Italy

Giovannini: «Norme più semplici sugli appalti: dimezziamo i tempi»

L’intervista

di Marco Galluzzo

L’obiettivo quello di dimezzare il tempo di realizzazione delle opere pubbliche. Per le sue competenze dovr coordinare la spesa di circa 50 miliardi di euro dei fondi europei previsti dal Pnrr. L’elenco delle opere programmate dal suo ministero lunghissimo e spazia dall’alta velocit della Salerno-Reggio Calabria alla riqualificazione energetica delle case popolari. Ma dovranno cambiare le norme che regolano gli appalti e le autorizzazioni. Anzi, Mario Draghi ha detto che per l’attuazione del Recovery dovr cambiare tutto. Ecco, una parte del tutto la sta gestendo il ministro delle Infrastrutture e della Mobilit Sostenibili, Enrico Giovannini. Insieme ad Anac, Corte dei Conti, Consiglio di Stato e Funzione pubblica, sta vagliando le migliori proposte per semplificare la normativa sugli appalti e reingegnerizzare, come dice lui, la procedura di messa a terra di un’opera pubblica. La sintesi, prima della fine del mese, dovrebbe essere fatta dal premier e poi confluire in un decreto che si affiancher al Piano che dovr essere inviato alla Commissione europea entro fine mese. Fra le ipotesi allo studio due sembrano al momento le modifiche certe dell’impianto attuale: la creazione di una Sovrintendenza dei beni culturali a livello nazionale, in grado di accelerare il rilascio delle autorizzazioni, e la previsione del cosiddetto appalto integrato: dalla fase di progettazione a quella di attuazione, la gara per affidare un’opera pubblica prevista nel Recovery plan potrebbe concludersi con l’affidamento a una sola impresa.

Ministro come farete a spendere in tempo i finanziamenti europei? Con le norme attuali quasi impossibile.
Ci sono diverse forme con cui questi fondi verranno spesi. E non per tutto occorreranno modifiche normative. Una parte dei fondi, penso al trasporto pubblico locale, sar gestita attraverso bandi e non con appalti. Poi ovviamente c’ tutta una serie di opere, per esempio di Anas e Ferrovie dello Stato, i cui i piani di fattibilit sono gi pronti. Per altre ancora c’ indubbiamente un’esigenza forte di accelerazione, con un dimezzamento dei tempi complessivi, e quindi non dobbiamo solo semplificare ma reingegnerizzare le procedure.

Ci spieghi meglio
Per ogni investimento in opere pubbliche ci sono tre fasi principali: la prima riguarda la progettazione, articolata in diversi passaggi, ma questo ha poco a che vedere con gli appalti ma con la qualit di chi fa i progetti, e la qualit dipende dal capitale umano nelle stazioni appaltanti, cio dalla disponibilit nei Comuni e nelle Regioni di ingegneri, architetti, economisti, informatici. E qui abbiamo un problema drammatico e il ministro Brunetta sta lavorando per accelerare l’assunzione di migliaia di nuove risorse umane.

Ma poi ci sono i tempi lunghissimi delle autorizzazioni.
Indubbiamente e per questo opteremo per dei cambiamenti radicali. Realizzando alcune fasi all’inizio di queste opere, ad esempio il dibattito pubblico, in tempi brevi e certi per dare indicazioni chiare da usare in fase di progettazione esecutiva. Ma sono allo studio anche cambiamenti sulle regole dei pareri delle Via (valutazione di impatto ambientale), delle Sovrintendenze, del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Il coinvolgimento dei cittadini in modo attivo nell’attuazione del piano un modo per accelerare i tempi, non per rallentarli, anche perch ci aspettano cinque anni straordinari di investimenti. Al Ministero ho creato una consulta permanente di dialogo con sindacati, associazioni imprenditoriali, terzo settore, il mondo ambientalista, che sar attiva durante l’attuazione del Piano.

Quali sono i progetti principali del suo ministero?
Una quota molto consistente andr al trasporto sul ferro. Ci sar una buona parte del tragitto di alta velocit della Salerno-Reggio Calabria, il collegamento del porto di Gioia Tauro alla rete esistente, l’ampliamento o l’ammodernamento di diverse metropolitane, il rinnovo dei materiali rotabili, gli investimenti sulle ferrovie regionali. Poi c’ una quota sulla mobilit sostenibile, con investimenti in mezzi pubblici non inquinanti, autobus nuovi con emissioni ridotte, ma anche nella mobilit cosiddetta dolce, delle ciclovie. Una terza componente importante quella dell’ultimo miglio, cio la connessione fra porti e aeroporti e la rete ferroviaria. Il tutto con quota di nuovi investimenti al Sud pari al 50% dei fondi.

Ma per tutto ci vorranno gare ed appalti con regole nuove.
La commissione che ho insediato ha quasi terminato i lavori. A breve arriveranno una serie di raccomandazioni su come modificare le norme. L’obiettivo realizzare un’opera bene e il pi rapidamente possibile, nel rispetto della concorrenza. Ci sar la possibilit di ricorrere a corsie preferenziali per le diverse fasi. Inoltre, il ministro Franceschini pensa a una Sovrintendenza dei beni culturali a livello nazionale e il ministro Cingolani a rivedere il processo per la Via. Di pi non posso anticipare.

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