Italy

Maxi orale con tesi e maturità al via: «È ora di ripartire e pensare al futuro»

Roma- Non ci sono i capannelli, ma solo qualche faccia preoccupata dietro i cancelli, qualche mazzo di fiori, una bottiglia nascosta nello zaino: la maturità di quest’anno inizia alla spicciolata, con cinque studenti al giorno che entrano scaglionati a un’ora di distanza a scuola per sostenere il colloquio orale, l’unica prova di questo esame di Stato all’insegna del Covid. Uno su due, secondo un sondaggio di Skuola.net, ha preferito andarci da solo, evitando anche l’accompagnatore permesso dai protocolli. È il secondo anno, e quindi procedure e convenzioni da pandemia sono ormai assimilati: mascherine, distanziamento, igienizzazione, nessun assembramento, gesti attenti, sguardi significativi. Eppure è di nuovo un’altra maturità: «Dopo i sacrifici e i disagi della pandemia, è il momento di ricominciare a scrivere il vostro futuro e quello dell’Italia», sintetizza la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, su Twitter.

Maturità 2021, tre «in bocca al lupo» e due «daje» da Teresa Ciabatti, Nicola Gardini, Enrico Casarosa, Francesca Michielin e Vasco Brondi
Teresa Ciabatti

Perché davanti c’è la prospettiva e la speranza di lasciarsi l’emergenza alle spalle, e di tornare, anche grazie alla campagna di vaccinazioni che ha visto i maturandi aderire con entusiasmo, alla normalità. A un esame che non sia bollato come «facilitato». Lo sa bene, il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, che questa è una delle paure più diffuse tra gli studenti: ed è per questo che nel salutare i ragazzi di primo mattino ricorda che «è un momento importante», «un passaggio da fare con attenzione: non è un esamino, è un esame di Stato, Stato che riconosce il passaggio da una parte all’altra della vostra vita». Bianchi ci tiene a ricordare che «la prova viene fatta con una tesi, non è una prova unica»: e poi «cosa succederà in futuro lo vediamo, senza pregiudizi, ma ragazzi state tranquilli, non verrete bollati come quelli del Covid». Gli auguri agli studenti arrivano anche da sindaci, ministri, parlamentari, presidenti di Regione.

I maturandi, oltre 500 mila, verranno valutati nei prossimi giorni da 13.353 commissioni, per un totale di 26.555 classi. Sono chiamati a una prova che è un maxiorale in presenza e iniziano il loro esame partendo da un elaborato, preparato nel corso dell’ultimo mese e assegnato dal Consiglio di istituto. Poi c’è spazio per l’analisi di un testo di Lingua e letteratura italiana, l’esposizione dell’alternanza scuola lavoro e per l’Educazione civica. Ma «non è un esame di serie B», concorda il presidente dell’associazione nazionale presidi Antonello Giannelli, ricordando che «la cultura non è nozionismo ma capacità di collegare le nozioni». Certo, «due anni di Dad si sono fatti sentire», ammette il preside del liceo milanese Virgilio, Roberto Garroni. Ma è pur vero che- come nota Vincenzo Salcone, preside del liceo Cavour di Torino- «ci sono due maturità, una è quella scolastica e poi c’è quella umana». E quella, ai ragazzi, nessuno può negargliela, a pieni voti.

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