programma televisivo 'In Onda', sul La7.

L'antidodo al Covid-19 potrebbe essere già pronto o, almeno, queste sono le ''buone notizie'' che giungono dalla Russia. Nella giornata di marted 11 agosto, il presidente Vladimir Putin ha annunciato la sperimentazione di 'Sputnik V', il "primo vaccino al mondo contro il Coronavirus'' svilluppato dall'Istituto Gamaleya di Mosca e finanziato dal fondo sovrano RDIF. Scettico al riguardo il professor Crisanti che commenta duramente l'indiscrezione: "Lo hanno fatto con molte scorciatoie. - dice in accordo con il resto della comunità scientifica italiana - Ma più scorciatoie si prendono, più aumentano il rischio che il vaccino non sia efficace oppure che crei effetti collaterali. E quindi diventerebbe un’arma formidabile per tutti quelli che si oppongono al vaccino. Nella maggior parte dei casi i vaccini non hanno effetti collaterali, ma in alcuni casi sì. Ci sono stati vaccini che sono stati ritirati proprio per una sperimentazione inadeguata".

Il virologo spiega poi tutte le fasi della sperimentazione di un vaccino: dai primi test di laboratorio sulle cavie animali a quelli che coinvolgono l'uomo. "È uno studio che viene condotto nella fase 3. Perché non abbia nessun effetto collaterale per fascia di età, per sesso, per etnia, per patologie sottostanti, va testato su decine e decine di migliaia di persone. -spiega -Poi bisogna dimostrare che il vaccino induca la produzione di anticorpi, bisogna verificare che rimangano per mesi e che siano in grado di neutralizzare il virus in laboratorio. Successivamente bisogna dimostrare che le persone vaccinate hanno una probabilità di ammalarsi inferiore a quelle non vaccinate, a parità di trasmissione del virus. Capite bene che queste fasi richiedono tempi molto lunghi".

Fermo sulle sue posizioni, Crisanti frena gli entusiasmi facili di chi spera nell'arrivo di un vaccino entro l'anno. "Rendere obbligatorio un vaccino anti-covid? Solo se ha passato tutte le fasi di controllo, perché si tratta di una grandissima responsabilità politica, ma soprattutto etica e morale. Guardate che finora non è stato pubblicato nessun dato su questi vaccini. Questa è una cosa su cui dobbiamo riflettere. Ci vogliono anni per sviluppare vaccini con cui conviviamo da millenni. Adesso per un virus che conosciamo da pochi mesi – conclude – vogliamo sviluppare un vaccino in un anno? Solo per il vaccino anti-ebola, che è stato quello sviluppato più velocemente, ci sono voluti tre anni e mezzo, ma solo per una serie di circostanze estremamente fortunate. Il vaccino russo? Non dico che sia tarocco, ma penso che esista questa politica di annunci prevalentemente motivata da interessi politici. Si vuol dimostrare che si fa qualcosa e si desidera tranquillizzare l’opinione pubblica. E’ giusto investire nei vaccini, ma non credo che sia giusto illudere la gente".

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