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In Borsa è il giorno delle 4 Streghe: volatilità in vista

Dopo le parole della Fed, più severe del previsto, i mercati cercano una quadra per affrontare l’estate che potrebbe riservare qualche sgradita sorpresa. Sale il dollaro, tengono sui massimi i listini azionari, oggi alle prese con le quattro streghe, cioè la scadenza in contemporanea di futures e opzioni su indici e azioni, possibile occasione per l’aumento della volatilità, precipitata ai minimi. Ma forse il dato più significativo della congiuntura finanziaria riguarda la spettacolare corsa in Usa a posteggiare la liquidità presso la Fed.

MAXI REVERSE REPO PER WALL STREET. OGGI LE QUATTRO STREGHE

Stanotte, la Banca centrale ha assorbito con i reverse repo ben 756 miliardi di dollari (quasi 300 in più dell’operazione precedente), in arrivo da 70 operatori: la liquidità è così ampia che nessuno sa che farsene, ma la Fed si è piegata a riconoscere un rendimento dello 0,05% per contrastare la discesa dei tassi in terreno negativo. Le tensioni finanziarie contribuiscono a deprimere i listini, che, comunque, si avviano a chiudere senza grossi danni una settimana difficile.

L’indice MSCI Asia-Pacifico, escluso il Giappone, è quasi in parità. L’indice Hang Seng di Hong Kong guadagna lo 0,6%, il Kospi di Seoul lo 0,2%. Le blue chip cinesi cedono lo 0,6%. Nikkei giapponese piatto.

È l’oro la grande vittima della svolta della Fed. I prezzi del metallo giallo sono crollati del 5% in due sedute in seguito ai commenti della Fed. Oggi rimbalzano dello 0,7%, ma il metallo prezioso si avvia verso la settimana peggiore da marzo 2020.

Le maggiori aspettative di inflazione hanno spostato di poco i rendimenti dei titoli del Tesoro USA a lungo termine. Il 10 anni è cresciuto a 1,52% rispetto al minimo della settimana toccato a 1,44%. Il 30 anni rende il 2,11%.

A WAL STRETT DI SCENA IL MEDICO APPLE

Il dollaro è salito ai massimi di oltre due mesi contro l’euro, a 1,191. Il Dollar Index contro un paniere di sei principali valute, si è spinto a 91,9 punti.

La forza della valuta Usa pesa sulle materie prime. Il petrolio ha perso l’1,7% dopo aver toccato il livello più alto dell’anno un giorno prima. Il Brent è sceso sotto i 73 dollari al barile, il WTI sotto i 71 dollari.

Wall Street a più velocità: giù il Dow Jones (-0,62%), piatto l’S&P (-0,04%), in ascesa il Nasdaq (+0,87%).

Gli ultimi dati macro statunitensi hanno mostrato una crescita dell’attività nelle fabbriche e un allentamento dei licenziamenti, nonostante un aumento inaspettato delle richieste di disoccupazione settimanali.

In grande fermento il settore salute. Apple ha messo in cantiere un servizio di telemedicina da attivare con l’Apple Watch. Intanto, la Corte Suprema ha respinto per la terza volta un ricorso contro l’Obama care.

OPERAZIONE BOOM NEL BIOTECH: PIÙ RICERCA MRNA

Non meno importante la maxioperazione nel settore Biotecnologie: Danaher acquisterà Aldevron per circa 9,6 miliardi di dollari in contanti. Aldevron ha circa 600 dipendenti, si occupa di produrre DNA plasmidico, mRNA e proteine, servendo società farmaceutiche e biotecnologiche a scopi di ricerca, clinici e commerciali.

I future sull’indice Eurostoxx 50 stamane sono quasi piatti.

PER LA BCE IL TAPERING È PREMATURO. MA WEIDMANN ATTACCA

Il cambio di tono della Fed, le previsioni rialziste e la possibilità di due interventi sui tassi nel 2023 si sono fatte sentire anche sui listini europei. Il timore di un avvio di tapering prima del previsto ha frenato i bollenti spiriti delle banche, gagliarde nella mattinata, con minor mordente negli ultimi scambi. Eppure, il capo economista della Bce Philip Lane non ha lesinato gli sforzi per sostenere che è prematuro parlare di tapering. La situazione è diversa da quella degli Usa e il mercato del lavoro ci metterà tempo a recuperare. Opposta la visione di Jens Weidmann, capofila dei falchi, che in un’intervista a Handelsblatt ha chiesto alla Bce di porre presto fine al programma degli acquisti Pepp legati all’emergenza economica della pandemia.

Al termine del consiglio della Bce della scorsa settimana era già emerso che tre governatori avevano fatto pressione per una graduale rimozione delle misure espansive.

