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Francia, code in libreria prima della chiusura per l'emergenza coronavirus

I lettori più accaniti prima del nuovo lockdown hanno formato lunghe code davanti alle librerie. La foto di Astrid Dujardin ha fatto il giro del web.

Francia code librerie
Francia code librerie

All’assalto ai supermercati, dove gli scaffali di lievito e farina sono ormai vuoti, in Francia gli appassionati della lettura hanno risposto con lunghe code davanti alle librerie. La foto, già pubblicata in internet, è diventata virale.

Francia, code davanti alle librerie

Per far fronte all’allarmante situazione sanitaria, con casi di coronavirus in costante aumento, la Francia ha imposto un nuovo lockdown. I libri non sono considerati beni di prima necessità e così anche le librerie sono costrette ad abbassare le serrande. Eppure, per trascorrere più serenamente l’isolamento forzato, per scacciare i cattivi pensieri e alleviare lo stress, molti francesi hanno pensato di godere della compagnia di un buon libro.

Lo testimoniano le code che si sono formante davanti alle librerie prima dell’inizio del lockdown.

In Francia il confinement ha generato non poco sconcerto tra i cittadini e le polemiche sono all’ordine del giorno. Il provvedimento del governo, che ha imposto la chiusura delle librerie, è stato duramente criticato dal Sindacato delle librerie francesi, perché così facendo è stata aperta “un’autostrada ad Amazon”.

Contro la decisione presa da Macron si sono scagliati 250 editori e personalità della cultura. Tra loro, nomi celebri come Gallimard, Jacques Attali, Tahar Ben Jelloun e Françoise Nyssen.

Poche le eccezioni. È il caso del sindaco di Digione, François Rebsamen, che in un tweet ha scritto: “Siccome si possono acquistare libri in modo sicuro in libreria quasi ovunque, domani firmerò un’ordinanza per autorizzare le librerie di Digione a rimanere aperte se vogliono”.

In molti hanno apprezzato la scelta del primo cittadino francese, che con il suo gesto ha lanciato un messaggio importante e valorizzato il ruolo dei libri e della cultura. Alcuni, tuttavia, si sono mostrati scettici: “A cosa serve se possiamo uscire solo per acquistare beni di prima necessità e i libri non sono considerati tali?”, ha commentato un utente di Twitter. La grande distribuzione organizzata inizialmente aveva avuto la concessione di vendere libri.

In seguito però, è stata costretta a chiudere tali reparti. Secondo alcuni, in questo modo, si offre un altro aiuto ad Amazon.

I francesi, tuttavia, non si sono dati per vinti e hanno assecondato la propria passione per la lettura. Così, il 29 ottobre, esattamente 24 ore prima del nuovo lockdown, in tanti hanno fatto il pieno di libri. Molte le code davanti alle librerie. Lo conferma la foto scattata da Astrid Dujardin e rilanciata sui social dall’editore Stephen Carrière. Sotto la pioggia, moltissimi francesi aspettavano il proprio turno per entrare nel punto vendita della catena di librerie Le Furet du Nord nella Grand-Place di Lille, in una zona particolarmente colpita dall’emergenza sanitaria. “Ecco perché stiamo combattendo”, è il commento di Carrière.

Le Parisien, inoltre, ha riportato le impressioni dei venditori della libreria Divan, una delle più grandi della Francia. Quest’ultimi hanno fatto sapere: “C’è il mondo come alla vigilia di Natale”. Il direttore di Divan, Philippe Touron, ha aggiunto: “Da cinque mesi, grazie alle mascherine e ai gel, siamo stati esemplari. Pochi casi di Covid sono stati registrati in libreria“. Ma con la nuova chiusura del Paese, “i francesi per comprare i libri non avranno altra scelta che rivolgersi alla grande distribuzione organizzata. O peggio ancora, su Amazon“. Per Touron però, non è una giusta soluzione, perché “il 70% del nostro volume d’affari arriva da vendite d’impulso. Su internet si scende al 10%”.

Il commento dei lettori più appassionati

Una signora ha acquistato una decina di romanzi e dice: “Una vita senza libri e senza cultura è impensabile”. Alla cassa c’è anche un trentenne informatico. Non si considera un accanito lettore, ma “quando ho saputo che le librerie avrebbero nuovamente chiuso i battenti, sono andato in collera. Sono così importanti”. Quindi ha aggiunto: “Ho appena ricevuto lo stipendio, quindi ho deciso di compiere un gesto solidale. Penso che spenderò più di 100 euro”.

Intanto c’è chi si è attrezzato per dare vita a una libreria d’asporto, con consegna a domicilio dei libri acquistati. È questa la decisione presa dalla Librairie La Marge di Ajaccio, in Corsica, che tramite il proprio profilo Twitter ha comunicato: “La libreria ha messo in piedi un servizio di asporto dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 18. Inviateci la vostra ordinazione e venite a ritirare i libri! Non si molla niente!”.

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