Italy

Livorno, si oppone a Gay pride: minacce e insulti ad esponente di Fdi

Pesanti insulti e minacce di morte sono arrivate a Marcella Amadio, esponente livornese di Fratelli d'Italia, colpevole di aver preso posizione contro la scelta del sindaco Luca Salvetti di ospitare e sostenere la manifestazione del Gay pride nella città toscana.

A denunciarlo è Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione di FdI. "Hanno postato sul suo profilo Facebook- ha reso pubblico il parlamentare- immagini delle persone appese a piazzale Loreto e insultata per il suo aspetto fisico”. Donzelli lancia precise accuse contro quanti predicano tolleranza e rispetto e, poi, ipocritamente usano linguaggi e azioni che vanno contro quanto invocano per loro stessi.''È la solita sinistra, così 'democratica’ che se non sei d'accordo ti minacciano di morte. Da parte mia e di tutti noi di Fratelli d'Italia esprimiamo a lei la nostra solidarietà'', ha affermato il deputato.

La vicenda è nata dopo un comunicato stampa diffuso dalla Amadio proprio sul sostegno del comune alla manifestazione. Quest’ultima, infatti, ha chiesto al primo cittadino a cosa potesse servire ''una carnevalata'' come il Gay pride. Non solo. L’esponente di Fdi teme che l’evento del Gay pride possa nascondere anche altro, come la rivendicazione del diritto da parte delle coppie omosessuali di poter adottare bambini: ''No, caro Salvetti, questo non va proprio bene. Per la Sinistra, l'identità di genere è un nemico, la famiglia tradizionale è un nemico, volete eliminare dai documenti le diciture "padre" e "madre" per sostituirle con un asettico "genitore 1 e genitore 2''.

La stessa Amadio ha continuato affermando che ''questo è l'aberrante disegno del pensiero unico che vuole annullare tutto ciò che ci definisce. La Sinistra confonde i diritti con i capricci. Gli omosessuali non hanno il diritto di adottare i bambini''. Infine, l’esponente di Fdi ha lanciato un’altra stoccata al primo cittadino di Livorno: “A proposito di categorie deboli, avrei preferito che il sindaco Salvetti avesse dichiarato impegno e disponibilità a reperire i fondi per assicurare alle famiglie livornesi e ai loro bambini gli asili gratuiti''.

A difendere la Amadio sono scesi in campo anche il coordinatore regionale di FdI Francesco Torselli, Paola Nucci dell'assemblea nazionale, il portavoce provinciale Giacomo Lensi e il consigliere comunale Andrea Romiti: "Parlano di 'discriminazionì e poi offendono persone solo perché da loro ritenute 'brutte’, come si legge in molti commenti ad un post pubblicato su Facebook dalla Amadio, operazione ispirata alle peggiori esperienze di pulizia etnica”.

Gli esponenti del partito guidato da Giorgia Meloni hanno chiamato in causa il sindaco di Livorno Luca Salvetti e il governatore della Toscana Enrico Rossi''sempre pronti a scendere in campo in favore dei diritti delle donne'' chiedendo una loro netta condanna in merito alle minacce e agli insulti rivolti alla Amadio.