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L'odore del rischio, il profumo del premio e quegli strani eventi che paralizzano i mercati

Naturalmente il fenomeno della selezione avversa è molto più generale e diffuso ma l'analisi del caso delle auto usate è comunque molto istruttivo. Ora proviamo ad immaginare un mercato dove, come è plausibile che sia, solo i possessori delle auto in vendita conoscono in maniera precisa la qualità della loro auto, quanta manutenzione hanno fatto nel corso della sua vita, le parti eventualmente sostituite, gli incidenti patiti, etc., e immaginiamo anche che non ci sia modo di trasmettere tali informazioni ai potenziali acquirenti in maniera credibile. Del resto, mentre tutti i venditori avrebbero interesse a dire che la propria auto è di alta qualità, sia i possessori di auto effettivamente di alta qualità che quelli di auto di bassa qualità, nessun venditore avrebbe interesse a dire che la sua auto è scadente. Questo fatto crea una nebbia comunicativa che confonde la qualità dell'informazione trasmessa e la rende “cheap talk”, niente più che parole vuote che nessun potenziale acquirente dovrebbe razionalmente tenere in considerazione.

Mentre i proprietari delle auto, dunque, ne conoscono il vero valore, i potenziali acquirenti conoscono solo il valore medio delle auto presenti sul mercato. Possono essersi fatti un'idea leggendo riviste specializzate o chiedendo agli amici più esperti. Di fatto, però, non è possibile conoscere il valore preciso di quella singola auto posta in vendita da quel singolo proprietario. Alla meglio si conosce il valore medio. Immaginiamo che un'auto di buona qualità valga 10.000 euro e una di bassa qualità, invece, solo 5.000.

Per renderci la vita semplice immaginiamo che nel particolare mercato che stiamo analizzando ci siano solo queste due tipologie di auto distribuite uniformemente: la metà sono buone, l'altra metà scadenti. In una situazione di questo tipo un venditore di auto buone non accetterà mai un prezzo inferiore a 10.000, mentre quello di un'auto scadente sarebbe disposto ad accettare qualunque offerta superiore a 5.000. Quanto dovrebbe offrire a questo punto un potenziale acquirente? Per tutti i prezzi inferiori a 5.000 nessuno sarà disposto a porre in vendita la sua auto; quando le offerte raggiungono i 5.000 arriveranno sul mercato le auto di bassa qualità. Supponiamo che io sia interessato però ad un'auto di alta qualità, potrei anche voler alzare l'offerta. Fino a quanto? Ho adocchiato per esempio, un'auto che mi sembra buona e per la quale sarei disposto a spendere 10.000 euro; so, però, che c'è il 50 per cento di probabilità che sia un bidone che ne vale al massimo 5.000. Per questo il prezzo massimo che sono disposto a offrire è quello tarato sul valore medio delle auto presenti nel mercato e, cioè, 7.500 euro. Supponiamo che di fare un'offerta a questo prezzo massimo. Chi sarà disposto a vendere? Solo i proprietari di auto scadenti. Perché allora non offro più di 7.500 euro? Perché a quel prezzo, mediamente, gli acquirenti andrebbero in perdita. Ma fin tanto che le offerte non raggiungono i 10.000 euro, le auto di buona qualità che i venditori vorrebbero vendere ad un prezzo giusto e che, simmetricamente, almeno una parte dei compratori vorrebbero acquistare, rimangono invece nelle rimesse, invendute.

La presenza di informazioni nascoste sulla qualità fa sì che il mercato fallisca impedendo l'incontro tra domanda e offerta e l'inverarsi di scambi mutuamente vantaggiosi da entrambi i lati

Ecco la selezione avversa: la presenza di informazioni nascoste sulla qualità fa sì che il mercato fallisca impedendo l'incontro tra domanda e offerta e l'inverarsi di scambi mutuamente vantaggiosi da entrambi i lati. Se, addirittura, immaginiamo che la qualità delle auto sia molto variabile e che possa essere misurata in una scala continua da zero a cento, è possibile dimostrare che alla fine verrebbero scambiate solo auto di qualità pari a zero, dei veri e propri catorci – i “lemons” di Akerlof – ad un prezzo pari a zero. La conclusione del modello, infatti, prevede la completa implosione del mercato che si congela e smette di funzionare.

La ragione fondamentale, in conseguenza dell'asimmetria informativa, è che la qualità del bene è correlata al prezzo di mercato, ma questa qualità, benché si sappia che è variabile, non è, al contempo, verificabile. Non si possono vendere allo stesso prezzo beni di qualità differenti. Si potrebbe obiettare che ci sono caratteristiche delle auto, la marca, l'anno di costruzione, il chilometraggio, che possono segnalarne la qualità. Questo è vero, naturalmente, ma questo fatto non risolve il problema; lo sposta solamente ad un altro livello. Come distinguere, infatti, tra tutte le Fiat 500 costruite nel 2010 con meno di 100.000 km, quelle buone da quelle più scadenti?