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Milan Fashion Week 4° giorno, riflessioni sulle crinoline da Versace all’Emporio Armani

Qui andrà inserito il messaggio del Direttore, esempio:

"Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze.... "

Maurizio Molinari ABBONATI A LA STAMPA

Vera e propria scultura sartoriale, la giacca  nera si strizza in vita per bombarsi a calice sul bacino, mentre la punta posteriore della minigonna distilla lo strascico. Nonostante lo show di Donatella Versace culmine della quarta giornata della Fashion Week, sia un inno alla tecnologia ottica quasi ipnotico, nei riferimenti liofilizzati alle vesti d’altri tempi, si riconferma una curiosa tendenza del momento: la crinolina.

Si è vista sin dal primo giorno persino in versione filologica sormontata da parruccone, sul set-carillon di Gucci. Ed è ricomparsa da Moschino anche in versione mini, culminando nell’abito torta.

Lo stravolgimento delle proporzioni
Chiariamo subito: non sono proposte da indossare che trasformerebbero la donna in una maschera o in un fantasma da museo di storia della moda. La crinolina in versione contenuta ergo portabile, si nota nei mini-abiti di Marco De Vincenzo (ma non solo). E con le dovute spiegazioni dello stilista diventa segno dei tempi. “Esprime lo stravolgimento delle proporzioni- chiosa lo stilista- come nei disegni dei bambini. Dove il grande può essere piccolo e il micro, gigante. Nel segno della libertà soggettiva. Tant’è che le scarpe hanno tacchi a spillo espansi del 200%”.

La perdita dei limiti: Armani: “libertà alla donna”
Lo smarrimento dei limiti si legge in tanti altri dettagli di molte sfilate: dalle maniche lunghissime alle borse giganti di Marni. Per non parlare delle acconciature di Marras.

Lo stesso Armani, re del rigore, nella collezione Emporio sostiene di aver “estremizzato le sue scelte con pochissimo riguardo per le regole. La donna- incalza lo stilista- deve esprimersi in piena libertà con forme a proprio piacimento”. Dunque, lei torna al centro della moda e non viceversa. Quasi superfluo, aggiungere che questa logica concilia la fluidità dei generi che imperversa: maschile al femminile e femminile al maschile. Il focus dello stile di Donatella Versace.

Non è tutto.

Maria Antonietta oggi

Anche le crinoline più storiche avrebbero un significato in queste sfilate molto simboliche dello spirito del tempo. “Sono una citazione ironica di Maria Antonietta, - illustra Jeremy Scott irriverente direttore creativo di Moschino - la sovrana che suggeriva di dare le brioche al popolo affamato di pane. Da qui la gag dell’abito torta”. Libere e soggettive, le analogie con i politici di oggi e gli odierni tempi di crisi. Attenzione però: Maria Antonietta finì decapitata come l’ancient regime. In tempi carnevalizi vale l’adagio “Arlecchino burlandosi, si confessa”.