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La storia più commovente delle Olimpiadi: l’atleta rifugiato in lacrime dopo la caduta

James Chiengjiek ha finito la sua gara degli 800 metri alle Olimpiadi in lacrime, per l’ultimo posto ottenuto a causa di una caduta. L’atleta rifugiato è apparso inconsolabile: “Volevo fare qualcosa di importante per attirare l’attenzione sulla situazione di milioni di persone”.

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James Chiengjiek è scoppiato a piangere dopo aver tagliato il traguardo degli 800 metri. Quelle dell'atleta della squadra olimpica dei rifugiati, non sono lacrime di gioia ma di disperazione, dopo la caduta che gli ha impedito di gareggiare come avrebbe voluto, facendogli chiudere la gara all'ultimo posto. Il corridore originario del Sud Sudan ha comunque vinto una medaglia virtuale, quella di chi ha apprezzato i suoi sforzi e la sua capacità ancora una volta di rialzarsi, per portare a termine la competizione.

James Chiengjiek, atleta rifugiato alle Olimpiadi di Tokyo

James Chiengjiek è arrivato alle Olimpiadi di Tokyo con grandi aspettative. Nato nell'attuale Sud Sudan, il classe 1992 è sfuggito in giovanissima età dalla guerra civile scoppiata nel suo Paese, in cui aveva perso la vita suo padre. Approdato in Kenya in un campo profughi, James ha iniziato a correre, dimostrandosi un talento, fino a quanto grazie al sostegno dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati ha iniziato la formazione nella Tegla Loroupe Peace Foundation. Dopo l'esordio alle Olimpiadi di Rio, l'atleta ha rappresentatola squadra dei rifugiati anche alle Olimpiadi di Tokyo.

La caduta e le lacrime di James Chiengjiek negli 800 metri

James Chiengjiek si è presentato alla partenza degli 800 metri in grande forma, ma purtroppo per lui dopo un contatto accidentale con un avversario è caduto. Nonostante tutto il rifugiato non si è perso d'animo e si è rialzato. La gara purtroppo è risultata compromessa, ma James con uno spirito olimpico eccezionale ha trovato comunque la forza di finire la gara, tagliando il traguardo per ultimo. Subito dopo ecco le lacrime di scoramento per lui che aveva sognato ben altro esito. Queste le sue parole nell'immediato dopo-corsa: "Volevo fare qualcosa di importante per attirare l'attenzione sulla situazione di milioni di persone".

Nonostante tutto, l'immagine delle sue lacrime e quelle della sua grande forza d'animo hanno fatto il giro del mondo, con tifosi e appassionati che gli hanno riconosciuto un meritato tributo. Per lui nessuna medaglia fisica, ma tante medaglie virtuali: premiati il suo coraggio, la sua sensibilità e la sua capacità di non mollare mai, e di rialzarsi ancora una volta.

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