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La direttrice Unicef: «Incalcolabili i costi della pandemia sui bimbi»

Abbiamo sottovalutato le conseguenze del Covid-19 sui giovanissimi?

Il costo per i bimbi e le famiglie sar incalcolabile, soprattutto con il rischio di varianti e l’impatto su economia ed istruzione, salute e benessere mentale dei bambini. La vaccinazione nei Paesi a basso reddito ancora in ritardo, in gran parte a causa dell’indisponibilit di dosi. Accogliamo con favore l’impegno dei leader del G7 ad accelerare l’introduzione di vaccini sicuri, efficaci, accessibili e convenienti per i Paesi pi poveri, con l’obiettivo di porre fine alla pandemia nel 2022. un passo importante nella giusta direzione. Tuttavia, il tempo essenziale. L’Unicef e le molte organizzazioni coinvolte nella distribuzione hanno bisogno di scadenze chiare per fornire i vaccini a Paesi con scarse infrastrutture sanitarie.

In che modo la pandemia rallenta l’Obiettivo di sviluppo sostenibile (Sdg4) dell’Onu: “Istruzione per tutti”?

Siamo profondamente preoccupati per l’impatto della pandemia sull’istruzione. Nell’ultimo decennio, sono stati compiuti progressi importanti, in particolare per le ragazze. Tuttavia, nel 2018 circa 260 milioni di bambini non andavano ancora a scuola. Pi della met dei bambini e degli adolescenti di tutto il mondo non soddisfano gli standard minimi di competenza in lettura e matematica. Nel 2020, con la diffusione del Covid-19, la chiusura delle scuole ha colpito oltre il 91% degli studenti. Ad aprile 2020, quasi 1,6 miliardi di bambini e giovani non andavano a lezione. E quasi 264 milioni di bambini che fanno affidamento sui pasti scolastici avevano bisogno di cercare altre fonti per la nutrizione quotidiana. Mai prima d’ora cos tanti bambini hanno lasciato la scuola allo stesso tempo, interrompendo l’apprendimento e sconvolgendo la propria vita. Le conseguenze possono essere devastanti. I bambini sono pi esposti alla violenza fisica ed emotiva. La loro salute mentale compromessa. Sono pi vulnerabili al lavoro minorile e agli abusi sessuali e hanno meno probabilit di uscire dal ciclo della povert. Gli scolari pi emarginati — ragazze, rifugiati, disabili, chi vive in povert o appartiene a minoranze etniche — hanno maggiori probabilit di perdere l’istruzione poich non riescono a seguire le lezioni da casa.

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L’educazione delle ragazze ancora una priorit?

Sono le vittime nascoste della pandemia. La chiusura delle scuole e altre misure anti-contagio hanno tagliato fuori milioni di ragazze e giovani donne dall’apprendimento di qualit, dalle vaccinazioni di routine e dalle diete nutrienti. Anche a scapito della loro sicurezza.

Quale ruolo ha l’Unicef in questa crisi pandemica?

Abbiamo distribuito dispositivi di protezione individuale, aiutato i bambini a continuare l’apprendimento e fornito servizi essenziali, sanitari, nutrizionali e di protezione ai pi vulnerabili. Inoltre, l’Unicef ha svolto un ruolo chiave nel lancio dei vaccini. Stiamo firmando accordi di fornitura con produttori, collaboriamo con le compagnie aeree per il trasporto... Anche prima del Covid-19, l’Unicef era il pi grande acquirente di vaccini al mondo e parte del lavoro che abbiamo iniziato anni fa per sviluppare catene del freddo nei Paesi vulnerabili per l’immunizzazione di routine, sta dando i suoi frutti anche con i vaccini Covid.

Agli Edd ha parlato di acqua, igiene e innovazione ...

L’acqua fondamentale per ogni aspetto della vita dei bambini: la loro sopravvivenza, la salute, l’alimentazione e l’istruzione. Quando non disponibile, gli effetti sono devastanti. Negli ultimi 20 anni, miliardi di vite sono state trasformate dall’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari ma il mondo ancora drammaticamente fuori strada e la pandemia ha ulteriormente rallentato i progressi. In questo contesto, l’innovazione diventata uno strumento fondamentale.

Una famiglia italiana su 3 non ha potuto sostenere la didattica a distanza...

Fino allo scorso anno la connettivit era considerata un lusso. Ma poich la pandemia ha provocato la chiusura globale delle scuole e il collasso dei sistemi sanitari, la met dell’umanit che era connessa stata in grado di continuare a lavorare, apprendere, comunicare con i propri cari, accedere ai servizi online di cui aveva tanto bisogno, mentre l’altra met stata lasciata indietro. L’Unicef ha pubblicato un rapporto secondo cui almeno un terzo degli scolari del mondo – 463 milioni di bambini – non stato in grado di accedere all’apprendimento a distanza di alcun tipo. Non solo online, ma anche forme di educazione che utilizzano l’istruzione radiofonica o televisiva. Due terzi degli scolari del mondo non hanno accesso a Internet nelle loro case. Questo ha spostato la discussione, dalla connettivit come un “lusso” a un “must have”. Stiamo lavorando con partner del settore pubblico e privato per sfruttare la tecnologia digitale, reimmaginare l’istruzione e saltare nel futuro.

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