Alla Festa di Roma Marco Bellocchio porta in anteprima tre potentissime scene della serie Esterno notte, sul rapimento di Aldo Moro. La prima si apre su un corridoio d'ospedale dove arrivano tre politici - Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e Benigno Zaccagnini, visibilmente sconvolti. Il medico dice loro che il paziente è molto provato, ma quelli irrompono nella stanza e ci troviamo di fronte a Aldo Moro liberato. Ha le fattezze e la voce, resa con somiglianza impressionante da Fabrizio Gifuni (presente in sala). Sdraiato nel letto Moro, liberato dalla Brigate Rosse, chiude con la Democrazia Cristiana: "Provo gratitudine nei confronti della generosità delle Brigate Rosse. A loro devo la restituzione della vita e della libertà. Dopo quello che è accaduto provo completa incompatibilità con il partito della DC e rinuncio a tutte le cariche, anche quelle future. Mi dimetto".

La seconda è ambientata il 12 marzo del 1978, quattro giorni prima del rapimento in via Fani. Manifestazioni e scontri, un gioielliere chiude la saracinesca ma la folla riesce ad aprirla, entra, sfascia, saccheggia. Violenze e scontri anche sotto la sede del partito in piazza del Gesù, Moro osserva la scena dal balcone, turbato. Infine, nella terza, un colloquio in giardino tra Moro e il papa Paolo VI, interpretato da Toni Servillo. Il Papa è adirato sulla possibilità di un'entrata dei comunisti al governo. Ricorda al politico la lettera spedita al cardinal Siri del '62 in cui proponeva un'alleanza con i socialisti per isolare i comunisti. Moro da parte sua cerca di convincere il Papa dell'opportunità di avere l'appoggio esterno del PCI. Ma il Papa è contrariato, perché in ballo ci sono divergenze su temi fondamentali come l'aborto e il divorzio che i cattolici non comprenderebbero.

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Bellocchio ha già raccontato lo statista al cinema con Buongiorno, notte, uscito nel 2003, liberamente ispirato dal libro del 1998 Il prigioniero della ex brigatista Anna Laura Braghetti. "L'idea della serie - spiega - è nata per caso in occasione del 40esimo anniversario della morte di Aldo Moro. Lo spunto è stata una sua foto in cui indossava un doppiopetto di lino su una spiaggia di Torvajanica, attorno tanti bambini in costume e lui, impassibile, si fece fotografare. Qui ribalto il campo rispetto a Buongiorno notte, la storia parte in modo classico dalla strage, poi però ci si sposta sui personaggi che vivono esternamente la prigionia di Moro: Cossiga, Zaccagnini, Andreotti, la moglie Eleonora Moro e i brigatisti, fino all'epilogo", cioè al ritrovamento del corpo di Moro a via Caetani.

Il regista ha raccontato di aver girato delle scene a Cinecittà: una sul set dell'Antica Roma, un'altra a San Lorenzo fuori le Mura "che in parte abbiamo ricostruito perché non c'è stata collaborazione con il Vicariato. E una sul set di San Pietro, usato da Nanni Moretti in Habemus Papam e forse da Paolo Sorrentino per la sua serie. San Pietro l'abbiamo ricostruito per il saluto di Paolo VI, il popolo lo abbiamo aggiunto in post-produzione".

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Dell'esperienza di girare una serie dice "È la prima volta e -  dico una battuta che non è tenebrosa: sono estremamente fortunato di essere efficiente ma ho una certa età e preferisco fare film - mi viene da dire la prima e l'ultima. Ma chissà". A proposito del manifesto di Anima persa, il film di Dino Risi con Vittorio Gassman che si vede nella scena del saccheggio nel negozio "Perché proprio questa? Dovevamo scegliere tra i film usciti allora, che fossero abbordabili anche per i diritti. Ma tra questi c'era questo film di un Risi tutt'altro che declinante ma sempre più depresso e incapace di far ridere. È un film notevole, non ha infatti avuto il successo di tanti altri. Ma è importante nella sua filmografia e anche coraggioso per il tema, c'erano tante anime perse e ci sono anche oggi".

A chi gli chiede se per l'Italia ci sia stato un prima e dopo Moro risponde: "Così dicono gli storici, che con la tragedia e l'assassinio di Moro tutta una classe politica è andata in crisi e i partiti tradizionali hanno incominciato a boccheggiare. Anche se poi non si è passati a un regime autoritario i partiti tradizionali che conoscevo da bambino sono entrati in crisi. Come ho raccontato in Marx può aspettare, da bambino ricordo le furiose campagne elettorali, i comizi a Piacenza, una città piccola dove però venivano i grandi leader politici, da Togliatti a De Gasperi. C'era una passione politica, un fermento oggi inimmaginabili. Oggi ci si può rallegrare del successo delle sinistre, ma ha votato meno del 50 per cento degli italiani, allora alle urne andava il 90, 95 per cento dei votanti. Allora i partiti allora erano macchine formidabili e dopo quella tragedia è come poi se la storia italiana abbia preso una nuova direzione. E c'era la speranza di noi giovani della classe media che Moro venisse liberato e ci siamo stupiti che non sia avvenuto. E infatti anche in Buongiorno, notte c'è la passeggiata finale di venti secondi di Moro, allora incarnato da Roberto Herlitzka, che cammina libero. E invece è avvenuto il contrario".

Nel cast di Esterno notte Fabrizio Gifuni, Margherita Buy, Toni Servillo, Fausto Russo Alesi, Gabriel Montesi e Daniela Marra. Esterno Notte - prodotta da Lorenzo Mieli per The Apartment (società del gruppo Fremantle), con Simone Gattoni per Kavac Film in co-produzione con Arte France, in collaborazione con Rai Fiction - è scritta da Bellocchio, Stefano Bises, Ludovica Rampoldi e Davide Serino. Montata da Francesca Calvelli. Il distributore internazionale è Fremantle.