Italy

Mamma e nonna ricoverate per Covid-19: due bimbe bloccate in casa per giorni

Sole in casa, impossibilitate a uscire causa coronavirus. Un destino che accomuna milioni di italiani in questi giorni ma che è stato particolarmente pesante per due sorelline della provincia di Arezzo: la mamma e la nonna, che le accudivano e le crescevano si sono ammalate di Covid-19 e loro per alcuni giorni le bambine sono rimaste bloccate nella loro abitazione, da sole. La storia però ha un lieto fine, per fortuna: in questi giorni sono state seguite da una rete di vicini, volontari, istituzioni locali e nelle prossime ore, per volontà della madre, saranno trasferite in casa di una parente. Anche se dovranno osservare un periodo di quarantena.

Doppio colpo del destino

Siamo a Montevarchi, comune di 24mila abitanti della Toscana, zona per fortuna non tra le più investite dal virus. Ma anche qui i casi non mancano e in particolare la malattia colpisce prima un’infermiera quarantenne, che deve essere ricoverata in ospedale e poi la madre di quest’ultima 91 anni, che viene stroncata dal male e muore nel giro di pochi giorni. A questo punto le due figlie dell’infermiera, che frequentano la scuola elementare a Montevarchi, rimangono sole, prive di qualunque assistenza, impossibilitate a uscire. Tutto questo accadeva cinque giorni fa. Ma subito si è messa in moto la catena della solidarietà che ha impedito alla due sorelline di rimanere sole.

Una finestra sul cortile (e sul mondo)

«Abbiamo sempre agito di comunque accordo con la madre - racconta Silvia Chiassai, sindaca di Montevarchi - cosa che ha consentito di garantito alle bambine ogni necessità e protezione. I pasti venivano portati loro a casa da volontari, la maestra ha fatto loro lezione via skype, sempre con questo mezzo hanno potuto salutare e chiacchierare con i compagni di scuola. Inoltre un volontario è rimasto sempre presente nel cortile su cui si affaccia l’abitazione delle sorelline, pronto a intervenire per qualunque ragione: di tanto in tanto le piccole si affacciavano alla finestra, parlavano con lui». Anche la mamma, non appena è stato possibile, si è collegata via computer dal suo letto d’ospedale dando conforto alle figlie rimaste sole».

In attesa del tampone

Proprio il dialogo tra la mamma e il comune ha consentito ora di arrivare a una soluzione del problema. «Le bambine - racconta ancora Silvia Chiassai - verranno trasferite a casa di una parente che le seguirà. Nel frattempo sono già state sottoposte a un tampone, del cui esito siamo in attesa dovranno rimanere in quarantena per due settimane, con tutte le cautele, senza avere contatti ravvicinati con altre persone». Come stanno ora le due protagoniste della vicenda? «Fisicamente bene, hanno saputo affrontare tutte le difficoltà; ma possiamo immaginare le difficoltà psicologica che hanno dovuto e dovranno affrontare: la morte della nonna, il ricovero in ospedale della mamma. Servirà un lungo lavoro di sostegno psicologico ma ora hanno solo bisogno di tranquillità».

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