Il video dell’orso che lo insegue ha fatto il giro del web. Alessandro fortunatamente ne è uscito senza neanche un graffio ed oggi ha raccontato la sua singolare avventura al giornale L’Adige.it. Domenica il bambino era in montagna, poco sopra Malga Prà da Giovo, sulla Contra, nel comune di Sporminore, con sua mamma Elisabetta e il compagno Loris, oltre ai nonni materni (Maurizio e Teresa) e gli zii Giuseppe e Federico. “Sono stato io a chiedere di prendere il telefono e fare un video” racconta Alessandro, che stava raccogliendo gemme di mugo quando si è trovato di fronte all’orso, ad una distanza di circa due metri.

Alessandro, cosa hai pensato in quel momento?

«Non saprei dire, ma non ho avuto paura».

Non ne hai avuta?

«No. Ho visto che non era aggressivo».

E cosa hai fatto quando te lo sei trovato davanti?

«Mi sono girato piano e ho chiesto a Loris di fare il video».

In montagna ci tornerai di sicuro.
Con quale spirito, dopo questo incontro?

«Con la voglia di rivederlo».

Ci sono tante persone che hanno paura degli orsi. Dicono che non avrebbero dovuto riportarli sulle montagne del Trentino.
Tu che ne pensi?

«Io dico che sono le persone che danno fastidio agli orsi. Loro sono animali e hanno paura di noi. Le persone si comportano male. Se incontrano questi animali reagiscono in modo non corretto: fanno movimenti che non vanno bene, guardano l’orso negli occhi, urlano. Tutte cose sbagliate».

Tu sai cosa bisogna fare se si incontra un orso?

«Bisogna indietreggiare con calma. Bisognerebbe parlargli a bassa voce. Se diventa un po’ aggressivo ci si deve inginocchiare e coprirsi il collo».

E se diventa molto più aggressivo?

«Devi provare a “farti grande”».

Cosa vuol dire che devi provare a “farti grande”?

«Afferrare un bastone, cercare di spaventarlo».

Dove le hai imparate queste cose?

«Ho visto dei video e poi me ne ha parlato mio papà Manuel».