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Gaza, razzi e bombe: il conflitto continua a oltranza. Israele: “Eliminati alti comandanti di Hamas”. La Germania con Tel Aviv: “Ha il diritto di difendersi”

Prosegue l'escalation di violenze in Medio Oriente, che finora hanno provocato 43 morti palestinesi e 6 israeliani. Tensione sulla Spianata delle Moschee, scontri anche a Lod e nel campo profughi di Fawwar. All'alba Hamas ha anche cercato di colpire l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Oggi seduta di emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

In un giorno e mezzo sono stati sparati più di mille razzi da Gaza verso Israele, che risponde con oltre 500 attacchi e per voce del ministro della Difesa Benny Gantz assicura che non è il momento del cessate il fuoco e che le operazioni militari nella Striscia continueranno “fino a quando sarà necessario” e “non sarà riportata la calma”. Non si fermano gli attacchi e i combattimenti tra la Striscia e lo Stato Ebraico, esplosi nel fine settimana con gli sfratti a favore dei coloni nel quartiere di Sheikh Jarrah, diventato cuore della ennesima crisi fra popolazione araba e amministrazione israeliana. Tensione altissima anche a Lod, dove ieri un arabo israeliano è stato ucciso durante le proteste: il presidente israeliano Reuven Rivlin ha denunciato il “pogrom di Lod” da parte di “una folla di arabi assetati di sangue e esaltati”, condannando “il vergognoso silenzio della leadership araba su questi tumulti” e il “sostegno al terrorismo”. Intanto le forze israeliane hanno fatto sapere di avere eliminato “simultaneamente” alti comandanti di Hamas a Gaza e Khan Yunis, nel nord della Striscia. A fronte della crisi, il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha convocato una seduta di emergenza dove verrà presentato un rapporto a porte chiuse sulla situazione.