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Draghi: se risalgono contagi, quarantena per arrivi da Gb. «Via della Seta? Valuterò» 

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha condotto una lunga conferenza stampa al termine del G7, in Cornovaglia. Molti i temi trattati, dalla politica estera alla campagna vaccinale contro il Covid. Ecco alcune delle posizioni espresse dal presidente del Consiglio.

I timori per i casi di variante Delta in Gran Bretagna

Di fronte all’aumento dei casi di contagio da coronavirus in Gran Bretagna — dove la variante Delta, o «indiana», si sta diffondendo soprattutto tra i non vaccinati e tra i vaccinati con una sola dose — il presidente del Consiglio ha detto che «noi facciamo il tampone a chi entra in Italia. Se dovessero ricominciare ad aumentare i contagi, anche noi dovremmo reinserire la quarantena per chi arriva dall’Inghilterra: ma non ci siamo ancora». Nella giornata di lunedì, Boris Johnson potrebbe annunciare uno slittamento delle riaperture previste, proprio a causa di quello che, secondo alcuni esperti, si configura come un nuovo picco dei contagi.

La morte di Camilla Canepa

Draghi ha parlato anche della morte di Camilla Canepa, la ragazza scomparsa a Genova all’età di 18 anni a causa di una rara trombosi che potrebbe essere legata alla vaccinazione, avvenuta con il preparato di AstraZeneca nel corso di un «Open Day» vaccinale. «Esprimo il mio cordoglio e la mia partecipazione alla mamma e al papà della ragazza: una cosa tristissima che non doveva avvenire. Questa è la cosa più importante che ho da dire», ha detto. «Il ministro Speranza ha fatto le sue dichiarazioni, ha spiegato come comportarsi con i vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson, quindi su questo ormai la situazione è chiara. In tutto questo — ammette Draghi — è molto complicato ricostruire responsabilità: io penso sia una situazione in evoluzione, così complicata». Draghi ricorda che «l’iniziativa degli open day consentiva a tanti di potersi vaccinare subito, ma la raccomandazione del Comitato tecnico scientifico di usare AstraZeneca solo per una certa età c’era già», precisa il premier. Ora, conclude il premier, «cerchiamo di portare avanti la campagna vaccinale: non è soltanto la nostra ripresa economica in questione, ma anche quella della nostra vita sociale».

L’atmosfera del G7

Il cuore dell’intervento di Draghi è stato dedicato alle questioni internazionali. «L’atmosfera del G7 è stata positiva ma realistica — è il suo bilancio al termine del vertice —. Il tema politico dominante è stato quale atteggiamento debba avere il G7 nei confronti della Cina e in generale di tutte le autocrazie, che usano la disinformazione, i social media, fermano gli aerei in volo, rapiscono, uccidono, non rispettano i diritti umani, usano il lavoro forzato. Tutti questi temi di risentimento nei confronti delle autocrazie sono stati toccati e condivisi. In questo senso è stato un vertice realistico: c’era contentezza per l’economia ma non si sono persi di vista i problemi».

La Cina

Draghi ha poi parlato esplicitamente della Cina. «Ha diritto», ha detto, «a essere una grande economia, ma in discussione sono i modi, come le detenzioni coercitive. È una autocrazia che non aderisce alle regole multilaterali e non condivide la stessa visione del mondo della democrazie. Bisogna essere franchi, cooperare ma essere franchi sulle cose che non condividiamo e non accettiamo». Sulla Cina, «il silenzio è complicità», ha detto Biden a Draghi. Il premier italiano assicura che il presidente americano, nel colloquio faccia a faccia di sabato sera («un piacevole rivedersi, molto molto positivo») non gli ha chiesto di abbandonare la Via della Seta. Ma in conferenza stampa Draghi ha chiarito che esaminerà con attenzione il memorandum firmato a marzo 2019 dall’allora governo gialloverde guidato da Giuseppe Conte. La direzione «atlantista» ed «europeista» sembra tracciata con nettezza. La politica estera italiana si mette alle spalle la stagione della vicinanza a Pechino dal sapore sovranista-populista dei gialloverdi (solo di due giorni fa un incontro - poi annullato - di Conte all’ambasciata cinese).

Il colloquio con Biden

Il presidente Usa Joe Biden «ha voluto ricostruire le alleanze tradizionali degli Usa dopo il periodo di Trump in cui erano state seriamente incrinate». In particolare, a cambiare è stato l’atteggiamento di Biden nei confronti dell’Unione Europea, di cui il presidente democratico «è un grande fautore». Con Biden si è parlato anche di Libia, e della necessità di rispettare il cessate il fuoco per avviare la ricostruzione.

Gli impegni sul clima

Sono stati molti gli impegni sul clima. «Le cifre sono molto grandi- ha ricordato Draghi- le spese ammontano a circe 390 miliardi di dollari l’anno, ma muoiono 60 mial persone all’anno, e il contributo che danno le disuguaglianze è incredibile: 132 milioni di persone saranno gettate in povertà nei prossimi 10 anni, e 9 tra i dieci Paesi più colpiti dal cambiamento climatico sono Paesi a basso reddito o medio reddito. Quindi la lotta al cambiamento climatico è anche una questione di eguaglianza», ha sottolineato il premier. Senza negare che «naturalmente ci sono posizioni non allineate»: è il caso di quei Paesi che esprimono la volontà di finanziare la lotta al cambiamento climatico ma continuano ad essere grandi produttori di fossili. È per questo che potrebbe essere pensata una tassa che aggiusti la differenza dei costi di produzione per adeguarli alla necessità di continuare ad usare prodotti fossili, meno costosi.

I pilastri della salute

Per quanto riguarda la salute, «abbiamo fatto presente che ci sono tre pilastri- ha detto Draghi- uno fatto di donazioni di vaccini e finanziamenti, e il veicolo che tutti noi dovremmo utilizzare è il Covax, ma anche l’eliminazione del blocco delle esportazioni; il secondo punto è individuare siti produttivi anche nei Paesi in via di sviluppo; e questo ci porta direttamente all’ultimo tema, del diritto di brevetto: c’è una proposta della Commissione Ue che usa una clausola del commercio internazionale che sembra avvicinare tutti».

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