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Ferrara, i contagi cresciuti in un mese di 80 volte 

Ricoveri a ruota, triplicati in una settimana. Dall’inizio di luglio la pandemia nel Ferrarese ha ripreso a correre forte. E ora si temono nuove restrizioni e il rischio dad 

FERRARA. Le prime avvisaglie dell’impennata verticale sono comparse nella settimana culminata, un mese fa, con la vittoria della Nazionale agli Europei. Qualcosa, già prima che Berardi e compagni infilassero la sequenza decisiva di gol nella porta degli inglesi, aveva risvegliato il virus che in provincia aveva iniziato a frenare la sua corsa tra l’ultima settimana di marzo e l’inizio di aprile.

Da allora per i contagi, per i ricoveri e per i decessi rilevati in provincia la discesa è stata costante, fino alla prima settimana di luglio. Poi il ritorno di fiamma quando ormai in provincia si contavano solo 4 contagi, 1 ricovero e 2 decessi, calati a zero la settimana successiva, quella tra il 5 e l’11 luglio.



Da allora la progressione è decollata: tra il 4 e l’11 luglio il numero dei contagi è salito a 22. Ma dopo l’11 luglio la curva si è fatta più ripida: raddoppio dei positivi tra il 12 e il 18 luglio (45), ulteriore triplicazione nei sette giorni successivi (131 tra il 19 e il 25 luglio) e ulteriore aumento del 150% nella settimana appena conclusa (332). I 4 contagi rilevati un mese fa si sono già moltiplicati per 80 volte.

I ricoveri, che in genere seguono un po’ sfalsati l’andamento dei contagi e che oggi dovrebbero lievitare più lentamente grazie alla campagna vaccinale in corso, sono rimasti costanti dalla prima settima di luglio al 18 (4 al S. Anna), sono raddoppiati la settimana successiva e ulteriormente triplicati negli ultimi sette giorni (29), con un movimento che sembra adeguarsi alla scalata del numero dei contagi. Decessi a zero per tutto il mese, ma intanto l’azienda ospedaliera Sant’Anna ha aumentato i posti letto in Malattie infettive di 10 unità negli ultimi due giorni.

Gli acceleratori. Anche l’Istituto superiore di Sanità (Iss) ha posato l’accento sul ruolo dei festeggiamenti per gli Europei tra i fattori acceleranti di quella che sembra presentarsi come la quarta ondata della pandemia, visto che la crescita ha una dimensione nazionale. E in effetti l’accelerazione dei contagi rilevata settimanalmente dai bollettini, anche nel Ferrarese, ha iniziato a galoppare proprio nei giorni successivi all’11 luglio.

Ma l’oscillazione dei nuovi positivi rilevata già prima di quella domenica lascia intendere che altri fattori stanno concorrendo alla moltiplicazione così rapida dei contagi. Dal 14 giugno la regione è entrata in zona bianca e il primo innalzamento dei dati dei positivi sembra essere più che altro legato alla caduta di diverse restrizioni (riapertura di piscine, parchi tematici, fiere, centri sportivi, maggiore accessibilità dei locali pubblici, concerti, eliminazione del coprifuoco); a fine giugno è stato revocato anche l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto.

L’avvio della stagione turistica, con gli spostamenti di massa verso le località di mare, ma anche gli assembramenti che nell’ultimo mese e passa hanno marcato la vita sociale in molti luoghi di villeggiatura (compresi i locali dove si balla nonostante la chiusura delle discoteche), i raduni delle manifestazioni no vax-no mask-no Green Pass, che hanno concentrato in determinate zone delle città folle che contestano l’esistenza stessa della pandemia e l’uso dei dispositivi di protezione (un paio di eventi anche a Ferrara, con decine di denunce e sanzioni elevate dalla questura) sono tutti fattori che probabilmente hanno aiutato il virus, oggi in azione con la livrea di una delle sue varianti più aggressive (la Delta).

incognite di Fine estate. Qualcuno già si chiede se questa curva avrà un picco (ad esempio l’esaurimento nel tempo della catena dei contagi da festeggiamenti per Euro 2020) e poi inizierà a scendere. E se la vaccinazione di massa agirà effettivamente da argine frenando i ricoveri e riducendo l’impatto dell’infezione a un numero di contagiati più o meno alto ma con pochi o nessun sintomo. Dati che potrebbero diventare evidenti questo mese. Se la curva non si abbasserà e la campagna di vaccinazione andrà a rilento allora si potrebbe arrivare all’apertura delle scuole e ai rientri in fabbriche e uffici con dati da zone gialle o rosse.

Da qui le preoccupazioni di chi teme nuove restrizioni entro settembre e che la didattica in presenza possa rivelarsi un fuoco di paglia. —

Gi.Ca.

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