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Crisi governo Conte, consultazioni oggi: Italia Viva e Pd  

Consultazioni, secondo round. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver accolto ieri i presidenti di Senato e Camera oggi riceverà i primi gruppi parlamentari in una giornata che si annuncia cruciale per gli sviluppi della crisi di governo. Il progetto di un esecutivo Conte ter fatica a decollare, nonostante la nascita del gruppo degli Europeisti, che oggi saranno dal Capo dello Stato a fine mattinata, dopo il gruppo 'Per le Autonomie', gli esponenti del Misto, Azione e + Europa. Nel pomeriggio, si riparte con Leu, Italia Viva e il Pd.

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Come si collocano i partiti nel rebus della crisi?

M5S - "Tirano in ballo il mio nome col chiaro intento di mettermi contro il presidente Conte. Sanno benissimo che sto lavorando fianco a fianco con lui, con la massima lealtà, per trovare una soluzione a questa inspiegabile crisi", dice Luigi Di Maio, che ha confermato l’intenzione del MoVimento 5 Stelle di salire al Colle in occasione delle consultazioni facendo come "unico nome quello di Giuseppe Conte". All'interno del M5S non mancano, a quanto pare, 'portavoce' favorevoli a riaprire il dialogo con Italia Viva. E' contro di loro che si scaglia la senatrice Barbara Lezzi. "Confesso il mio disagio, il mio disorientamento nell'ascoltare e leggere colleghi che, in totale assenza di pudore, aprono a Renzi come se niente fosse successo", scrive su Facebook, ottenendo l'applauso di Alessandro Di Battista: "Per me Renzi deve restare fuori dalla porta", dice ad Accordi e Disaccordi. "I 5 Stelle sono compatti con Conte", chi dice il contrario "sono fake news".

Pd - La linea del Partito Democratico viene illustrata dal segretario Nicola Zingaretti in direzione. "Condividiamo e sosteniamo, e su questo chiedo un mandato alla direzione, l’ipotesi di proporre al Presidente Mattarella un incarico al Presidente Conte per dare vita a un governo raccogliendo il suo appello nella direzione della responsabilità nazionale. Un Governo che possa contare su un’ampia base parlamentare", le parole di Zingaretti, che si sofferma sul tema Italia Viva: "Per quanto mi riguarda - dice il leader Pd - il tema del rapporto con Italia Viva non ha nulla a che vedere con un aspetto di risentimento per il passato, ma di legittimi fondati dubbi sulla affidabilità per il futuro". Insomma "nessun veto, ma un aspetto politico da tenere in considerazione, non per spirito polemico che non mi appartiene, ma perché noi verremo giudicati dagli italiani in merito alla sincerità e alla credibilità delle parole che utilizzeremo per definire il nuovo governo che decideremo di sostenere".

Italia Viva - Matteo Renzi, da Facebook, punta il dito contro la nascita del nuovo gruppo degli Europeisti. "Mentre in Parlamento assistiamo a un autentico scandalo - afferma il leader - che è quello di far passare delle persone non su un'idea ma su una gestione opaca delle relazioni, alla creazione di gruppi improvvisati, siamo qui a dire con forza che noi abbiamo rinunciato alle poltrone per far valere le nostre idee". Il mantra ripetuto da esponenti del partito è 'consultazioni senza veti'. "Non metteremo veti su Conte ma non c'è solo lui. Andremo al Colle senza fare nomi ma per discutere di temi. Di Maio? Noi non poniamo veti e non li subiamo, partiamo dal programma", dice l'ex ministra Teresa Bellanova. "Il gruppo che si è formato oggi al Senato non porta nemmeno un voto in più al pallottoliere, che è fermo alla settimana scorsa. Nonostante Conte cerchi di aumentare i numeri, senza Italia viva non c'è la possibilità di un nuovo governo Conte", l'analisi di Maria Elena Boschi.

Lega - Matteo Salvini vivacizza il quadro del centrodestra con una sterzata. "La prima opzione che portiamo al Colle venerdì è il voto, ma non è l'unica", dice il leader della Lega. "A Mattarella diremo che le scene che stiamo vedendo sono aberranti, i senatori in vendita non è cosa dignitosa, chiederemo al capo dello Stato se questo Parlamento può garantire una maggioranza solida, se la risposta è sì, per me l'unica possibilità, all'interno di questo Parlamento, è un governo a guida centrodestra", spiega Salvini. "In Senato un gruppo di viandanti, lo chiamano 'europeista', ma non fai un bel servizio all'Europa", aggiunge. A chi ipotizza un coinvolgimento di Forza Italia nell'esecutivo, replica: "Mi rifiuto di pensare a un governo M5S-Leu-Boldrini-Pd-Forza Italia".

Fratelli d'Italia - "Elezioni subito" resta la posizione di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia. "Questi signori continuano a ripetere che sarebbe da irresponsabili andare al voto nella fase in cui ci troviamo, eppure in piena crisi hanno paralizzato per mesi l’intera Nazione per i loro litigi, le beghe di Palazzo e le ignobili compravendite di poltrone. Ma chi credono di prendere in giro? Elezioni subito", dice ribadendo la propria linea. “Come parlamentari di opposizione ci troviamo spesso a calmare i manifestanti che sistematicamente protestano davanti alla Camera, quando in realtà i destinatari della protesta stanno nella piazza accanto, a Palazzo Chigi. Oggi con la crisi di governo, la formazione di un nuovo gruppo parlamentare con i prestiti provenienti anche dal Pd, la responsabilità del Parlamento è altresì evidente, così come è stata evidente in tutte le 66 crisi di governo dalla storia repubblicana", dice il vice presidente della Camera Fabio Rampelli.

Forza Italia - La formazione guidata da Silvio Berlusconi assiste all'uscita dal gruppo del senatore Luigi Vitali, che annuncia all'Adnkronos il sostegno al governo Conte ter. "Ho deciso di sostenere il presidente Conte, perché in una situazione drammatica come quella che vive il Paese, vedo gente pensare più a interessi di parte, seppure legittimi, anziché pensare a cosa serve al Paese", dice. "Non è questo il momento delle contrapposizioni, ma - assicura Vitali - di dare come classe dirigente complessiva un segnale a chi non ha ancora ricevuto la Cig, il vaccino, a chi è stato costretto a chiudere attività, alle partite Iva, alle imprese ai commercianti, che il Paese è unito, perché solo insieme si uscirà dal tunnel". "Sono uscito a giugno del 2019 da Forza Italia per contrasti con il vicepresidente Tajani. Stavo nel gruppo di Fi - rivela - perché la presidente Bernini, alla quale mi lega un sincero rapporto di amicizia e di riconoscenza, mi ospitava. Ho comunicato alla presidente Bernini la decisione di sostenere il presidente Conte".

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