Italy

"È Casalino dall'altra stanza...". ​Così Franceschini fulmina Conte

Accadono cose strane ultimamente a Palazzo Chigi. Il clima è teso nelle stanze del potere e lo si percepisce anche dal comportamento di Giuseppe Conte e dei suoi uomini. Lunedì e martedì saranno giorni cruciali per il proseguimento dell'avventura di Giuseppi sulla poltrona della presidenza del Consiglio dei ministri e la ricerca dei voti per far sì che questo avvenga è al suo apice. Come in un suk, si contratta con i senatori per averli dalla propria parte durante la conta di mertedì, con la speranza di arrivare alla soglia dei 161 voti, sempre più lontani. Giovedì, però, è stato un giorno particolarmente intenso per Palazzo Chigi, soprattutto dopo la condivisione dell'ormai nota storia contro Matteo Renzi sulla pagina ufficiale Facebook di Giuseppe Conte.

Il giorno prima, il leader di Italia viva ha strappato con il governo ritirando i suoi due ministri e il sottosegretario, aprendo nei fatti una crisi. Comprensibile l'umore nero del presidente del Consiglio nelle ore a seguire, meno la storia contro Renzi del giorno dopo, quando dalla pagina ufficiale di Conte si invitavano i suoi seguaci a mandare a casa Renzi, mettendo un like a un gruppo creato in supporto del premier. Restano i dubbi (pochi) su chi sia stato a pubblicare. Perché dal team di Conte hanno immediatamente diffuso il sospetto che potesse trattarsi di un attacco hacker, fatto poi smentito direttamente da Facebook. Tutto questo accadeva nel primo pomeriggio di giovedì. Poche ore dopo, ecco che le agenzie diffondono un'indiscrezione da Palazzo Chigi: "Mentre il leader di Iv ed ex premier ufficializzava l'uscita di scena della delegazione di Iv dalla compagine governativa, il centralino della sede del governo ha registrato circa 300 telefonate, cittadini di tutte le età che chiamavano per dare il loro sostegno al premier Giuseppe Conte".

Un tempismo perfetto per smorzare gli effetti che "l'anomalia" social potrebbe avere sulla percezione dell'elettorato, condita dai dettagli di una specifica telefonata: "Tra le telefonate riportano quella di una signora di Palermo, che ha chiamato in lacrime pregando il centralinista di riferire al premier di 'non mollare, non abbandonarci'". A quanto pare, le telefonate sono proseguite anche il giorno dopo, addirittura fino a notte inoltrata.

A svelarlo è stato Francesco Verderami sul Corriere della Sera. Sembra che durante il Consiglio dei ministri, che si è riunito giovedì alle 22.20, Giuseppe Conte abbia più volte provato a utilizzare il telefono da tavolo senza successo. E così pare che "a gran voce abbia esclamato, come per farsi sentire dai presenti: 'Niente... La linea è sempre occupata. È che il centralino di palazzo Chigi è intasato di telefonate. Sono tutti normali cittadini che vogliono dare sostegno al mio governo, che mi chiedono di resistere, di andare avanti'". A quel punto, Dario Franceschini non ha potuto fare a meno di ironizzare: "Guarda che è Casalino dalla stanza a fianco che telefona cambiando ogni volta la sua voce". I presenti raccontano che per qualche momento Giuseppe Conte sia rimasto sorpreso dall'affermazione del ministro della Cultura, ma che poi "abbia iniziato a ridere con gli altri battendo i pugni sul tavolo in modo teatrale".

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