Italy

Il governo chiede al Cts altri dati sui territori e valuta chiusure nelle zone a rischio

Una stretta a livello locale nelle zone del territorio nazionale dove l'indice Rt è più alto: è questa l'ipotesi a cui sta lavorando il governo in queste ore prima di decidere se arrivare a misure restrittive di portata nazionale.

Del tema, a quanto si apprende da fonti dell'esecutivo, si sarebbe parlato nella riunione pomeridiana a palazzo Chigi tra Giuseppe Conte, i capi delegazione ed il Cts. Per la giornata di oggi non sono attese decisioni ma Conte e la maggioranza dovrebbero tornate a riunirsi domani.

Il governo, che ha chiesto con urgenza al Comitato tecnico scientifico (Cts) nuovi dati sui territori, si prepara dunque a favorire chiusure mirate sul territorio, in accordo con sindaci e governatori. Ma è al lavoro anche su un nuovo dpcm previsto per lunedì che conterrà provvedimenti più stringenti. A rischio la didattica in presenza. Tuttavia il lockdown totale viene visto solo come soluzione estrema.

Durante l'incontrotra Governo e Cts c'é stato un ampio confronto nel corso del quale gli esperti hanno fornito l'interpretazione ragionata della curva epidemiologica alla luce del rapporto dell'Iss presentato ieri. Sono stati analizzati dettagliatamente lo scenario attuale, i trend della curva, e le varie situazioni di criticità.


Governo a Cts: "Indicazioni per territori con maggiori criticità"

All'esito dell'incontro il Presidente Conte é rimasto in riunione con i soli Capidelegazione per continuare il confronto politico. All'esito di questa seconda riunione il ministro Speranza ha chiesto al Cts di riunirsi e di fornire al governo indicazioni specifiche su quei territori che al momento presentano maggiori criticita' e necessitano di ulteriori misure restrittive rispetto al quadro normativo attuale. Il governo confida di ricevere una risposta da parte del Cts già in serata.


Conte: "A rischio la didattica in presenza a scuola"

"L'impennata dei contagi - ha affermato Conte ospite del festival del Il Foglio - rischia di mettere in crisi anche la didattica in presenza a scuola, ma non è quello il nostro obiettivo, noi vogliamo difendere, speriamo fino alla fine, la didattica in presenza".

Conte: "Valutiamo se intervenire ancora con misure più restrittive"

Il premier aveva annunciato in giornata di aver chiesto ai presidenti di Camera e Senato "di trovare uno strumento, un luogo per confrontarsi in modo celere con il Parlamento. Quindi non solo forze di maggioranza ma anche di opposizione per assumere decisioni rapide".

Una proposta, questa del tavolo di confronto, in realtà lanciata dal Pd, come ha sottolineato a l’Ospite su Sky TG24 il vicesegretario Andrea Orlando: "Ora dal metodo bisogna passare al merito, ci deve essere una disponibilità da parte del governo e della maggioranza a mettere in discussione i provvedimenti se ci sono proposte convincenti delle opposizioni". Ma, ha sottolineato, "è necessario che le opposizioni cambino tono, se si vuol rendere costruttivo quel metodo, parlare di dittatura sanitaria e anti europeismo da comizio non ci farà fare passi in avanti".

"Sono ore di riflessione europea, in altri Paesi ci sono situazioni peggiori, noi dobbiamo capire se anticipare delle mosse" in vista di "un dpcm che sarà più restrittivo, non certo di allentamento", ha spiegato il ministro degli Esteri. E la responsabile del Viminale, al centro in questi giorni di un acceso scontro con Matteo Salvini sui decreti sicurezza, ha chiarito: "Il lockdown è l'extrema ratio".


Anche per il capo della Farnesina è "naturale" in questa crisi tenere aperta una "cabina di regia anche con l'opposizione". Ma ha poi aggiunto "Non credo che, anche coinvolgendo l'opposizione, riusciremo a fermare quella parte minoritaria che fa contestazioni violente. Capisco le proteste, ma due terzi dei Paesi europei perchè è una misura che serve a interrompere la circolazione del virus".
In merito alle manifestazioni di piazza di questi giorni, Lamorgese ha osservato che "non c'è una regia unica, non ci sono evidenze di una strategia unica su tutto il territorio nazionale". Sul tema Conte ha aggiunto: "Fra i cittadini c'è rabbia, ma molti rispettano le regole".
Di Maio ha poi escluso la possibilità di "aprire una crisi di governo" per arrivare a un esecutivo di unità nazionale "in mezzo a una curva di contagi" che continua a salire. "Nella secondo ondata l'Italia deve esser cosciente che è più letale della prima" ed per per questo che "abbiamo bisogno di un governo legittimato che sarà in grado di prendere decisioni rapidamente". E ha giustificato l'uso dei Dpcm in situazioni di emergenza: "Senza Dpcm ogni altro strumento avrebbe bisogno di giorni per essere operativo".

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