Italy

Nuovo esposto di Atlantia alla Consob: le parole dei ministri a mercati aperti danneggiano gli azionisti

ROMA - Atlantia presenta un nuovo esposto  – l’ultimo risale al 14 luglio – per chiedere alla Commissione che vigila sulla Borsa di "valutare urgentemente"  le dichiarazioni rilasciate oggi - a mercati borsistici aperti - dal ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, e dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, che hanno determinato la sospensione delle negoziazioni per eccesso di ribasso. L'esposto è stato spedito anche alla Commissione Ue.

Scive Atlantia, in un comunicato: "Questo esposto si rende necessario per tutelare gli interessi degli oltre 37.000 azionisti e investitori della società e garantire la parità informativa, tenuto conto che nessuna decisione del Governo, in merito alla Concessione di ASPI, è stata ancora comunicata alla società".

Atlantia ricorda che dichiarazioni simili sono "già state oggetto di precedenti esposti, auspicando, ancora una volta, un suo deciso intervento volto a garantire la regolarità del mercato. L’impatto di simili dichiarazioni può infatti determinare rilevanti conseguenze sulla regolarità delle negoziazioni, tanto più nel noto contesto di possibile dismissione di ASPI da parte di Atlantia".

Ancora Atlantia: "Non corrisponde inoltre al vero la reiterata affermazione che la società non avrebbe rispettato l’accordo del 14 luglio. L’impegno a dismettere ASPI risulta infatti espressamente confermato dal processo di scissione e quotazione, ovvero dalla vendita dell’88% dell’asset, deliberati dal Cda di Atlantia del 24 settembre e che saranno sottoposti all’assemblea dei soci già convocata per il prossimo 30 ottobre".



La rispondenza della linea di Atlantia con l'accordo del 14 luglio è contestata - in una lettera - dal segretario generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa, dal capo di gabinetto del Tesoro Luigi Carbone e dal suo collega delle Infrastrutture, Alberto Stancanelli.

Lettera che esordisce proprio così. Quanto proposto da Atlantia non è "coerente" con gli impegni "assunti col  governo" nei mesi precedenti dalla società che gestisce la rete autostradale, e che sarebbero serviti a permettere a Cdp e ad altri investitori di subentrare nel controllo. Peggio: la società dei Benetton insiste nel "richiedere modifiche agli accordi" su punti "precedentemente condivisi e da noi ritenuti essenziali per il perseguimento dell’interesse pubblico". 

Nella missiva, Chieppa, Carbone e Stancanelli preannunciano che informeranno il premier e il governo di ritenere “allo stato infruttuoso il tentativo fin qui esperito di definire transattivamente la vertenza in oggetto’’ . La nuova proposta di Atlantia, ‘’appare completamente diversa dalle condizioni indicate nella originaria proposta del 14 luglio’’. Impossibile accettarla, rilevano i tre, perché in questo modo ‘’il processo rimane incerto nei tempi e nell’esito finale, con il risultato che appare assolutamente inidoneo a definire la vertenza’’.

Ma non basta. Per i tecnici del governo che hanno gestito in questi giorni la trattativa anche il ‘’coinvolgimento di Cdp è stato ipotizzato sempre e comunque sulla base di criteri competitivi e prassi concorrenti di mercato‘’, nonostante le accuse della società che gestisce le Autostrade.



La lettera arriva nel giorno in cui Giuseppe Conte annuncia che già il prossimo Consiglio dei ministri potrebbe assumere decisioni drastiche nella trattativa con Atlantia, incagliata sul nodo della cosiddetta manleva (vale a dire la responsabilità per eventuali danni indiretti reclamati in futuro rispetto alla tragedia del ponte Morandi).

I tre vertici governativi sottolineano nella lettera che è "inaccettabile" l’accusa mossa all’esecutivo di non voler favorire un "trasparente processo competitivo di mercato", e questo perché per il governo fa fede solo la proposta avanzata il 14 luglio da Autostrade, nella quale si dava disponibilità a "un piano di dismissione delle partecipazioni sociali detenute in Aspi".  

L’atto d’accusa mosso da Chieppa, Carbone e Stancanelli si conclude con un’accusa ancora più pesante, che graverà anche nella possibile mediazione last minute dei prossimi giorni, per provare a evitare la revoca e una battaglia legale: "Questo stato di incertezza e le continue modifiche da voi richieste stanno producendo l’effetto di ritardare gli investimenti e i miglioramenti della rete infrastrutturale, che pure avevate a più riprese promesso e che rappresentano un’esigenza ineludibile nell’interesse degli utenti".

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