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Germania, licenziato il direttore della Bild per "comportamenti inappropriati"

"Sesso, bugie e un pagamento segreto". È il titolo dell'articolo del quotidiano americano The New York Times che ha rilanciato le accuse di "abuso di potere" del direttore del popolare tabloid tedesco Bild Zeitung, Julian Reichelt, nei confronti di alcune collaboratrici. A sole 24 ore dalla sua pubblicazione il colosso mediatico Axel Springer, editore del quotidiano tedesco, ha licenziato Reichelt, in congedo temporaneo dall'inizio dell'anno per aver avuto relazioni con donne dello staff. Già la scorsa primavera l'ormai ex direttore era stato sospeso, ma poi reintegrato dopo breve tempo, per aver avuto relazioni con donne dello staff. Ora, secondo il consiglio di amministrazione, Reichelt non avrebbe separato le questioni private da quelle professionali e non avrebbe detto la verità al vertice dell'azienda, rendendo "inevitabile" la fine del rapporto di lavoro.

Le rivelazioni sarebbero emerse, scrive il New York Times, dalle indagini interne al giornale che la Axel Springer aveva avviato la scorsa primavera per le accuse di "abuso di potere, mobbing e sfruttamento di rapporti di dipendenza". Ricerche che non avevano fatto emergere nessuna indicazione di molestie sessuali o altre coercizioni, aveva riferito l'editore. Ieri il quotidiano americano ha pubblicato un rapporto con nuovi dettagli sull'indagine interna, a proposito della presunta relazione dell'ex direttore con una tirocinante. La donna, nell'ambito di un'inchiesta voluta dall'editore, aveva raccontato che Reichelt l'aveva convocata in un albergo nei pressi del giornale per avere rapporti sessuali e le aveva chiesto di mantenere il segreto riguardo a un pagamento.

"Se scoprono che ho una relazione con un tirocinante, perderò il lavoro", aveva detto nel novembre del 2016 agli investigatori dello studio legale assunto dalla società madre della Bild per esaminare il suo comportamento sul posto di lavoro. Poco prima che l'editore pronunciasse quelle parole, un'altra donna del giornale aveva sporto denuncia per molestie sessuali contro di lui, scrive il New York Times.

Ma i giornalisti del quotidiano americano non sono i soli ad aver indagato sul passato dell'ex direttore della Bild. Un fascicolo dal nome "caso Reichelt" era stato aperto anche da un team di reporter legati all'editore Ippen Verlag che avevano avuto accesso ad alcuni documenti interni alla Axel Springer. La Ippen avrebbe bloccato all'ultimo momento la pubblicazione di questo materiale, spiegando di  "non voler danneggiare gli interessi economici" di un'azienda concorrente. In una lettera i giornalisti hanno detto di essere "sconvolti" dalla decisione di non procedere alla pubblicazione del loro reportage. Decisione che "viola tutte le regole di una cronaca indipendente, mentre le loro indagini indicano l'esistenza di abusi di potere alla Springer - a partire dall'ex direttore più potente della Germania- rilevando l'evidente interesse pubblico della vicenda".

Il presidente e amministratore delegato dell'azienda, Mathias Döpfner, ha ringraziato Reichelt per il suo impegno, ma ha anche affermato che mantenerlo nel suo incarico era impossibile. Il suo sostituto, Johannes Boie, combinerà "l'eccellenza giornalistica con una moderna leadership", ha detto Döpfner.