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L'isolamento di nonna Licia: "Quando finirà tutto, il mondo sarà migliore"

"Meno male che è arrivata questa telefonata, mi dà carica". Un weekend un po’ moscio quello di Licia Fertz, per gli amici di Instagram Nonna Licia, modella e influencer a 90 anni. Lei, come tutti gli italiani, si è messa in isolamento insieme al nipote Emanuele, sua moglie e i loro cani Rio, Isola e Camilla. Le sue giornate sono cambiate un po’ da quando c’è il coronavirus. "Mi sto un po’ impigrendo. Prima alle sei e mezza ero già in piedi: facevo uscire i cani in giardino, mi preparavo, verso le 7.30-8:00 meditavo con Emanuele, facevo colazione e poi mi dedicavo ad altro". Ed erano attività sempre diverse: c’era il giardinaggio, la spesa, il contatto umano. Ora, invece, le giornate sono tutte uguali. Per fortuna c’è ancora Instagram. "E pensare che tutto è iniziato per gioco", esclama Nonna Licia.

In che senso? Raccontaci...

"Già, diciamo che per un certo periodo avevo rinunciato a vivere. Per 10 anni il mio unico interesse è stato quello di stare vicino a mio marito, Aldo. Era malato. Avevo messo da parte tutto, amicizie comprese. Poi un giorno mio marito è andato all’altro mondo e io mi sono sentita inutile. Anzi mi sono sentita un peso per la società. Ho iniziato a non curarmi più, non voler mangiare e uscire. Emanuele, mio nipote, se ne è accorto e allora ha iniziato a coinvolgermi in mille attività. All’inizio rispondevo che non avevo voglia, fin quando ho ceduto. Ho ripreso a uscire. Mi ha fatto fare il giro di tutte le pizzerie di Viterbo. E la cosa mi è piaciuta. Allora abbiamo dovuto trovare un altro hobby: la fotografia".

Qual è stato il primo approccio con Instagram?

"Emanuele aveva comprato una macchina fotografica nuova e con questa scusa ha chiesto se poteva farmi una fotografia. E io mi sono meravigliata, con tutto quello che avrebbe potuto fotografare che avesse scelto proprio me. Poteva fare una foto ai cani, al giardino. Ma lui voleva me, perché io avrei potuto esprimere un giudizio sincero su come fosse venuta. Io non lo sapevo, dopo averla scattata, ha messo la foto su Instagram ed è piaciuta un sacco. Persone sconosciute avevano commentato il post con delle belle parole che mi hanno ridato la vita. Allora ho capito che il mio pensiero di "andarmene" era assurdo".

Con il tempo sono arrivati milioni di commenti positivi e sei diventata un'influencer. Quindi cosa fai? Quanto tempo dedichi al tuo lavoro durante la tua giornata?

"Per mestiere cerco di dare sempre messaggi belli, chiari. Sono contro le discriminazioni. Al lavoro dedico in media un paio d’ore. Dipende dalla giornata".

Ora il tempo da destinare alle attività social è decisamente aumentato...

"Sì. La vita è cambiata a tutti. Anzi rispetto agli sconvolgimenti che hanno subito i giovani, che hanno rinunciato a uscire, allo sport, al lavoro, non dovrei minimamente lamentarmi. Io basta che faccio una telefonata e c’è chi mi porta la spesa a casa, permettendomi di rimanere in quarantena e proteggermi"

Sei un po’ spaventata per il coronavirus, visto che gli over 70 sono un pochino più vulnerabili?

"Questa pandemia disgraziata, dove passa miete! Ora qui in zona (Viterbo, ndr) sembra vada un po’ meglio. Quando viene tolta la libertà, tutti ne risentono. Normalmente capita di non voler uscire e stare in casa, ma è una tua scelta. Quando c’è un divieto è la vera volta che vorresti fare il contrario. Io rispetto le regole, sto in casa, e non sono troppo preoccupata per me. Ma in giro ci sono ancora degli irresponsabili che uscendo potrebbero protrarre lo stato delle cose. Chi non è abituato al sacrificio potrebbe prendere decisioni sbagliate. Noi vecchietti, che abbiamo vissuto una guerra, abbiamo conosciuto il sacrificio. C’era il coprifuoco, i bombardamenti, ma tra un’esplosione e un’altra potevi uscire. Mantenevi un senso di libertà. Ora è peggio, perché stiamo combattendo contro un nemico invisibile che può attaccare chiunque. Anche i giovani".

Come sarà il mondo quando finirà tutto questo?

"Beh, migliore di prima! Tanti egoismi cesseranno. Ci sarà più comunicazione con il prossimo. Saremo più responsabili, perché le batoste servono a migliorarsi. Bisognerà, però, rimboccarsi molto le maniche, perché ora il lavoro è in crisi, l’Italia è in ginocchio. Serviranno degli aiuti da parte del Governo. Ma io penso che lo Stato sia sempre presente. Me lo auguro…Comunque ti devo chiedere scusa!"

Per cosa Nonna Licia?

"Per questo continuo abbaiare. È Camilla, il cane più piccolo. È un po’ prepotente. Eppure ha una sensibilità unica. Lei era innamorata del cane che avevamo prima, un pastore maremmano. Quando è morto l’ha vegliato tutta la notte. Ci ha commosso. Non capisco proprio chi abbandona e maltratta gli animali. Queste persone sono la vergogna del Paese, sicuramente trattano male anche i loro simili. Vi prego non abbandonate i vostri amici a quattro zampe, sono una grande compagnia. Basta guardarli negli occhi per capire quanto affetto possono darti".

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