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Europei, Croazia-Repubblica Ceca 1-1: Perisic risponde a Schick, ma i vicecampioni del mondo non decollano

GLASGOW - Glasgow è una città che fa delle contraddizioni le sue peculiarità. Ha un suo perché, che tuttavia va cercato, non è fascinosa come Edimburgo. La Croazia che a Glasgow prova a rialzare la testa dopo la sconfitta di Wembley con l'Inghilterra è una squadra che si sposa a meraviglia con la cartolina di Glasgow. Può essere cioè interessante, ma anche terribilmente brutta e triste. Dipende da come la si guarda. Il pareggio con la Repubblica Ceca suona quasi come una clamorosa bocciatura e Zlatko Dalic non ci sembra esente da colpe.

<< La cronaca della gara>>

La rivoluzione di Dalic

Il ct infatti fa una mezza rivoluzione, passando dal 4-3-3 al 4-2-3-1. Che avrebbe un suo perché, se i suoi decidessero di interpretare il cambio in modo... dinamico. Invece davanti allo statuario Lovren, tornato al centro della difesa, i vice-campioni del mondo sono prevedibili, lenti, fermi, Modric in versione mediano "basso" scuote la testa. Perisic dirottato a destra ha il difetto di ridurre la corsa di Vrsaliko, Kramaric corre a vuoto e male, Brekalo accentrato perde la qualità della corsa che lo ha fatto apprezzare a Rijeka, Rebic non è una prima punta. Tutto sbagliato, tutto da rifare, signor Dalic. Una sola occasione con Rebic è il magrissimo bottino nei primi 45' di una squadra che, per contenuti tecnici, dovrebbe mangiarsela, la Repubblica Ceca. 

Silhavy e il vecchio stile 

Diverso il primo tempo di Schick e compagni, sullo slancio della vittoria sulla Scozia, A Praga delle "nuove tendenze degli strateghi del pallone" se ne fregano. Gioco "dal basso", fraseggio corto... Ma chi se ne frega. Se l'altro pressa, bene, palla lunga e pedalare. Il primo tempo dei ragazzi di Silhavy è fatto di grande temperamento, di corsa superiore, di idee semplici ma bene eseguite. Non ci sono fiorettisti? Allora si usa la sciabola: Ne beneficiano Coufal, spina nel fianco a destra, mentre in mezzo fa bene Darida e dietro non è difficile controllare un avversario così svogliato.

La sciocchezza di Lovren

Il gol però arriva su una sciocchezza di Lovren che allarga il gomito fino a colpire Schick, sangue dal naso, su azione d'angolo. È il referee video a assistere Del Cerro Grande, Schick sale a quota tre. La Croazia ha un sussulto d'orgoglio, un istante dopo. Brekalo ha un guizzo dei suoi, al limite e trova il tempo per servire Rebic, in area, solo, davanti a Vaclik, il milanista cerca la soluzione potente anziché piazzarla e calcia brutalmente fuori. Insomma dopo il primo tempo, la Repubblica Ceca è avanti e con pieno merito.

Perisic, a sinistra è meglio

Dalic deve cambiare, lo capirebbe anche un bimbo delle Primarie. Ecco Petkovic centravanti con Kramaric che finisce dietro di lui perché esce Brekalo. E sul lato destro viene messo Ianusec con Perisic dirottato (finalmente) a sinistra. C'è un tiro di Kovacic su punizione, dopo uno schema, che finisce alto, poi il pareggio. Perisic punta Coufal, brillante protagonista della prima parte. Il terzino ha un goffo movimento per coprire sul classico mocimento dell'interista di portarsi il pallone sul piede interno. Cade. Perisic ringrazia ed espolde un diagonale imprendibile: 1 a 1. Il pareggio farebbe pensare a un cambio di inerzia, ma quella croata resta una presenza freddina, come il giugno di Glasgow a 17 gradi... È la Repubblica Ceka che invece capisce che deve reagire e non abbattersi, un siluro dalla distanza di Soucek sibila vicinissimo al palo sulla destra di Livakovic.

Intensità sì, profondità no

Il match è intenso ma senza più tanta profondità, sebbene attorno all'ora di gioco la Croazia prova a prendere d'assedio l'area. Ma il fortino di re Vaclik è ben munito.  Al 72' Vlasic - entrato da poco - riceve a centroarea su sponda aerea di Petkovic, la sua girata è goffa e alta. Esce Schick ed entra Kmencik, un colosso alla Koller, ma non succede più nulla, neanche quando, ultima annotazione, Petkovic riceve e si gira assai bene a centroarea, il diagonale però è un po' "accartocciato" e pure obiettato da Kalas.   

Il caso Brozovic

Non accade più nulla, se non l'ingresso di Brozovic al minuto 87, per Kovacic. D'accordo, Marcelo non è Rivera e questo non è il mondiale del 70: ma la rinuncia a lui (con Modric "abbassato") non ha convinto. Caro Dalic, senza offesa, hai sbagliato partita.

Croazia (4-2-3-1): Livakovic; Vrsaljko, Lovren, Vida, Gvadiol; Modric, Kovacic (42' st Brozovic); Perisic, Kramaric (17' st Vlasic), Brekalo (1' st Petkovic); Rebic (1' st Ivanusec).  All.: Dalic.

Repubblica Ceca (4-2-3-1): Vaclik; Coufal; Kalas, Celustka, Boril; Holes (18' st Hlozek), Soucek; Masupust (18' st Kral), Darida (42' st Barak), Jankto (29' st Sevcik); Schick (30' st Krmencik). Arbitro: Del Cerro Grande (Spagna).

Reti: 37' Schick (rigore); 47' Perisic.
Note: Ammoniti: Lovren, Masopust, Boril. Angoli: 4-4. Recupero: 3' e 3'.

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