Italy

È morta Rossana Rossanda, addio alla giornalista e fondatrice de “il manifesto”

Aveva 96 anni. Dirigente del Pci e figura storica della sinistra italiana, non ha mai abbandonato il dibattito politico e la riflessione sui movimenti operai e sulla lotta femminista

Era una “ragazza del secolo scorso“, come lei stessa si è definita nel libro di memorie che porta questo titolo. Giornalista, scrittrice, dirigente del Pci e figura storica della sinistra italiana. Fondatrice della rivista e del quotidiano il manifesto. Rossana Rossanda è morta nella notte a Roma, aveva 96 anni.

Rossanda nacque nel 1924 a Pola, ai tempi provincia italiana, poi annessa alla Croazia jugoslava nel 1947. Durante la Seconda guerra mondiale partecipò, giovanissima, alla Resistenza come partigiana. Subito dopo il conflitto si iscrive al Partito comunista e Palmiro Togliatti la nomina responsabile della politica culturale. Gli amici del partito la chiamavano “ingraiana”, perché gravitava nella sfera di influenza di Pietro Ingrao e apparteneva all’ala più movimentista del Pci.

Fortemente critica nei confronti del “socialismo reale” dell’Unione Sovietica e del legame tra il partito russo e quello italiano, nel 1969 fonda con Luigi Pintor, Valentino Parlato e Lucio Magri il giornale il manifesto, da cui prenderà il nome anche la corrente di pensiero critica nei confronti della nomenklatura del partito. Nel 1968 condanna duramente l’invasione della Cecoslovaccia da parte di paesi del Patto di Varsavia, in aperto contrasto con le posizioni del partito. Per questo, durante il Congresso nazionale del 1969, Rossanda e tutta la corrente de il manifesto vengono radiati dal Pci.

Decide di lasciare per alcuni anni la politica attiva per dedicarsi al giornalismo e alla letteratura, ma senza abbandonare il dibattito politico e la riflessione sui movimenti operai e sulla lotta femminista. Dopo essere stata direttrice de il manifesto fin dalla sua fondazione, nel 2012 lascia il giornale a causa di divergenze con il gruppo redazionale.

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