C'è Martina Trecca, 29 anni, che lavora per un'agenzia di comunicazione e insieme a un avvocato, un'esperta di marketing, un compositore e un professore di scuola primaria, sta lavorando al "Grande raccordo culturale per le periferie": l'idea di mettere in rete spazi, luoghi, esperienze, associazioni, produzioni, pubblico e privato per rivitalizzare il patrimonio e il tessuto creativo in maniera strutturale.

C'è Antonio D'Angela, 39 anni, project manager e attivista politico, a un passo dalla candidatura municipale prima di un cambio di vita, che sta invece mettendo in campo insieme ad altri colleghi un progetto sulla "Nuova urbanità digitale", un nuovo approccio partecipativo alla vita dei quartieri attraverso una piattaforma - Us-Share, acronimo di Urban space in share - che renda "a portata di mano digitale" gli spazi pubblici disponibili e prenotabili per funzioni differenti (vaccinazioni, commercio di prossimità, smart working, eventi) e riqualificabili anche attraverso moduli-vita, autonomi, sostenibili, auto-sanificati, componibili.

Poi c'è Lorenzo Adiutori, che di anni ne ha 26, si sta laureando in Giurisprudenza e si è iscritto per mettersi in gioco, avvicinarsi alla politica, confrontarsi con docenti come Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale che ha ragionato di semplificazione della macchina amministrativa, Fausto Bolognese, vicepresidente Eni che ha seguito i ragazzi nei percorsi dell'innovazione, o l'architetto, ingegnere e urbanista internazionale Carlo Ratti che ha ragionato di città del futuro, come pensarle, progettarle, rimodularle.

O ancora Annalisa Angieri, giurista 38enne e attivista radicale, tanti anni passati all'estero per poi tornare nella "sua" Roma per amarla e studiarla, che con altre sei studentesse ha lavorato su modelli replicabili per l'inclusione che integrino servizi e attività, dall'ospitalità all'assistenza, alla formazione, alla socialità.

Sono alcuni dei 53 studenti che si sono diplomati alla Scuola di servizio civico, il corso di alta formazione fondato da Francesco Rutelli per ragazzi e ragazze più o meno giovani che vogliono contribuire all'amministrazione e alla gestione della città di Roma. Qualcuno si candiderà alle elezioni amministrative comunali o municipali d'autunno, nelle liste del Pd o di Azione di Carlo Calenda. Altri vogliono dare il loro contributo nelle istituzioni pubbliche e private. Ma la Scuola sin qui è stata "non partisan", nata, spiega l'ideatore, per "rovesciare le tendenze di profonda sfiducia, e dunque di indisponibilità verso il servizio pubblico, oltre che di scarsa partecipazione".

Alle selezioni si erano presentati in 400, ne sono stati selezionati 60, che hanno seguito le lezioni in modalità blended (tra presenza e Dad) di 102 docenti e relatori tra settembre dello scorso anno e marzo 2021 sui piani urbanistici e la sostenibilità ambientale, la mobilità e i lavori pubblici, le industrie creative e il turismo, la salute e il lavoro. Quattrocentocinquanta euro per iscriversi, il resto del finanziamento è arrivato dai contributi volontari di 22 investitori, tra cui Diego Della Valle.

"Siamo partiti in una quindicina di volontari", ha raccontato Rutelli, "tra noi una pluralità e una diversità significative, con esperienze professionali, amministrative, manageriali, tecniche e ovviamente accademiche, che ci hanno permesso di creare un'occasione di incontro che ha portato a questi corsi, alla formazione di questi ragazzi". "Un esempio e un modello di ciò che deve essere la formazione oggi - ha sottolineato la ministra dell'Università Cristina Messa, intervenuta alla cerimonia nell'ateneo di RomaTre - La multidisciplinarietà deve essere integrata nella formazione universitaria, in questo senso stiamo lavorando con gli organismi di competenza perché oggi dobbiamo rivedere la classificazione delle nostre competenze e la formazione dei nostri corsi di laurea". L'idea della ministra è ridurre "lo spezzatino" di percorsi, riunificandoli in più efficaci macro-aree.

Ora il tema è: come far uscire i progetti dalla scuola? Come metterli a terra, far fruttare le nuove competenze, la passione, l'impegno, l'attivismo degli studenti della Scuola di formazione? "Stiamo ragionando su un'associazione di studenti della Scuola civica per portare avanti i progetti. Nelle prossime settimane l'idea è quella di mescolare i gruppi e proporre i nostri lavori, capire come metterli in opera, proporli all'amministrazione pubblica o a istituzioni miste" spiegano i ragazzi. Il nome già c'è ma è top secret. L'interlocutore politico ancora manca: "C'è molta distanza tra l'idea di innovazione che abbiamo e la politica attuale e i protagonisti in campo" sostengono gli studenti, ormai ex. Di Roma, intesa come candidature ed elezioni, Rutelli non parla volentieri ma dice: "La cosa sorprendente è la totale assenza di cantieri sul cambiamento della città, in un momento in cui invece tutto, causa pandemia, sta cambiando. Questo disastro dovrebbe essere l'occasione giusta per la rigenerazione urbana, la progettazione di una micromobilità reale, per ripensare la sanità territoriale o gli spazi verdi. La cosa migliore che può uscire da questa Scuola è l'idea di ribaltare il dibattito dai candidati a cosa fare di Tor Tre Teste come di ogni altro quartiere d'Italia".