Italy

Green pass obbligatorio per 620 mila lavoratori in Fvg, sanzioni fino a mille euro per chi non ce l’ha

UDINE. Sono poco meno di 620 mila i lavoratori del Friuli Venezia Giulia che per recarsi in fabbrica, in negozio o in ufficio dovranno avere con sè, a partire dal 15 ottobre, il Green pass. Una platea molto ampia che comprende 510 mila dipendenti tra pubblici e privati, 88.554 partite Iva (commercianti, artigiani, imprenditori, aziende agricole, fonte Cgia di Mestre) e 20.910 tra colf e badanti, tre quarti delle quali straniere. Chi sarà sprovvisto del certificato che sancisce l’avvenuta vaccinazione anti Covid 19 o l’esito del tampone (valido però solo 48 ore), rischia sanzioni fino a mille euro e la sospensione, per 5 giorni, dal proprio posto senza stipendio.

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Insomma si tratta di un chiaro invito, da parte del Governo, all’immunizzazione di massa contro il virus. L’alternativa, per migliaia di persone ancora oggi titubanti o apertamente no vax, è quella di spendere ingenti somme ogni mese per i tamponi che, seppur a prezzo calmierato, costeranno 15 euro per gli adulti, 8 euro per i minori. E i conti in tasca ai lavoratori che dovessero scegliere la via dei tamponi a ripetizione sono presto fatti.

Soddisfatte le associazioni datoriali. Il presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, si dice totalmente a favore del Green pass «in tutti gli ambienti di lavoro, tendenzialmente riterrei opportuna la vaccinazione obbligatoria e mi auguro che chi nutre ancora incertezze possa cambiare idea, ma prevale lo scetticismo: non dimentichiamoci che alcune frange no vax si sono radicalizzate e alcune di esse sono persino inclini alla stregoneria…

Ciò detto, come sempre è avvenuto in corso di pandemia, individueremo di concerto con le organizzazioni sindacali il percorso più idoneo possibile a tutela dei lavoratori e delle aziende. Il coinvolgimento dei sindacati resta cruciale in questo senso, concetto che ho segnalato al Consiglio generale di Confindustria nazionale richiamando l’attenzione sull’ulteriore salto di qualità che le relazioni sindacali debbono poter fare. È indispensabile dialogare e capirsi oggi più che mai perché gli indicatori – crisi delle materie prime e abnorme aumento dell’energia elettrica – dimostrano che i tempi sono tutt’altro che facili e che la ripresa potrebbe essere pregiudicata».

«Come sempre, il ragionamento del nostro primo ministro è impeccabile. È logico, coerente e lineare - commenta la presidente di Confindustria Udine Anna Mareschi Danieli -. Dal 15 ottobre, l’Italia potrebbe essere il primo Paese europeo in cui per entrare in qualunque luogo di lavoro servirà il Green pass. Dico potrebbe perché questo mondo ci ha insegnato a non dare mai nulla per scontato.

L’orientamento del Consiglio dei ministri è quello di prevedere il certificato verde per tutti, dipendenti pubblici e privati. Il criterio adottato per definire il perimetro del provvedimento è dunque quello dell’accesso ai luoghi di lavoro. E la ratio dell’estensione generalizzata è quella di incrementare il più possibile le vaccinazioni, prima che arrivi il freddo e la pandemia possa conoscere una nuova fase di recrudescenza.

Va da sé, quindi, che la concessione gratuita dei tamponi a chi, per scelta, non si è vaccinato, non verrà presa in considerazione, se si continuerà sulla linea della coerenza. Probabilmente verrà presa in considerazione la calmierazione del prezzo. Ma non lo riterrei opportuno, dato che significherebbe che lo Stato e quindi i cittadini pagano il prezzo o la riduzione del prezzo del tampone per quegli altri cittadini che non si sono vaccinati per ragioni altre da quelle mediche.

L’obiettivo è quello di raggiungere nell’arco di 30 giorni un numero di persone immunizzate così alto da consentire al nostro Paese di entrare in una zona di sicurezza». Favorevole all’introduzione del lasciapassare, infine, il presidente di Confartigianato Fvg Graziano Tilatti: «Non possiamo permetterci pressione sulle strutture ospedaliere e altri lockdown. È una giusta decisione che tutela salute e lavoro».

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