INFLAZIONE UE AL 2%. PIAZZA AFFARI -0,21%

Eurostat ha confermato che lo scorso maggio il tasso d’inflazione nei Paesi dell’Eurozona è salito al 2% rispetto all’1,6% di aprile e allo 0,1 di maggio 2020. Nell’insieme Ue, l’inflazione è salita al 2,3% contro il 2% di aprile e lo 0,6% di un anno fa.

A fine giornata i listini continentali chiudono contrastati. Milano è in maglia nera, -0,21% a 25.713 punti. Londra cede lo 0,42%, sotto il peso del ribasso dei titoli minerari, mentre il Paese continua a fare i conti con la crescita dei contagi da Covid dovuta alla variante Delta.

CROLLA CUREVAC: -45% IL VACCINO TEDESCO

Tracolla la tedesca biotech Curevac (-45%) ha annunciato che il suo vaccino contro il Covid-19 è risultato efficace solo al 47% in uno studio in fase 3, mettendo in dubbio la potenziale consegna di centinaia di milioni di dosi all’Unione Europea: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto come minimo al 70%.

Avanza Il settore dei viaggi europeo dopo che la Gran Bretagna ha detto di valutare un allentamento delle restrizioni per chi è vaccinato. Iag, controllante di British Airways, Easyjet e Ryanair guadagnano tra il 3,5% e il 4,2%.

Corre il settore bancario (+2,3%). Si avvantaggia la Borsa di Madrid (+0,4%) ricca di titoli bancari. Amsterdam +0,19%.

OGGI DEBUTTA ARAMIS, L’USATO DI STELLANTIS

Francoforte +0,09%, Parigi +0,21%. Oggi debutta a 23 euro l’Ipo di Aramis, la società dell’auto di seconda mano controllata da Stellantis.

DI NUOVO SOPRA 100 LO SPREAD

Decisamente negativo il secondario dei Btp. Il rendimento del decennale aprile 2031 evidenzia un rialzo di circa 4 punti, spingendosi fino a 0,81%, dopo essere sceso giovedì scorso sotto la barriera di 0,7%.

Lo spread fra Btp 10 anni e Bund di pari durata risale a 101 punti base (+3,31%).

AMPLIFON E FERRARI RIMBALZANO A MILANO

Piazza Affari ha terminato le contrattazioni sotto la parità. Tra i titoli migliori di giornata svettano Amplifon (+1,82%) e Ferrari (+1,92%), in ripresa dopo le vendite seguite al downgrade di Goldman Sachs. Positivi anche Stm (+1,19%) e Nexi (+1,04%).

LE BANCHE FRENANO NEL FINALE. TIENE UNICREDIT

Vivaci i titoli bancari, pur in netta frenata nelle ultime battute: Unicredit chiude a +0,5% (da +2% a metà seduta). Intesa Sanpaolo +0,27%. In rosso Banco Bpm (-0,4%) e Bper (-0,73%).

In terreno positivo Generali (+0,55%), sotto di un punto Unipol.

Sofferenti invece i petroliferi, con il greggio che ritraccia dopo i rally degli ultimi giorni: Tenaris perde il 2,24%, Saipem l’1,88%, Eni lo 0,86%. Maire Tecnimont -1,3%.

La prospettiva dell’aumento dei tassi pesa sulle utility: Enel -1,63%, Italgas -0,7%.

Realizzi su Diasorin, in flessione dello 0,9%. Giù anche Prysmian (-1,7%).

CORRE ANCORA TOD’S: +95% DA INIZIO ANNO

Fuori dal paniere non conosce sosta la corsa di Tod’s, che ha messo a segno un altro +5%, sopra 55 euro, che si aggiunge al +6,5% di mercoledì. Da inizio anno il titolo è cresciuto del 95%.

Frena nel finale Danieli (-0,6%) partita forte ieri dopo la commessa ottenuta dal gruppo ucraino Metinvest per la fornitura di un impianto in grado di produrre 1,6 milioni di tonnellate di coils laminati a freddo. Secondo il broker Equita si tratta di una “commessa di grande dimensione per la divisione plant-making in Ucraina”.

Da segnalare Ovs (-0,82%) in scia ai risultati del primo trimestre, tra cui spicca un Ebitda di 5,7 mln euro in crescita del 116,7% rispetto allo stesso periodo del 2020.

IN ORBITA ATON GREEN, DODICESIMA MATRICOLA DELL’AIM

Sotto i riflettori Aton Green Storage, pmi che opera nel mercato dell’ingegnerizzazione e produzione di sistemi di accumulo per impianti fotovoltaici, che ieri ha debuttato all’ Aim con un balzo del 59,50%. Il titolo ha chiuso a quota 6,38 euro rispetto ai 4 euro del collocamento. Il flottante al momento dell’ammissione è del 33,33% e la capitalizzazione è pari a 30 milioni. Si tratta della dodicesima ammissione da inizio anno sul mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese e porta a 145 il numero delle società attualmente quotate su Aim.

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