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Milan-Udinese 1-1: Becao di testa, Kessie su rigore al 97’. I rossoneri sperano ancora

All’ultimo respiro. Salvato dal rigore di Kessie, il sedicesimo della stagione. Ma il pari in rimonta non rende meno amara la notte del Milan. L’unica consolazione per Pioli è avere evitato la terza sconfitta nelle ultime quattro partite. Tutto il resto è da dimenticare. Roma è stata una dolce illusione. Il Diavolo, adesso, è questo: spento, lento, prevedibile. L’Udinese di ferro controlla nel primo tempo e colpisce nella ripresa con Becao. I friulani soffrono solo negli ultimi 10 minuti, recupero compreso, che affrontano con l’uomo in meno perché non possono più sostituire l’infortunato Samir. L’incomprensibile fallo di mano di Stryger Larsen, al 97’, è una specie di condanna per Gotti che aveva preparato il delitto perfetto.

Il Milan ha poco da sorridere. Si porta a tre punti dall’Inter capolista con il rischio concreto di precipitare giovedì sera a meno 6. Da oggi i rossoneri faranno bene anche a guardarsi alle spalle: Juve e Atalanta sono lontane quattro punti, la Roma è a sei. La zona Champions non è al sicuro nonostante un 2020 da favola. Ma oltre a preoccuparsi della classifica, Pioli deve domandarsi che fine abbia fatto la sua squadra perfetta, ora stanca e acciaccata. Ibra, in tribuna per spingere i suoi compagni, all’intervallo aveva la faccia stralunata. Mancano il suo genio ma anche le geometrie di Bennacer e i colpi di Calhanoglu. I sostituti steccano: dal frivolo Brahim Diaz, all’impalpabile Castillejo. Anche Rebic e Leao sbagliano partita. Prima del rigore del pareggio, il Diavolo non ha costruito una vera occasione da gol.

Il primo tempo scorre via monotono. L’Udinese bada al sodo. Nel suo 3-5-2 gli esterni, Molina e Zeegelar, giocano quasi sempre in linea con i tre centrali. Il Milan ci prova, ma a ritmo troppo basso. Solo due i tiri nello specchio della porta di Musso, un destro a girare di Brahim Diaz e un altro fiacco di Castillejo. L’unico sussulto è una leggera trattenuta di Arslan su Kessie, che induce i rossoneri a chiedere il rigore. Fa bene l’arbitro Massa a lasciar perdere.

Nella ripresa aspetti una reazione orgogliosa del Diavolo e invece vengono fuori i friulani. Da un retropassaggio folle di Theo Hernandez nasce la prima vera occasione della partita: il colpo di testa di Nestorovski a colpo sicuro, dopo il cross morbido di Pereyra, viene fermato sulla linea di porta da Romagnoli allargando una gamba. Neppure lo scampato pericolo scuote il Milan, che impegna Musso due volte in un minuto con Kessie, ma poi si perde nuovamente. Gotti capisce che è il momento buono e inserisce Llorente a fianco di Nestorovski e la squadra immediatamente alza il baricentro e le sue ripartenze sono più incisive sino al gol di testa firmato da Becao con grave incertezza di Donnarumma. La vittoria dell’Udinese svanisce alla fine. Kessie dal dischetto evita al Diavolo una notte piena di incubi.

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