Italy

Milano, il grande piano verde di Grillo per rilanciare l'alleanza M5S-Pd

Davanti a un piano per la transizione energetica tutto studiato e mirato su Milano, Beppe Sala non potrà dire di no ai 5 Stelle. Ne sono convinti i vertici del Movimento, in primis Beppe Grillo e Giuseppe Conte, ma anche Luigi Di Maio e i parlamentari lombardi. Per puntellare l’alleanza nazionale con il Pd, il M5S non può perdere il treno di un accordo anche su scala milanese. Le ragioni sono due: l’ottimo rapporto personale tra il sindaco e il garante dei 5 Stelle; la portata simbolica di un progetto comune di trasformazione della più ricca metropoli italiana. Milano oltretutto ha anticipato i tempi, i fenomeni della politica italiana. Volendo andare molto lontano, l’avanzata degli ideali socialisti e poi purtroppo la nascita del fascismo; restando più sulla storia recente, il rampantismo craxiano, l’ascesa della Lega Nord e infine il berlusconismo. Per questo motivo insomma Grillo, parlando ai suoi, ha fatto presente che i 5 Stelle non possono rifare una battaglia di pura testimonianza.

Il come arrivare all’obiettivo, cioè ad un accordo sin dal primo turno con il centrosinistra, è la presentazione di un ambizioso piano green per lo sviluppo e la trasformazione di Milano. "Non sarà la solita sfilza di slide...", promette un alto in grado del M5S. Ci vorrà ancora qualche settimana, lo slittamento delle elezioni a ottobre ha sicuramente dato una mano in questo senso. Verranno presentati i punti qualificanti della transizione ecologica, tutta centrata su riqualificazione delle periferie grazie anche a un utilizzo guidato e massiccio del bonus 110 per cento e allo sviluppo dell’agricoltura idroponica. Si tratta di una tecnica di coltivazione fuori suolo che permette il controllo della produzione e il riutilizzo di spazi non necessariamente verdi. In questo senso si potrebbero utilizzare aree dismesse magari oggi in mano a Cassa depositi e prestiti, o al demanio. Un esempio che verrà portato su palmo di mano è il “planet farms” della brianzola Cavenago, struttura alle porte della città specializzata nell’agricoltura verticale, con zero pesticidi e un risparmio d’acqua del 95 per cento.

Con questa tecnica, il “progetto Milano” del M5S promette di rendere la città autosostenibile a livello alimentare. Tutto a chilometro zero, o quasi. Che sia effettivamente così alla fine non conta, il messaggio però sì: dimostrare che l’ambientalismo in salsa 5 Stelle può portare idee seducenti anche nella capitale economica del Paese. Riutilizzo, riqualificazione, nuovo lavoro e alta qualità della vita: stante l’obiettivo 2050 che il Movimento si è posto come stella polare — l’anno verrà inserito anche nel nuovo simbolo — tutto diventa possibile.

Al piano come detto stanno lavorando i portavoce lombardi, parlamentari e consiglieri regionali, primo fra tutti l’ex viceministro Stefano Buffagni. Ma verrà coinvolto anche il ministero dell’Agricoltura oggi diretto da Stefano Patuanelli. Questo perché occorre una regia nazionale per convogliare parti dei fondi del Recovery plan, investimenti diretti e progettazione. Nel pacchetto ci saranno altre due questioni qualificanti: un ripensamento della logistica interna attraverso la realizzazione di ampie aree parcheggio-smistamento ai confini della città; e la nascita di un hub per accogliere le imprese internazionali in cerca di nuove opportunità dopo la Brexit in zona Forlanini, vicino all’aeroporto di Linate e ben collegato al centro grazie alla nuova linea metropolitana.

Insomma, lo si definirà un "contributo di visione alla città", oggi Milano, domani la Lombardia e il resto del Paese. Assieme a Sala, interlocutore ancor più prezioso per il M5S ora che i destini del segretario dimissionario dei dem Nicola Zingaretti — main sponsor del fronte progressista — non sono così chiari. Fin qui le intenzioni di Grillo per suggellare il patto progressista anche al Nord. Non è detto che il centrosinistra milanese abbia voglia di legarsi al Movimento, con il quale a livello locale i rapporti non sono mai stati buoni. Ma i colloqui riservati vanno avanti da tempo e le dinamiche nazionali giocano un ruolo non secondario in questa partita; adesso per i protagonisti c’è ancora tutta la primavera davanti per creare le condizioni adatte alla svolta.

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