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Manovra, verso cabina di regia e Cdm martedì su Dpb

Legge di bilancio

Il Documento programmatico di bilancio (che contiene l’ossatura della manovra) andrebbe notificato a Bruxelles entro il 15 ottobre. Improbabile che sul tavolo del Cdm arrivi anche il testo della legge di bilancio, che dovrebbe essere esaminato in una successiva riunione del Consiglio dei ministri nei prossimi giorni.

18 ottobre 2021

Dovrebbe svolgersi martedì mattina la cabina di regia presieduta da Mario Draghi sul Documento programmatico di bilancio (Dpb), in vista di un Consiglio dei ministri nel pomeriggio per approvare il documento. Lo si apprende da fonti governative. Viene ad ora considerato improbabile che sul tavolo del Cdm arrivi anche il testo della legge di bilancio, che dovrebbe essere esaminato in una successiva riunione del Consiglio dei ministri nei prossimi giorni.

Le scadenze previste

In base al calendario europeo, il Dpb (che contiene l’ossatura della manovra) andrebbe notificato a Bruxelles entro il 15 ottobre; la Manovra, invece, è attesa alle Camere il 20 ottobre, con l’articolato completo per l’avvio della sessione di bilancio.

A Chigi incontri su Dpb con delegazioni partiti

Per tutta la giornata si sono susseguite le riunioni tecniche per determinare le poste principali della futura legge di bilancio da 24-25 miliardi, data in arrivo non prima della prossima settimana. Una serie di incontri con le delegazioni dei partiti sono in corso in queste ore a Palazzo Chigi. I colloqui precedono la cabina di regia e il Cdm sul Dpb annunciati per domani in vista della preparazione della manovra. A quanto si apprende, gli incontri dei singoli Capi delegazione accompagnati dai responsabili economici di partito si svolgerebbero con lo staff di Palazzo Chigi e con il ministro dell’Economia Daniele Franco e non con il presidente del Consiglio.

I temi in agenda

Sul tavolo il ridimensionamento del reddito di cittadinanza, il post-Quota 100, le coperture per la riforma degli ammortizzatori e per l’anticipo degli interventi fiscali con il taglio del cuneo, tra le misure principali, per una manovra complessiva che dovrebbe aggirarsi intorno ai 25 miliardi.

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Verso la revisione del reddito di cittadinanza

Tra i capitoli più caldi c’è il Reddito di cittadinanza. La Lega è determinata ad andare all’attacco per chiederne l’abolizione. La sconfitta sembra aver convinto Matteo Salvini ad alzare il livello dello scontro la coalizione di governo. Per la stessa ragione, però, i Cinque stelle si dichiarano pronti alle barricate. Cavallo di battaglia del M5S, il reddito di cittadinanza verrebbe mantenuto ma rivisto e migliorato per limitarne gli abusi. Da qui l’ipotesi di una revisione dei paletti per l’accesso rafforzando il versante delle politiche attive per il lavoro, uno snellimento della platea e una redistribuzione del beneficio possibilmente intervenendo sul paradosso che vede meno avvantaggiate le famiglie numerose.