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Ne facevano parte medici non vaccinati e che, dunque, sono stati sospesi dall’attività. E la storia recente parla anche di indagini sulla morte di una persona, sopraggiunta dopo aver seguito i suggerimenti dati sulla “piattaforma” per le cure domiciliari anti-Covid

IppocrateOrg

Adesso, di domiciliare, ci sarà solamente la loro permanenza a casa. Senza poter più esercitare e dare “consigli” fuori dai protocolli sulle cure per chi risulta positivo – con sintomi – al virus Sars-CoV-2. Per il momento, l’avventura del “collettivo” di medici no vax IppocrateOrg finisce qui: la maggior parte di loro, infatti, non è vaccinata e quindi è stata sospesa dal lavoro medico. L’annuncio è arrivato direttamente – attraverso un video su Youtube – dal fondatore Mario Rango.

IppocrateOrg chiude, quasi tutti i medici non erano vaccinati

“Siamo stati costretti a chiudere, ma abbiamo chiuso fino al 31 dicembre perché stiamo cercando nel frattempo altri medici che siano ancora iscritti all’Ordine e che possano prendere in mano il servizio assistenza – ha dichiarato Mauro Rango -. In passato a dei volontari che dopo il lavoro, durante o nelle pause chiamavano pazienti gratuitamente e li assistevano perché avevano bisogno, sarebbe stato dato un premio. Oggi sono persone che vengono perseguitate. Di cui sui giornali, sulle tv, non si fa altro che dire le peggiori cose”.

Insomma, oltre al vittimismo, il fondatore di IppocrateOrg spiega come l’obiettivo sia quello di far ripartire l’attività di questo collettivo di medici – che si è costituto partendo da un gruppo Facebook – no vax a partire dall’inizio del prossimo anno. Prima, però, bisognerà cercare dottori non sospesi e che, dunque, devono essere per forza vaccinati. Un controsenso. Anche perché, oltre a problematiche di livello meramente tecnico, questo “centro di assistenza” (le virgolette sono d’obbligo) che proponeva cure domiciliari non certificate, è finito al centro di un’indagine in Emilia-Romagna: nel mese di ottobre, infatti, un 68enne contagiato e positivo al Covid si sarebbe rivolto agli “esperti” della piattaforma per ricevere indicazioni su cure “alternative” e domiciliari. Pochi giorni dopo, il 7 ottobre, l’uomo è morto. Il tutto per non essersi rivolto al personale medico e non aver seguito i protocolli.