This article was added by the user Anna. TheWorldNews is not responsible for the content of the platform.

Le ambiguità di Salvini e Meloni sulla pandemia sono costate le elezioni comunali alla destra

La destra ha perso le elezioni sul territorio. Il voto alle amministrative, che oggi possiamo analizzare a 360 gradi alla luce dei risultati dei ballottaggi in città chiave, come la Capitale, sancisce la vittoria delle coalizioni del centrosinistra. Che su 6 capoluoghi di Regione, vincono in 5. Risultati schiaccianti a Bologna, Milano, Napoli e vantaggio di circa 20 punti percentuali ai ballottaggi sia a Roma che a Torino. Alla fine il centrodestra riesce a tenere solo Trieste, città protagonista delle proteste No Green Pass di questi giorni. Un dato che pesa anche a livello nazionale e che lascia in eredità qualche spunto di riflessione sullo stato di salute del centrodestra.

Vediamo prima un po' di numeri. Nei Comuni chiamati alle urne con più di 15 mila abitanti il centrosinistra, dove si è presentato in solitaria, ha trionfato in 42: in altri 16, dove era spalleggiato dal Movimento Cinque Stelle, ha vinto ugualmente. I pentastellati, da soli, si sono affermati in 6 Comuni, anche se in nessun capoluogo. I Comuni andati a sindaci di centrodestra sono invece 30. Infine, i candidati civici hanno prevalso in 18 Comuni.

Le somme a livello nazionale, chiaramente, si tirano guardano ai risultati nelle grandi città. I capoluoghi al voto erano 20: da oggi 15 risultano a guida centrosinistra (che ne ha guadagnati 7), 4 di centrodestra (che ne ha invece persi 3) e 1 rimane al Centro. Al di là di chi ha vinto e chi ha perso, bisogna poi considerare chi non si è nemmeno classificato. Il Movimento Cinque Stelle, che ha ceduto l'amministrazione nelle due grandi città che governava, sia a Roma che a Torino.

Ci sono molte dinamiche dietro questi risultati. Che, per prima cosa, sono impossibili da analizzare al netto della pandemia. Le strategie, più o meno conclamate, che hanno adottato le diverse forze politiche rispetto all'emergenza sanitaria ed economica hanno ricevuto il verdetto dei cittadini in questa tornata elettorale. E l'ambiguità con cui Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sono posti a fronte di No Vax, No Green Pass e chi più ne ha più ne metta, alla fine non ha premiato. Segno, forse, che quell'elettorato che sembravano aver paura di perdere quando non volevano prendere posizioni chiare sulla campagna vaccinale, sulla necessità delle restrizioni o sui rischi del "liberi tutti", non era poi così corposo come si credeva.

Ambiguità che, almeno per quanto riguarda la Lega, è sempre più velata da quando il partito di Salvini siede in maggioranza. E prende decisioni, a livello politico, non sempre in linea con la posizione espressa ai comizi o sui social. Quella di rientrare nel perimetro del governo, poi, è stata una scelta che nei sondaggi politici sembra aver fatto perdere terreno al Carroccio rispetto agli alleati di Fratelli d'Italia: un'altra ragione da tenere a mente quando si considera la disfatta del centrodestra. Infatti i candidati presentati, spesso quasi sempre dei perfetti sconosciuti nelle comunità di cui aspiravano a diventare primi cittadini, sono stati il risultato di un compromesso impossibile tra due forze politiche che, nonostante l'alleanza nella coalizione, al suo interno infiammano la contesa per il primato. Risultato? Gli unici scenari rilevanti a livello nazionale in cui il centrodestra è riuscito a vincere, tra le amministrative e le regionali in Calabria, si sono affermati candidati politici: di Forza Italia, però. I civici, su cui sono ricadute le nomine nelle città più importanti per non rendere ancora più complicate le tensioni interne al centrodestra, si sono rivelati invece un fallimento.

Insomma, chiaramente, è difficile inquadrare in modo nitido una sola ragione dietro il risultato elettorale. E, altrettanto chiaramente, non è solo il modo in cui è stata affrontata la pandemia ad aver guidato gli elettori nel voto. Ma il quadro che emerge non premia sicuramente le forze politiche che durante la ripartenza si sono distinte per ambiguità e confusione, mettendo spesso al primo posto interessi di parte e calcoli politici invece che pensare agli interessi di tutta la comunità in una fase che continua ad essere delicatissima.