Italy

Le regole per andare alle terme nella fase 2: 4 mq di acqua a testa

Dopo il tre giugno riapriranno anche strutture termali e centri benessere, ma sarà necessario "prevedere il contingentamento degli accessi nei locali per mantenere il distanziamento interpersonale di almeno 2 metri in tutti gli ambienti chiusi, salvo gli appartenenti allo stesso nucleo familiare, conviventi, persone che occupano la stessa camera o che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale". È quanto si legge nell'integrazione alle linee guida per la fase due preparata dalle regioni. Occorrerà – si legge nel documento visionato dall'AGI – "inibire l'accesso ad ambienti altamente caldo-umidi (es. bagno turco) e alla sauna". "Potrà essere consentito l'accesso a tali strutture – si sottolinea – solo se inserite come servizio esclusivo per le camere per gli ospiti". Per i clienti l'uso della mascherina sarà obbligatorio nelle zone interne di attesa "e comunque secondo le indicazioni esposte dalla struttura". Per quanto riguarda i trattamenti inalatori, relativamente alle terapie inalatorie ricomprese nei Lea, "occorrerà rispettare le seguenti misure: tutte le terapie dovranno essere effettuate nel rispetto delle distanze interpersonali (da garantire anche con l'occupazione alterna delle postazioni); le postazioni dovranno essere sanificate accuratamente tra l'erogazione della prestazione a un paziente e il successivo, definendo protocolli di verifica dell'efficacia della sanificazione". Inoltre i locali devono essere dotati di "efficiente ricambio d'aria". Vengono "inibiti i trattamenti inalatori in forma collettiva, l'antroterapia in stufa o grotta, le inalazioni a getto di vapore, a meno che lo stabilimento disponga di postazioni singole isolate e si provveda alla sanificazione completa dell'ambiente fra un paziente e il successivo".

Misurazione della temperatura prima di accedere a strutture termali

In anticipo rispetto alla riapertura dei centri e dell'erogazione delle prestazioni termali, è necessario – si legge nel documento messo a punto dalle regioni – eseguire adeguate opere di prevenzione e controllo del rischio di contaminazione del sistema idrico (per evitare, per esempio, il rischio di contaminazione da Legionella). "Prima dell'accesso alle strutture termali o centri benessere – questa la premessa -, potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l'accesso in caso di temperatura di 37,5° C. Per i pazienti, la misurazione viene effettuata nel corso della visita medica di accettazione". L'obiettivo principale è quello di "regolamentare i flussi negli spazi comuni, di attesa e nelle varie aree del centro per favorire il rispetto del distanziamento interpersonale di almeno 1 metro", "privilegiare l'accesso alle strutture e ai singoli servizi tramite prenotazione", dotando "l'impianto/struttura di dispenser con soluzioni idroalcoliche per l'igiene delle mani" ed eliminando "la disponibilità di riviste e materiale informativo di – si legge nel documento – uso promiscuo".

Mascherine obbligatorie al chiuso

Gli ospiti di queste strutture "devono sempre indossare la mascherina nelle aree comuni al chiuso, mentre il personale è tenuto all'utilizzo della mascherina sempre in presenza dei clienti e comunque in ogni circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro". Occorrerà "organizzare gli spazi e le attività nelle aree spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro". Bisognerà "regolamentare la disposizione delle attrezzature (sedie a sdraio, lettino) attraverso percorsi dedicati in modo da garantire la distanza di almeno 1,5 metri tra le attrezzature e favorire un distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare o conviventi. Le attrezzature vanno disinfettate ad ogni cambio di persona o nucleo familiare". "L'utente dovrà accedere al servizio munito di tutto l'occorrente, preferibilmente fornito dalla stessa struttura. Per tutte le attività nei diversi contesti prevedere sempre l'utilizzo del telo personale per le sedute". Ed ancora: "Dovrà essere perseguito il maggiore distanziamento possibile tra eventuali ombrelloni previsti per il solarium e per le distese dedicate e, comunque, nel rispetto del limite minimo di distanza tra ombrelloni della stessa fila e tra file che garantisca una superficie minima ad ombrellone di 10 metri quadri a paletto". "Non è consentito comunque il consumo di alimenti negli ambienti termali o del centro benessere che non consentano un servizio corrispondente a quello previsto per le attività di ristorazione". Per tutti gli ambienti chiusi bisognerà "favorire il ricambio d'aria negli ambienti interni".

La distanza di sicurezza in piscina: 7 metri quadri per chi nuota

Per quanto concerne i trattamenti alla persona (per esempio fango-balneoterapia, massoterapia) "l'operatore e il cliente, per tutto il tempo in cui, per l'espletamento della prestazione, devono mantenere una distanza inferiore a 1 metro devono indossare, compatibilmente con lo specifico servizio, una mascherina a protezione delle vie aeree. In particolare per i servizi che richiedono una distanza ravvicinata, l'operatore deve indossare la visiera protettiva e mascherina FFP2 senza valvola" e "procedere ad una frequente igiene delle mani". "E' consentito – si legge ancora nel documento preparato dalle regioni – praticare massaggi senza guanti, purché l'operatore prima e dopo ogni cliente proceda al lavaggio e alla disinfezione delle mani e dell'avambraccio e comunque, durante il massaggio, non si tocchi mai viso, naso, bocca e occhi. Tale raccomandazione vale anche in caso di utilizzo di guanti monouso". Il cliente deve indossare una mascherina a protezione delle vie aeree durante il trattamento e provvedere a corretta igiene delle mani prima di accedere e al termine del trattamento". Regole rigide per le piscine termali: intanto bisognerà prevedere un piano di contingentamento degli accessi. "La densità di affollamento in vasca è calcolata con un indice di 7 mq di superficie di acqua a persona per le piscine dove le dimensioni e le regole dell'impianto consentono l'attività natatoria; qualora non sia consentita l'attività natatoria, è sufficiente calcolare un indice di 4 mq di superficie di acqua a persona", si legge ancora nel documento.

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