Italy

Manovra anticrisi, sindacati in piazza per protestare: "Servono almeno altri 25 milioni per famiglie e lavoratori, basta provvedimenti fantasma"

TRENTO. Proteste sotto il palazzo della Provincia nella giornata di oggi, martedì 12 maggio. I sindacati, scontenti della gestione dei fondi per la manovra anticrisi, si sono radunati in piazza Dante per chiedere più risorse per famiglie e lavoratori in vista della ripresa. Ad incontrare i sindacati erano presenti i gruppi di minoranza, mentre i consiglieri della maggioranza non si sono presentati.

Servono almeno altri 25 milioni – dichiarano Cgil, Cisl e Uil – per consentire si rialzarsi a chi in questo anno di pandemia è stato messo in ginocchio”. Secondo i sindacati il disegno di legge proposto dal Consiglio dovrebbe infatti muoversi in direzione di una maggiore equità.

La manovra al momento prevede lo stanziamento di oltre 500 milioni, di cui 230 dalla Provincia e 280 dallo Stato. Dei fondi messi a disposizione dalla Pat, 30 milioni verranno destinati ai lavoratori e alle famiglie, mentre il resto verrà speso in altri interventi economici, come il sostegno alle imprese (128 milioni), lo sviluppo dell’economia (65 milioni) e interventi diversi (10 milioni). 12 milioni sono stati anche allocati specificatamente per l’aumento del capitale dell’aeroporto Catullo e l’ingresso in Itas, come ha dichiarato ieri l’assessore Spinelli.

“Continuiamo a chiedere maggiore attenzione alle famiglie e ai lavoratori – ha chiarito il segretario generale della Cgil Andrea Grosselli -. Le risorse da mettere in gioco ci sarebbero, visto che sono rimasti in gran parte inutilizzati i 13 milioni di euro dell’assegno unico stanziati per gli stagionali a causa di criteri troppo restrittivi imposti dalla Giunta. Servono stanziamenti per sostenere il reddito dei lavoratori, in particolare gli stagionali del turismo, ma anche per dare risposte alle famiglie sul piano dei servizi educativi e di conciliazione”.

Una delle idee di Cgil, Cisl e Uil è di rendere accessibili i servizi di conciliazione estiva a tutte le famiglie ad un costo di 50 euro, pari a quello che la Giunta chiederà alle famiglie che frequentano la scuola dell’infanzia a luglio. “Il problema delle famiglie non si ferma a quelle con figli fino a sei anni. Servono risposte almeno per tutta la fascia 3-14 e serve garantire la libertà di scelta”.

Alla questione delle famiglie e dei lavoratori il segretario generale Cisl ha aggiunto anche quella della contrattazione, a cominciare da quella per i contratti pubblici: “Solo in Provincia di Trento non si è riaperto il confronto. Non si può innovare la pubblica amministrazione né migliorare la scuola se non si riconosce il valore dei lavoratori”.

Stesso problema portato avanti da Fenalt, che ha chiesto che il Trentino si accodi a quanto succede nel resto d’Italia e inizi a lavorare agli aumenti salariali. “La Giunta si avvale della clausola che consente di non rinnovare il contratto se ci sono particolari difficoltà finanziarie per la Provincia – afferma Fenalt -, tant’è che anche con il ddl 96/XVI in discussione non c’è nessuno stanziamento specifico per le buste paga del personale pubblico. Nemmeno per gli eroi della sanità, nemmeno per l’area delle case di riposo, legata in modo ormai anacronistico al contratto enti locali”.

Valentinotti e colleghi hanno chiesto alle minoranze di proporre un emendamento correttivo in aula, Paolo Zanella ha fatto sapere di averne già depositato uno ad hoc. “Fenalt è preoccupata – dicono i sindacalisti – perché passa un devastante messaggio di disattenzione per tutto il comparto dei lavoratori pubblici. Da giugno – è stato detto – si avvieranno iniziative di lotta”.

Invece per il segretario generale Uil, Walter Alotti, il problema su cui porre l’accento è quello abitativo: “Questa questione che angoscia molte famiglie è ancora una volta totalmente ignorata da questa manovra finanziaria”. Critiche anche per il metodo della Giunta: “Come nello scorso autunno anche adesso ci sono stati presentati dei provvedimenti fantasma, in cui non è stato chiaro fino all’ultimo momento quali sono le misure e soprattutto le risorse che le finanziano. In questo modo non si rende possibile il confronto. Ed è incomprensibile che su una manovra anticrisi finiscano dentro provvedimenti che nulla hanno a che fare con l’emergenza che stiamo vivendo”.

In conclusione i sindacati hanno chiesto che la Giunta abbandoni il “metodo degli interventi parziali”, per concentrarsi più sulla definizione di una visione di futuro per il Trentino e la conseguente pianificazione di un progetto organico e condiviso da tutti. “Non si può continuare a procedere a spot. Così non si affrontano mai concretamente i problemi e si rimanda tutto sempre ad una fase successiva. È il tempo di mettere mano ad un progetto condiviso che porti la nostra comunità oltre la crisi, smettendo di creare contrapposizioni ma favorendo crescita e coesione sociale. Lo chiediamo dallo scorso ottobre e non abbiamo mai ottenuto risposta”, concludono i tre segretari.

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