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Inter, serve Kanté per l’equilibrio giusto, la strada per arrivarci

Lo scorso campionato solo due volte l’Inter ha subito tre gol: nelle due partite con il Sassuolo. I nerazzurri chiusero con la miglior difesa della serie A, appena 36 reti subite. La vittoria all’esordio contro la Fiorentina è stata una sintesi eccessiva dei pregi e dei difetti della nuova squadra di Antonio Conte: più qualità e troppi rischi. Il successo ha certificato l’utilità di una panchina lunga e di livello, non ha però coperto i problemi di una difesa inedita, da registrare. «Per fare un grande campionato serve equilibrio e noi contro la Fiorentina siamo stati squilibrati. Stiamo lavorando sull’aspetto difensivo, a volte abbiamo attaccato con fin troppi uomini, come i centrocampisti centrali, lasciando spazi alle ripartenze», l’analisi cruda di Conte.

Smalling per Skriniar

Impossibile segnare sempre quattro gol, dietro bisogna tenere. Non bastano l’assenza di De Vrij, il debutto di Kolarov e l’inedito di Bastoni centrale a spiegare le difficoltà di un reparto che in settimana potrebbe perdere anche Skriniar, avviato verso il Tottenham che dovrebbe pagare circa 45 milioni lo slovacco. Se Skriniar parte a sostituirlo potrebbe essere l’ex della Roma, Smalling.

Il nodo del centrocampo

Il punto però è il centrocampo. Conte l’ha detto, «abbiamo attaccato con fin troppi uomini». In mezzo Barella e Gagliardini sono gli unici incontristi puri. Non lo è Brozovic, peraltro in partenza, né gli altri. Diventa vitale per l’Inter, per completare il reparto, arrivare a Kanté. Il tecnico del Chelsea, Frank Lampard ha aperto alla cessione. «Ci sono molti rumors e bisogna valutare il singolo caso per trovare una soluzione che possa accontentare il calciatore, me e la società».

Missione Kanté

Lo sbarco di Kanté è legato alla cessione di Skriniar, cui devono però aggiungersi altre uscite. Vecino potrebbe andare al Napoli, Nainggolan e Eriksen aspettano una chiamata, Brozovic pure. Si sta componendo il puzzle per arrivare al centrocampista francese del Chelsea, un rinforzo cui Conte tiene molto.

Qualità in panchina

L’allenatore ha attinto a piene mani dalla panchina per ribaltare il match contro la Fiorentina. Nelle 18 partite (campionato e coppe) post lockdown della scorsa stagione, Gagliardini è stato titolare 16 volte, l’altra sera è rimasto in panchina senza entrare. Segno di una più ampia disponibilità per l’Inter. Poter inserire nel giro di quindici minuti Sensi, Hakimi, Vidal, Nainggolan e Sanchez (QUI: l’analisi di Sconcerti sui cinque cambi) significa avere un’ulteriore batteria di titolari da spendere: una superiorità con cui marcare la differenza, soprattutto contro le squadre medie e piccole. Una riserva dorata da sfruttare e da completare con un ultimo innesto per il grande salto.

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