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Il film horror stasera in TV: “Shining” lunedì 25 maggio 2020

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film shining
Shining (The Shining) è un film del 1980 diretto da Stanley Kubrick e co-scritto con Diane Johnson ed interpretato da Jack Nicholson, Shelley Duvall e Danny Lloyd. Basato sul romanzo omonimo scritto da Stephen King nel 1977, il film narra il dramma di una famiglia che deve svernare in totale isolamento in un hotel in alta montagna. Il figlio, il piccolo Danny, dimostra di possedere delle facoltà extrasensoriali, qui soprannominate the shining (tradotto come “la luccicanza”), che lo portano ad avere visioni dell’oscuro passato del luogo e degli eventi futuri. Shining rappresenta una tappa dell’itinerario di attraversamento-appropriazione-sfondamento dei generi cinematografici attuata da Kubrick nel corso della sua carriera. Divenuto presto un cult movie, è entrato nell’immaginario collettivo ed è stato a volte classificato come il miglior film horror in assoluto.[1] Shining è stato eletto al 2º posto tra i migliori film horror della storia del cinema, dopo L’esorcista, in una classifica stilata dalla rivista londinese Time Out. Lo scrittore Jack Torrance, ex insegnante disoccupato e con problemi di alcolismo, accetta un impiego come guardiano invernale dell’Overlook Hotel, un grande albergo sperduto tra le montagne del Colorado, distante da un qualsiasi centro abitato. Durante il colloquio con il direttore dell’albergo Stuart Ullman, questi sostiene che si tratta di un impiego non dispendioso ma che presenta difficoltà di adattamento, in quanto si tratta di dover affrontare cinque mesi di isolamento totale. L’uomo lo avverte come dieci anni prima un tale Delbert Grady, suo predecessore, fu colpito da un forte esaurimento nervoso, che lo portò a sterminare l’intera famiglia per poi suicidarsi. Jack, quasi divertito, risponde che non è un tipo di situazione che potrebbe capitargli, in quanto questo lavoro gli darebbe la tranquillità necessaria per scrivere il suo romanzo. Jack, con sua moglie Wendy e il piccolo Danny, si trasferiscono nell’Overlook Hotel. Il bambino ha un amico immaginario di nome Tony, “colui che sta dentro di lui”, che gli parla tramite un dito e con la voce di Danny stesso, aiutandolo nei casi di bisogno. Tony “gli dice” di essere riluttante ad andare a vivere nell’hotel, fino a quando il bambino ha delle visioni macabre dell’albergo, che lo lasciano terrorizzato. Il capocuoco afro-americano Dick Hallorann avverte le sue capacità, rivelandogli di condividere la cosiddetta “luccicanza” (shining), una sorta di potere telepatico e di preveggenza. L’uomo avverte il bambino che nell’albergo si possono avere visioni di alcuni brutti eventi che risalgono al passato (l’edificio è stato costruito sul sito di un antico cimitero indiano), ma non bisogna averne paura perché non si tratta di eventi reali. Senza dargli ulteriori spiegazioni, lo avvisa di non avvicinarsi assolutamente alla camera 237. Trascorrono i giorni e presto la neve rende impraticabili tutti i collegamenti. Nell’albergo deserto, Jack passa le giornate a scrivere il suo romanzo, Wendy a fare i lavori domestici e Danny a fare lunghi giri nell’hotel con il suo triciclo. Con il passare del tempo però la situazione degenera: Jack inizia a diventare scontroso e irascibile a causa della mancanza di ispirazione per il proprio romanzo, mentre in Danny si moltiplicano le visioni inquietanti, dal singolare incontro con le due figlie gemelle di Grady allo scempio dei loro cadaveri. Tony cerca di rassicurarlo, ricordandogli che si tratta di visioni, come le immagini in un libro, e che non gli possono nuocere. Un giorno, però, mentre percorre l’albergo con il suo triciclo, il bambino trova la porta della camera 237 socchiusa, decidendo così di entrarvi. Nel frattempo Wendy viene attirata dalle urla di Jack, il quale narra di avere avuto un incubo in cui ha visto sé stesso uccidere la propria famiglia. Subito dopo Danny ricompare nella sala molto provato e con graffi e segni sul collo: la madre si convince che sia stato Jack e porta il bambino nel suo appartamento, al sicuro dal marito. Jack si sposta nella sala da ballo dell’hotel, dove ha un impossibile incontro con un barista degli anni Venti di nome Lloyd, al quale confida che non ha mai compiuto gesti violenti sui suoi familiari e mai oserebbe farlo. Wendy lo raggiunge, avvisandolo che nell’albergo ci sarebbe qualcuno che avrebbe aggredito il bambino nella camera 237. Jack si reca sul posto, incontrando una giovane donna nuda nella stanza da bagno che gli viene incontro e lo bacia, per poi tramutarsi in un cadavere in stato di decomposizione. A questo punto la mente di Jack vacilla. Egli non è in grado di distinguere le visioni dal reale e si convince di essere bersaglio della sua famiglia, ritenendola causa dei suoi fallimenti. Ritornando nel bar dell’albergo assiste a un party e vi incontra il fantasma di Delbert Grady, il suo predecessore, che gli “conferma” i suoi sospetti, consigliandogli di eliminare i suoi familiari. Dick Hallorann, nonostante si trovi in Florida, ha un contatto telepatico con Danny realizzando l’imminente pericolo. Wendy nel frattempo non ha più dubbi sulla follia di Jack quando scopre che i dattiloscritti del romanzo non sono altro che pagine e pagine di una frase ripetuta all’infinito: «Il mattino ha l’oro in bocca» (nell’originale inglese All work and no play makes Jack a dull boy). In quel momento viene sorpresa dal marito, che, con sguardo folle, sembra incedere minaccioso. Wendy, premunitasi con una mazza da baseball, lo colpisce tramortendolo e lo rinchiude nella dispensa. La donna, in seguito, scopre che la radio e il gatto delle nevi sono stati sabotati dal marito.

Jack Torrance nella famosa scena del film quando pronuncia la frase “Sono il lupo cattivo!” (“Here’s Johnny!” nell’originale)

Jack viene liberato dal fantasma di Grady e si impossessa della scure, con la quale sfonda la porta del loro appartamento. Danny riesce a fuggire da una finestra e Wendy si difende dalla furia di Jack ferendogli una mano con un coltello da cucina. Nel frattempo Dick raggiunge l’albergo con un proprio gatto delle nevi. Jack, sentendolo arrivare, lo raggiunge per ucciderlo, riuscendo nell’intento. La donna scappa alla ricerca del bambino, incappando in alcune presenze terrificanti. Danny, inseguito da suo padre armato, si insinua nel labirinto di siepi, che ha già imparato a percorrere in precedenza, per poi coprire le sue tracce con la neve: così facendo Jack si perde nel dedalo. Danny, incolume, raggiunge sua madre e insieme fuggono via con il gatto delle nevi del cuoco. Il mattino seguente Jack è morto assiderato, in un’inquietante immagine che lo ritrae con gli occhi sbarrati all’insù. Il film si chiude con una carrellata su una foto d’epoca scattata durante la festa di gala del 4 luglio 1921, la quale ritrae tra i partecipanti un Jack Torrance sorridente ed in abito elegante. Regia di Stanley Kubrick Con Jack Nicholson, Shelley Duvall e Danny Lloyd Fonte: WIKIPEDIA

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