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Il tanto 4 a 3 strillato da Salvini con la vittoria in Valle D’Aosta potrebbe rivelarsi quindi un punteggio finale a favore del centrosinistra. La Lega ha vinto, ma anche in Valle d’Aosta non ci sarà con ogni probabilità un governatore leghista

Salvini Val d'Aosta

Matteo Salvini, nel quartier generale di via Bellerio, analizzando con i suoi “colonnelli” l’esito del voto alle ultime regionali, ha cercato di indorare la pillola rivendicando il successo ottenuto dalla Lega in Valle D’Aosta. Qui, il Carroccio, con il 24% dei voti ha eletto undici consiglieri. «Siamo pronti a governare questa splendida terra nel nome dell’Autonomia, del rinnovamento, del lavoro e della bellezza», ha esultato Salvini, per il quale, però, si profila l’ennesima delusione dopo quella, amara, della Toscana dove la Lega aveva candidato Susanna Ceccardi.

Il successone di Salvini in Valle D’Aosta: vince la Lega e governa il PD

La Lega, infatti, con ogni probabilità non governerà neppure la Valle d’Aosta. Qui, infatti, non prevedendo lo statuto della regione autonoma,  l’elezione diretta del presidente (vige ancora il proporzionale), il governatore viene espresso dalla maggioranza che si forma dalle alleanze in consiglio regionale. E nella nuova assemblea i numeri sono dalla parte di Partito democratico e liste autonomiste, Union Valdotaine in cima, che ha preso il 15,8%. Il Pd, che nella precedente legislatura era assente, ha eletto 4 consiglieri regionali (su 35 che siedono nell’assemblea), ma soprattutto è “socio” di quel Progetto civico progressista, uscito dalle urne con il 15,2%. Salvini, invece, non potrà cercare alleanze nel centrodestra: Forza Italia e Fratelli d’Italia, al 5,6, non  raggiungendo la soglia di sbarramento,  rimangono fuori dal Consiglio regionale. Come accade per i Cinque Stelle, inchiodati al 3,9%. Su 12 liste presenti alle Regionali, solo sei hanno superato il quorum.

salvini valle d'aosta

Il 4 a 3 strillato da Salvini (che, alla vigilia della consultazione elettorale vaticinava addirittura un clamoroso 5 a 1 a favore della destra) potrebbe rivelarsi quindi un punteggio finale a favore del centrosinistra. Il segretario dem Nicola Zingaretti, infatti, è stato il primo a cogliere le difficoltà leghiste anche nella piccola regione di confine e a lanciare la proposta agli autonomisti, dichiarando  la «totale disponibilità a dare vita alla giunta anche in Valle d’Aosta: sono possibili diverse maggioranze e siamo pronti a formare un governo con le forze autonomiste per fermare l’ipotesi di un protagonismo delle destre nazionaliste». Anche la Lega prova a corteggiare gli autonomisti, Nicoletta Spelgatti, indicata come presidente dalla Lega in caso di maggioranza che veda coinvolta il Carroccio, si dice «pronta a ragionare con tutte le forze in Consiglio Valle, ad eccezione del Pd e della sinistra con cui siamo incompatibili». Ma sa che il suo è un sogno già destinato al cassetto: «Se le altre forze preferiscono fare giochetti” per mettere la Lega all’opposizione, allora si accomodino e si assumano la responsabilità, sanno a cosa vanno incontro e anzi troveranno una Lega ancora più agguerrita e forte». Salvini ha vinto, ma anche in Valle d’Aosta non ci sarà un governatore leghista.